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comunicato stampa

Santa Maria Nuova: cittadinanza onoraria a Boldrini e abitanti di Lampedusa e Linosa nella giornata della memoria

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da Comune di Santa Maria Nuova
www.comune.santamarianuova.an.it

Santa Maria Nuova

L’indifferenza del mondo riuscì a far dominare per oltre un decennio l’orrore della Shoah e dell’Olocausto, permettendo lo sterminio di sei milioni di ebrei. Colpevoli solo di essere ebrei. Il genocidio di prigionieri politici, oppositori, omosessuali, portatori di handicap, malati di mente gruppi etnici, religiosi.

E’ accaduto in Europa oltre sessantanni fa e ancora non siamo disintossicati. Sono cambiati i mezzi dal treno ai barconi, dalle camere a gas al mare o ulteriori barbarie: il rifiuto dell’altro, scrutato con sospetto solo perché di altra origine, il dover sempre avere un nemico e poi donne uccise e discriminate solo perché donne. La memoria del passato e i coraggiosi esempi di ieri e di oggi sono la migliore prevenzione contro ogni ricaduta all’intolleranza, al razzismo e alle persecuzioni.

Nelle celebrazioni del Giorno della Memoria il Comune di Santa Maria Nuova ha voluto ricordare, presentando in Consiglio comunale il 28 gennaio, la Cittadinanza Onoraria ai lampedusani e linosani nella persona del Sindaco Giusi Nicolini, quale modo per rendere omaggio alla memoria delle vittime della Shoah, al sacrificio del popolo ebreo e di tutti i popoli che ancora in questo tempo sono sottomessi e prigionieri. Una riconoscenza alla resistenza di chi quotidianamente sopravvive alle oppressioni e a tutti coloro che combattono le ingiustizie. Lampedusa e Linosa sono un ponte tra l’Africa e l’Europa, isole di speranza per migliaia di donne e uomini in fuga che vedono questo porto italiano come un ancoraggio alla salvezza.

I lampedusani e linosani vivono tra viaggi della speranza, drammi, morti in mare, rimpatri e respingimenti, contestando la solitudine dell’abbandono politico e l’esaurirsi di risorse con l’accoglienza e la solidarietà, cercando in tutti i modi di aiutare chi arriva stipato sui barconi.

E’ una questione internazionale e italiana, non locale di Lampedusa e Linosa e dei suoi abitanti. Ma ad ora è solo una dimostrazione di politica assente, che promette e non mantiene. Una politica indifferente di fronte ai viaggi disumani, che approva leggi insensate che permettono alle merci di circolare da un continente all’altro e lo impediscono agli uomini. Non per barriere geografiche ma culturali. Innaturale, come impedire di migrare agli uccelli non nostrani!

Il Comune di Santa Maria Nuova vuole manifestare gratitudine a chi queste storie le ascolta, le vive e le conforta, sostituendosi anche al dovere nostro. Nella stessa deliberazione è stata conferita la cittadinanza onoraria anche alla dott.ssa Laura Boldrini. Ex portavoce dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), la dott.ssa Boldrini ha lavorato per oltre vent’anni nell’ONU in numerose missioni nei principali luoghi di crisi, operando con sensibilità e conoscenza in molti Paesi del Mondo e sempre presente a Lampedusa e Linosa, oltre ad esserle riconoscenti per il suo impegno contro la cosiddetta “politica dei respingimenti”. Questa simbolica onorificenza vuole essere anche la giusta modalità per interrogare l’Europa, nell’Anno Europeo dei Cittadini, e tutti noi sul pensiero di comunità che vorremmo diventi. Ma in più è - per i santamarianovesi - una possibilità per identificare modelli di politica di umanità, quale etica che ci insegna e ci ammonisce là dove veniamo meno nella difesa dei diritti umani inviolabili. Adottare come esempi chi fa di tutto per garantire la giustizia sociale, che al delegare o subire la realtà sceglie la responsabilità, la generosità e la cittadinanza attiva per restituire dignità, diritti e voce a chi non ce l’ha. E’ un obbligo vigilare affinché non si dimentichi, non solo una volta all’anno nel Giorno della Memoria, ma ricordare con il proprio agire esprimendo dissenso alle discriminazioni che permangono perché il silenzio e la non azione sono accondiscendenza. Perché anche la dimenticanza è una colpa.

Scrive Primo Levi “Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case, voi che trovate tornando a sera il cibo caldo e visi amici: considerate se questo è un uomo, che lavora nel fango, che non conosce pace, che lotta per mezzo pane, che muore per un si o per un no. Considerate se questa è una donna: senza capelli e senza un nome, senza più forza per ricordare, vuoti gli occhi e freddo il grembo come una rana d’inverno. Meditate che questo è stato. Vi comando queste parole: scolpitele nel vostro cuore, stando in casa o andando per via, coricandovi e alzandovi. Ripetetele ai vostri figli”.



Santa Maria Nuova

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-01-2013 alle 18:49 sul giornale del 30 gennaio 2013 - 2296 letture