Asili nido: non c'è posto per i bimbi che hanno nonni in salute e genitori sposati

famiglia 3' di lettura 16/01/2013 - Non c'è posto negli asili nido per i figli di genitori sposati, che lavorano, e soprattutto che hanno la fortuna di avere nonni in buone condizioni di salute. E' il paradosso del welfare del Comune di Senigallia che demanda alla rete parentale l'obbligo si sostenere e promuovere lo sviluppo e la crescita della famiglia e dei figli.

L'episodio da cui prende spunto il mio editoriale è quello dell'accesso agli asili nido comunali. Avevando la necessità di iscrivere mio figlio all'asilo nido (e sottolineo necessità perchè se entrambi i genitori lavorano la scelta è una necessità) ho compilato il modulo rilasciato dall'Ufficio Servizi alla persona. Il mio nucleo familiare è del tutto normale, con un reddito assolutamente normale, e con delle spese completamente normali.

Tra le domande determinanti per assegnare il punteggio finale che stabilisce se per tuo figlio c'è o meno posto in uno degli asili comunali, con mia grande sorpresa mi sono sentita chiedere se avessi almeno uno dei quattro nonni residenti nel comune di Senigallia. In questo caso la "necessità" di iscrivere mio figlio al nido non sarebbe stata così "necessaria" perchè il nonno o la nonna poteva badare al piccolo. L'unica eccezione contemplata è quella di un certificato medico che attesti una inidoneità fisica o una invalidità. Di qui il mio stupore che ben presto si è trasformato in indignazione. Non esiste una legge che obblighi un nonno a badare al proprio nipote. (Con lo stesso principio, nelle graduatorie per le case di riposo, il Comune chiede agli anziani se hanno almeno un nipote residente del Comune di Senigallia così che badi a loro???). Come si può considerare un elemento dirimente per una graduatoria così importante e delicata le relazioni parenterali che non riguardino strettamente i due genitori? E come si può attribuire a persone che non siano i genitori la "responsabilità" e a questo punto il "dovere" di badare ai nipoti quando i genitori lavorano?.

Ma il punteggio riferito alla presenza di nonni residenti sul territorio comunale non è l'unica voce anomala nei requisiti per le graduatorie degli asili nido comunali. Un'altra voce che incide non di poco sulla possibilità o meno di poter iscrivere il proprio bimbo al nido è quella che si riferisce allo stato civile dei genitori. Una coppia sposata non ha alcun punteggio. Se i genitori non sono sposati e non hanno la residenza nella stesso indirizzo, automaticamente viene attribuito un punteggio più elevato perchè il piccolo viene considerato sostanzialmente figlio di una ragazza madre. Una condizione facilmente eludibile dal momento che, secondo le dichiarazioni fornite ogni anno, circa la metà dei bambini sarebbero figli di ragazze madri. Una condizione che nella realtà non è così perchè è facilmente verificabile che i genitori non sposati sono, nella stragrande maggioranza dei casi, conviventi e dunque la loro situazione reddituale è esattamente uguale a quella di una coppia sposata. Nessuno però controlla.

Io chiedo che il mio nucleo familiare venga valutato per la reale possibilità di potersi permettere o meno una struttura privata al posto dei nidi comunali (perchè questa è l'alternativa) e non per facili e truffaldini escamotage. Non sto poi qui ad aprire il capitolo dedicato alla situazione reddituale.. mi limito però a difendere con forza il diritto e il dovere dell'ente pubblico di sostenere le famiglie e soprattutto i bambini che ne hanno realmente bisogno. E questo vale senza se e senza ma. In tutti gli altri casi però, e senza furberie, il Comune deve verificare se le condizioni dichiarate dai genitori corrispondono al vero e soprattutto deve rivedere i requisiti richiesti per le graduatorie di accesso ai servizi comunali, di cui i nidi sono solo un esempio.

In pdf il regolamento con i punteggi per la graduatoria di accesso ai nidi comunali.



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Questo è un editoriale pubblicato il 16-01-2013 alle 14:14 sul giornale del 17 gennaio 2013 - 9101 letture

In questo articolo si parla di attualità, giulia mancinelli, famiglia, asili nido, editoriale

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