Quantcast

Fioretti (Sindaco di Monsano): importante tenere sempre alta l’attenzione su un tema drammatico come il lavoro

Gianluca Fioretti 2' di lettura 12/01/2013 - Una bella iniziativa, positiva e partecipata, quella di ieri del Consiglio Comunale di Jesi, aperto sul tema dell’occupazione e del lavoro.

Diverse le proposte, e gli esempi delle imprese locali.

Fondamentale, nel presente, rimane l’attuazione di misure concrete, da parte di tutti gli “attori” coinvolti, per il sostegno e la risoluzione dei conflitti e delle situazioni pesanti riguardanti l’occupazione e le aziende in crisi.

Importante tenere comunque sempre alta l’attenzione su un tema drammatico, che vede la Vallesina e la nostra regione alle prese con una crisi profonda, che impone, al di là dei numeri e della situazione attuale, un deciso cambio di paradigmi, una riconversione, graduale ma totale, di un attuale modello di sviluppo non più sostenibile.

E dunque anche sul nostro Territorio, nuovi modelli, di creazione e produzione, verso prodotti, materiali e immateriali, legati sempre all’internazionalizzazione, al merito, ad una classe dirigente, politica e imprenditoriale, attenta e capace; ma anche nuove “visoni”, ormai indissolubilmente legate alle enormi potenzialità di un Territorio, la Vallesina e le Marche, che dispone di caratteristiche naturali e di accoglienza (Paesaggio, eccellenze enogastronomiche, Arte, Cultura) che ne fanno un “brand” di eccellenza nel mondo.

Politiche e azioni strutturali, strategiche.

Sulla tutela e salvaguardia del Territorio. Con azioni e norme concrete volte all’efficienza energetica; con azioni e strumenti urbanistici, puntuali e concreti, volti al recupero, alla riqualificazione dell’esistente e al “no consumo di suolo”. Nuove costruzioni, lottizzazioni e appartamenti sfitti, opere inutili, nuovo cemento… abbiamo già dato, e di nuovo cemento, di nuove “predazioni” di terra, insostituibile componente del nostro Paesaggio, si può anche morire…

Sul Turismo. Con norme e azioni strategiche, non più localistiche, di campanile, di “incoming” e di offerta, aprendo e aprendosi al mondo. Il marchigiano deve aprirsi, è tempo di togliersi, e quindi di toglierci, quella patina, quella crosta di localismo e di provincialismo, comunale, locale, provinciale che, se prima risultava anche vincente nella costruzione di quel “modello Marche”, con la sua laboriosità, i suoi distretti, il suo mondo articolato di piccole e medie imprese, di artigiani, ora non basta più, ora risulta un freno, un drenaggio e un filtro pericolosi per la rinascita.

Giocare queste carte, investire su tali prospettive, legando il mondo della cultura, della formazione, dell’istruzione, delle associazioni di categoria, dei sindacati, dell’Industria e della PMI, con le Istituzioni (prima di tutte la Regione) determinanti in un ruolo attivo e propositivo, di indirizzo.

Ci attendono ancora almeno due anni duri, difficili. Ma solo cambiando, solo guardando avanti verso orizzonti definiti possiamo farcela.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-01-2013 alle 14:48 sul giornale del 14 gennaio 2013 - 2529 letture

In questo articolo si parla di attualità, monsano, gianluca fioretti

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/H92





logoEV