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Femminicidio sventato, arrestato pakistano mentre cerca di strangolare la ex

3' di lettura 22/01/2013 - E' stata salvata dall'arrivo dei Carabinieri proprio mentre il suo ex la stava strangolando. Un femminicidio scongiurato quello che stava per consumarsi lunedì sera sulla spiaggia di velluto. Il movente sempre lo stesso: l’interruzione di una relazione amorosa.

Lui, pakistano, non aveva accettato l'idea di essere lasciato da lei, una ucraina. Una relazione extraconiugale, durata circa tre anni, interrotta dalla donna un anno fa, quando l’uomo, sempre più spesso in preda all’alcool, aveva cominciato ripetutamente a percuoterla ed a minacciarla di morte, talvolta impugnando anche un coltello. Secondo la ricostruzione dei fatti dichiarata dalla donna, una colf di 47 anni domiciliata a Senigallia da tempo, l’uomo, un pakistano di 55 anni regolarmente residente in città, dove lavora come muratore, quando era in preda all’alcool perdeva il controllo e cominciava a picchiarla senza ragione, minacciandola perfino di morte. La donna, sino ad allora, non aveva mai denunciato alle Forze dell’ Ordine il reiterato comportamento dell’uomo adducendo sia un comprensibile timore di ritorsione che preoccupazioni circa l’eventualità che la relazione clandestina divenisse di pubblico dominio.

Questo sino alle 21 circa di lunedì, quando, la donna, S.L., all’uscita dalla sua sede di lavoro in Via delle Viole, accortasi che qualcuno aveva posto un lucchetto alla sua bicicletta impedendone l’uso, ha raggiunto la propria abitazione a piedi. La donna aveva fin da subito supposto che il gesto fosse attribuibile all’ex compagno, e quindi, senza esitazione e per sottrarsi all’ennesima violenza, ha cercato di raggiungere il proprio domicilio, con passo sostenuto, percorrendo itinerari alternativi. Le precauzioni adottate si sono ben presto rivelate inefficaci. Infatti, dopo pochi metri, la donna è stata raggiunta e aggredita alle spalle con calci e pugni. I vani tentativi di difesa, hanno ulteriormente inferocito l’aggressore che non ha esitato ad utilizzare la tracolla della borsa che la donna portava con sé, cingendola intorno al collo della malcapitata, col chiaro intento di strangolarla.

Il provvidenziale transito di un passante nei pressi della via delle Viole, attratto dalle urla soffocate della colf ucraina, ha indotto lo stesso, pur non comprendendo bene cosa stesse realmente accadendo, ha chiamato il 112, sollecitando l’immediato intervento dei Carabinieri. Solo l'iniziale e disperata resistenza della donna, via via sempre più fievole e l'immediato intervento di una pattuglia dei Carabinieri della Compagnia di Senigallia, hanno scongiurato il tragico epilogo. I Militari si sono gettati sull’uomo tentando di far allentare la tenace morsa che il pakistano, fuori di sé, continuava ad esercitare. L’uomo non ha esitato a reagire anche nei confronti dei Carabinieri che, solo dopo un’azione energica, sono riusciti a far mollare la presa facendo si che la donna si sottraesse alla morsa dell'aggressore. I militari, dopo aver verificato che l’uomo non era armato, channo condotto sia l’aggressore che la vittima in caserma. La donna ha raccontato, pur ancora visibilmente scioccata, la propria vicenda, ricostruendo nel dettaglio quanto accaduto nelle ultime ore.

L’uomo, dopo un iniziale mutismo ha tentato una disperata difesa minimizzando l’episodio e affermando che si trattava solo di un'animata discussione. Le cure mediche dei sanitari del pronto soccorso hanno refertato una prognosi di 7 giorni per entrambi. Il Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ancona Marco Pucilli ha disposto, al termine delle operazioni di rito, la traduzione del pakistano nel carcede di Montacuto, con l’accusa di tentato omicidio e resistenza a Pubblico Ufficiale.








Questo è un articolo pubblicato il 22-01-2013 alle 15:12 sul giornale del 23 gennaio 2013 - 7748 letture

In questo articolo si parla di cronaca, giulia mancinelli, femminicidio

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