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Il punto di Torcoletti: quattro motivi per un solo no

Marco Torcoletti 2' di lettura 25/01/2013 - Mense, quattro motivi per un solo no. Ideologico. In una città dalla radicata cultura di sinistra, la parola privatizzazione suscita mal di pancia a prescindere.

Culturale. Jesi, come la val di Susa alle prese con la TAV, è refrattaria a qualsiasi cambiamento, al solo annuncio del quale è pronto un comitato di fermamente contrari. Social-politico. In tempi di crisi, l’ombra del venir meno di posti di lavoro per gli attuali addetti al servizio, così come congeniato, preoccupa, tanto quanto i timori di un peggioramento della qualità dei cibi dei bimbi. Non tutti invero con una mensa interna alla propria scuola. Tecnico. Sebbene il sindaco commercialista ne sia convinto al punto da avere capovolto la propria posizione rispetto alla campagna elettorale, siamo proprio sicuri che l’esternalizzazione produca un risparmio significativo? Se così fosse a beneficiarne sarebbero anche le famiglie! La maggioranza vacilla, osteggiata dal Pd con l’agguerrito Marasca, dal M5S, dalla contrarietà dei comitati dei genitori, ufficiali e non, dai malumori del capogruppo di Jesiamo in consiglio comunale, Cesare Santinelli.
Irreprensibile in verità il confronto aperto dall’Amministrazione, in perfetta armonia con la politica della partecipazione, che si va rivelando però arma a doppio taglio, dal momento che le decisioni vanno comunque prese e si sa, i contrari, seppure pochi, ci sono sempre e possono fare più rumore di una maggioranza favorevole ma silenziosa. Unico punto fermo, la situazione non potrà restare così com’è: a dichiararlo l’instancabile assessore Traversi, che si sta spaccando in quattro per ascoltare tutti. Improbabile un passo indietro della Giunta, soprattutto dopo la pubblica ammissione del sindaco: solo gli stupidi non cambiano idea. Non è comunque detto che a far quadrare il cerchio non giunga infine una soluzione di compromesso, tale da raccogliere le varie istanze in una formula rivisitata. Difficile tuttavia fare previsioni e tracciare bilanci anche se, in attesa del Consiglio Comunale del 28 gennaio, un dato emerge abbastanza evidente: trattasi del punto messo a segno dall'opposizione, che intercettati gli umori della piazza, se ne sta facendo interprete autorevole. Forse la prima vera grande rete del Pd dopo la sconfitta di maggio.





Questo è un editoriale pubblicato il 25-01-2013 alle 00:02 sul giornale del 26 gennaio 2013 - 3671 letture

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