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Banca Marche: il declassamento di Moody's uno stimolo ulteriore nel cammino di rinnovamento

Banca Marche 2' di lettura 28/01/2013 - In relazione alla decisione dell’agenzia Moody’s di ridurre il rating di Banca Marche dal livello Ba1 a B3, la direzione della Banca precisa che la nota di declassamento non condiziona, ma anzi costituisce un ulteriore incentivo a procedere col percorso di rafforzamento strutturale decisamente intrapreso nel secondo semestre del 2012 e basato in particolare sull’approfondita revisione del portafoglio creditizio resasi necessaria dopo il prolungato periodo di stagnazione che ha colpito, in particolare, il comparto delle costruzioni.

Banca Marche, a fronte dei propri crediti, ha irrobustito sensibilmente gli accantonamenti prudenziali, il cui livello è oggi pienamente allineato alle medie di sistema, trasmettendo con ciò ai propri Stakeholders e alle Autorità di vigilanza un forte segnale di trasparenza e di rinnovamento, creando le migliori condizioni per un suo rilancio.

Banca Marche, in collaborazione con la società di consulenza Bain & Co., sta predisponendo il Piano Industriale per il triennio 2013-2015 che vedrà l’introduzione di obiettivi mirati di efficienza, produttività e di innovazione dei modelli di servizio alla clientela, allo scopo di riaffermare in modo concreto e inequivocabile il ruolo di banca del territorio al servizio delle famiglie e delle piccole e medie imprese e di ritornare a risultati reddituali positivi già dal 2013.

Con riferimento alle notizie riguardanti il riassetto della Direzione Generale, Banca Marche, nel precisare che non è stata inviata alcuna lettera di licenziamento ai propri Vicedirettori generali, conferma che da tempo sono state gettate le basi – anche in relazione all’età anagrafica di alcuni Dirigenti – per procedere a un naturale ricambio della squadra di Direzione, allo scopo di affrontare il nuovo Piano Industriale con un assetto manageriale coerente con il rinnovamento recentemente avviato con la nomina del nuovo Direttore Generale Luciano Goffi, il quale spiega che “i processi di ricambio manageriale rappresentano passaggi normali nelle fasi di reimpostazione strategica di qualsiasi azienda. Nel caso di Banca Marche questi processi non intaccano minimamente le doti di professionalità e di impegno di Colleghi che per lunghissimi anni hanno dato un fondamentale contributo allo sviluppo della Banca”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-01-2013 alle 12:44 sul giornale del 29 gennaio 2013 - 4037 letture

In questo articolo si parla di economia, banca marche

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