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Prc: “I referendum sul lavoro scippati dai ladri di democrazia”

rifondazione comunista prc 2' di lettura 29/12/2012 - L'affannarsi alacre per allestire i carri gioiosi del carnevale elettorale, la parodia della democrazia costituita dalle primarie, in alcuni casi offensivi dell'intelligenza delle persone come quelle di Grillo o i listoni bloccati stile “unione sovietica” del partito di Vendola, hanno avuto un “merito”: lo scippo dei referendum.

Infatti con fredda determinazione il Capo dello Stato scegliendo di sciogliere le camere il 22 dicembre ha vanificato lo sforzo di tantissimi militanti che in queste settimane hanno, nelle piazze e nei luoghi di lavoro, raccolto centinaia di migliaia di firme perché potessero celebrarsi i referendum utili a cancellare leggi vergognose come quella che stupra lo Statuto dei lavoratori con l'eliminazione dell' art.18 o quella che con il famigerato art.8, permette di derogare ai contratti nazionali di lavoro o peggio quelle leggi che consentono alle “caste della politica” privilegi inutili. Eppure si poteva fare altrimenti optando per una qualsiasi data del 2013, ad esempio il 2 gennaio, senza dover, per altro spostare la data delle elezioni politiche.

Una scelta quindi deliberata e consapevole e funzionale a quel pensiero unico che è stato il Governo Monti e a quei partiti, PDL, PD e UDC, che in queste settimane recitano la sceneggiata delle differenze ma che non mettono in discussione nessuna delle scelte di quel governo che hanno sostenuto con grande impegno, e cioè la disgraziata riforma delle pensioni, l’obbligo costituzionale del pareggio di bilancio, la tassazione dei “poveri” e i regali alle banche e alla speculazione finanziaria.

Quei referendum avrebbero costretto il prossimo governo, di qualunque segno sarà, a confrontarsi con il volere popolare a mettere sotto osservazione quelle leggi, a dare coraggio a definire una nuova agenda politica con al centro i problemi del lavoro e quelli della democrazia.

Troppo pericoloso! Così Napolitano ha tolto le castagne dal fuoco, come il più volte fatto in questi anni, aiutando la conservazione e lo status quo.

Ai tantissimi che hanno sottoscritto quei referendum, ai militanti che con passione ne hanno permesso le condizioni, a quanti, pensiamo la maggioranza, avrebbero con il voto, com'è già successo per l'acqua e per il nucleare, consentito una vittoria importante per i diritti e per il mondo del lavoro chiediamo di non demordere, di mantenere in vita quei comitati, di intensificare l'impegno di costruire le condizioni perché, comunque, quelle leggi siano cancellate, e dove non arriveranno i referendum dovrà arrivare la voce delle lotte, l'entusiasmo della ragione, la consapevolezza di quanti credono che cambiare si può e sanno che cambiare si deve.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-12-2012 alle 19:35 sul giornale del 31 dicembre 2012 - 1664 letture

In questo articolo si parla di attualità, chiaravalle, prc, Partito della Rifondazione Comunista, partito rifondazione comunista

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