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Rocconi: il Vangelo di domenica 27 gennaio

mons. gerardo rocconi 6' di lettura 26/01/2013 - Dal Vangelo secondo Luca
Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.


In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.

Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:

«Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi
e proclamare l’anno di grazia del Signore».

Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».

Parola del Signore

QUEL SABATO IN SINAGOGA A NAZARET

L’evangelista Luca ci dice che Gesù è all’inizio del suo ministero e in un giorno di sabato va nella sinagoga di Nazaret. E a Nazaret Gesù propone il suo programma. Infatti a Gesù viene data l’opportunità di leggere un testo della Parola di Dio. E Gesù sceglie un brano preso dal profeta Isaia che dice così:

“Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione, e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per rimettere in libertà gli oppressi, e predicare un anno di grazia del Signore”.

Chi è l’uomo incaricato di portare un lieto annunzio ai poveri? Il profeta si riferisce ad un personaggio che, più di quattrocento anni prima di Cristo fu inviato da Dio a consolare gli Israeliti tornati dall’esilio di Babilonia. Il ritorno dall’esilio preannunciato come un nuovo esodo, in realtà era stato deludente.

E questo personaggio è inviato a proclamare l’Anno di Grazia, il giubileo, cioè il tempo i cui sono condonati i debiti, finisce ogni forma di schiavitù, viene ristabilita la giustizia. Ma l’intervento di questo misterioso personaggio di quattrocento anni prima di Gesù non è risolutivo. Rimanda ad una piena realizzazione della profezia, che avverrà successivamente... appunto in Gesù. E infatti Gesù, dopo aver letto il testo, afferma: Oggi si adempie questa profezia.

OGGI SI COMPE QUESTA SCRITTURA

Oggi - dice Gesù - inizia l’anno di grazia, la festa senza fine per tutti.

Di fatto nella sua vita pubblica Gesù compì miracoli: sono quei gesti indicati da Isaia e che Gesù stesso indicò come i segni della presenza del messia salvatore.

Oggi la Parola di Gesù comincia a liberare non solo dalle malattie ma dalla durezza del cuore che impedisce ogni atto di amore. Libera dalle catene costituite dalle passioni che fanno ripiegare su se stessi nella ricerca del proprio tornaconto, dalla sete del possesso, del potere e del successo. Questi ceppi oggi cominciano ad essere frantumati. La forza che li spezza è quella dello Spirito Santo, dono di Gesù.

Oggi il Signore comincia a rompere quei lacci diabolici che mantengono l’uomo in stato di schiavitù. Per arrivare, finalmente, al giorno quando potremo vivere in piena libertà e beatitudine, nella casa del Signore.

QUALE COINVOLGIMENTO PER NOI?

Quanto abbiamo detto merita alcune riflessioni per la nostra vita.

* A Nazaret Gesù annuncia che è proprio lui l’inviato di Dio, portatore di salvezza. Ma quale salvezza ci serve? Certo, la salvezza dai problemi quotidiani, della fame, della malattia... Ma più ancora ci serve un incontro con Dio che dia un senso, una gioia alla nostra vita per l’oggi e che poi ci permetta di vivere per sempre, per l’eternità.

E Gesù è il salvatore. E’ venuto per donarci tutto questo.

* Ma una domanda resta: Perché Gesù non ci offre subito una salvezza piena? Perché il male, la malattia, la morte, le cattiveria persistono ancora, se il Signore ci ama? In altri passi del vangelo Gesù ci fa capire che la salvezza, deve convivere con il male che sarà vinto definitivamente solo alla fine. Chissà perché il Signore, permette che non sia vinta subito ogni forma di male. A volte ci è difficile capire il perché la zizzania deve convivere con il buon grano. Il Signore comunque ci invita alla invocazione, alla preghiera perché la fede non venga mai meno.

* A questo punto, però, ci si pone un’altra domanda: Come dire al mondo di oggi che il Signore è la salvezza? Gesù, duemila anni fa, con i suoi prodigi ha manifestato che la salvezza era arrivata. Per dirlo ha dato dei segni! E oggi come li dà?

Anche oggi il mondo ha bisogno di segni. Ebbene, se Gesù è salito in cielo, c’è un corpo visibile di Cristo sulla terra: è la Chiesa, è la comunità dei credenti. Gesù si serve di noi per dire che Lui è il Salvatore e che gli uomini, credendo, si salvano. E i segni del suo amore e della sua salvezza Gesù li vuol dare attraverso noi, la Chiesa. Quali segni dare allora al mondo perché creda?

Per essere un segno che indica la salvezza noi dobbiamo essere:

  • Una comunità che vive la fede coerentemente;
  • Una comunità che vive la gioia;
  • Una comunità che usa i doni che ha per il bene comune;
  • Una comunità che vive la carità: nella vicinanza a chi soffre, nel sostegno a chi è sfinito, nell’accoglienza a chi è abbandonato, nell’attenzione a chi è solo, nel superamento del pregiudizio, nel dare il perdono anche quando appare impossibile....

Una comunità fedele al suo Signore è quel segno che il Signore vuole dare perché il mondo creda e si salvi






Questo è un editoriale pubblicato il 26-01-2013 alle 20:29 sul giornale del 28 gennaio 2013 - 2229 letture

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