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Mense scolastiche: lettera da un lettore, l'Amministrazione non tenuta nè a risparmiare nè a fornire pasto a tutti

 mense scolastiche 4' di lettura 27/01/2013 - Vivere Jesi riceve e pubblica il contributo di un lettore sulla vicenda mense.

Sono l’edicolante di JESI in via Minonna, con la presente volevo approfondire l’affaire delle mense scolastiche gestite dal comune di JESI, problema che tutti gli anni immancabilmente sale agli onori
della cronaca e che qualche titolo di locandina al mattino mi fà bollire il sangue.

Premetto che
-ho un figlio che frequenta il Gemma Perchi (dice di mangiare meglio a mensa che a casa),
-che risiedo fuori comune e per tale motivo non posso usufruire di sconti,
-che non essendo residente dovrei forse starmene zitto.

Pur non conoscendo leggi e regolamenti sull’argomento specifico mi sono proposto di analizzare il problema dal puro lato della razionalità ed eventalmente schiarirmi le idee con chi legge.

Smentitemi se non è vero, ma:
· Nessuno, tanto meno il comune, può perdere o guadagnare sulla gestione di mense scolastiche, queste non sono altro che un servizio per la collettività (ovvero senza scopi di lucro).
· L'intervento dei comuni a favore delle famiglie in difficoltà con rimborsi per la mensa non attiene alla gestione mense, ma deve essere realizzato con i fondi delle casse del comune e ricavati da altri tributi, sempre se e per quanto possibile, e ribadisco indipendentemente e indifferentemente dai costi e dalla gestione delle mense.
· Il contributo alle famiglie bisognose per le spese di mensa da parte del Comune, non è un fatto ne automatico ne obbligatorio è solo facoltà dei Comuni attivarlo, non solo per pratica consolidata, ma anche per un fatto di etica, solidarietà sociale oltreche opportunità politiche.
· In questi anni non ho sentito lamentele dalle famiglie sui costi della mensa, se non le solite frasi generiche dette senza riflettere. In realtà non è alto il costo della mensa, ma sono bassi gli stipendi e i redditi (in molti casi irrilevanti) della massa delle famiglie.
· Se qualche famiglia ritiene il costo mensa troppo alto o non può permetterselo è liberissima di non servirsene.

Da questi assunti se ne desume che non è compito del Comune accanirsi nel trovare l'economicità del pasto a tutti i costi, ma è fondamentale che si occupi della buona e corretta gestione del sistema.

Nella realtà il costo del servizio mensa (cibo, personale per la cottura e il servizio, ammortamenti strutture, costi di gestione, ecc...) deve essere amministrato dal Comune come centro di costo indipendente. La somma di questi costi, deve essere suddivisa in parti uguali per il numero di alunni che ne usufruiscono e da cui se ne determina la retta uguale per tutti, il costo totale può essere
maggiorato di un piccolo rischio per coprire qualche bolletta non pagata e qualche imprevisto, ... punto! Solo a valle di questo discorso poi si innescano i rimborsi alle famiglie bisognose.

I conti potrebbero essere bilanciati su due esercizi per poter correggere (nel secondo esercizio) eventuali errori di previsione contabile o altre sopravvenienze.

Per quanto riguarda la gestione il Comune dovrà occuparsi di ottimizzare gli acquisti, il personale, gli sprechi, vigilare sulla qualità e l'igiene del servizio, sull’incasso delle rette, e vigilare che non insorgano casi particolari quali la corruzione, ruberie e simili.

Alla fine dei discorsi ritengo che se la maggioranza dei genitori propende per continuare la gestione attuale della preparazione interna dei pasti, e segnala lamentele specifiche su alcune situazioni di
rifornimenti dall'esterno, l'ente Comune non deve fare altro che adeguarsi a tale volontà migliorando quella e solo quella parte di servizio criticato e attenersi poi alla gestione del sistema mense togliendosi dalla testa il pensiero di lucrare o risparmiare sulle mense scolastiche.

Se il Comune si prefigge di risparmiare su tale servizio allora forse dovrebbe volgere lo sguardo altrove, ovvero nella verifica degli attestati ISE-ISEE, che come emerge dalle cronache e dalle chiacchiere della gente presenta molte dichiarazioni non veritiere. Questo si che potrebbe portare un reale (e legale) beneficio ai conti del Comune.

Dopo quanto esaminato mi appare tutto molto semplice ed elementare e non riesco a giustificare il gran clamore intorno al caso.

Un'ultima riflessione da ignorante e da persona che vive marginalmente la diatriba e sentito quà e là qualche discorso mi sembra di capire che c’è qualcuno, forse legato a qualche lobby, che vuole condizionare le scelte del Comune a favore di terzi per l'esternalizzazione e visti i ripetuti tentativi fatti nel tempo anche con giunte di espressioni opposte, mi viene da pensare che questo qualcuno si annidi fra la classe dirigente (inamovibile) del Comune.

Ciamberlini Oriano






Questo è un articolo pubblicato il 27-01-2013 alle 14:27 sul giornale del 28 gennaio 2013 - 2004 letture

In questo articolo si parla di attualità, mense scolastiche e piace a fiore56

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