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comunicato stampa

Fiamma Tricolore: esternalizzazione mense, il Sindaco ci ripensi

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da Movimento Sociale Fiamma Tricolore

Fiamma Tricolore
E’ veramente difficile seguire le argomentazioni del Sindaco Bacci e della maggioranza che lo sostiene. Le ultime elezioni a Jesi si sono caratterizzate per una voglia di cambiamento. Un cambiamento che doveva rappresentare una svolta, un nuovo modo di governare, totalmente alternativo alla precedente amministrazione Belcecchi e alle antecedenti giunte, prima comuniste e poi di centro-sinistra.

Invece a meno di un anno dall’elezioni, scelte e decisioni già prese, vengono riconfermate come nel caso delle mense scolastiche. Ci scusi Sindaco Bacci, ma a cosa è servito votare la sua coalizione se poi le scelte sono le stesse?

Matteo Marasca, ha annunciato che presenterà un'interpellanza in Consiglio Comunale per capire le intenzioni, circa la salvaguardia del personale impiegato. Al capogruppo del PD, suggeriamo di convocare un consiglio comunale aperto a tutta la cittadinanza in modo tale che possa esprimere, manifestare e palesare il proprio pensiero. Da parte nostra e lo ribadiamo ancora una volta, crediamo che si faccia confusione nei termini e nel modo in cui si affronta il problema. L’esternalizzazione del servizio mensa garantirà l’eccellenza come lo è stato fino ad oggi? Per eliminare gli sprechi e gli sciali c’è bisogno a tutti i costi della privatizzazione del serivizio? La giunta Bacci con i suoi Assessori e i dirigenti comunali non hanno gli strumenti per migliorare il servizio? Abbassare i costi è sinonimo di miglioramento? Ci dispiace signor Sindaco, ma nella sua decisione c’è stata una fuga dalle prioprie responsabilità. L’ideologia del mercato e la moda delle privatizzazioni hanno dato forza a questa enorme inadempienza.

Il servizio mensa è troppo caro? Non è più un compito del Comune, ora è un servizio privato. Non riguarderà più il Comune, ma la famosa legge della domanda e dell’offerta. Del resto, non abbiamo gli strumenti, perché lo Stato si è rimpicciolito, ha lasciato spazio al mercato. Ormai tutti i servizi che una volta erano comunali, sono diventati privati: se l’acqua rincara, la raccolta dei rifiuti, il biglietto dell’autobus e la retta della mensa scolastica pure, rivolgetevi a loro, alle società per azioni. Non vorrete mica che i politici si occupino della gestione di aziende, che pensino minuziosamente ai mille problemi dei cittadini. Che scarico di pensieri, che pacchia, nessuna più preoccupazione.

E nonostante questa grave inadempienza il Sindaco Bacci ci dice che l’unico vero aspetto di tutta questa vicenda che lo preoccupa sono i posti a rischio. E allora per quale motivo ha deciso di esternalizzare? In una logica liberista e neo-aziendale si parla di “tagli”, “report” e “profitti trimestrali”. Le aziende private possono esternalizzare i costi, licenziare i lavoratori poco produttivi o in sovrapiù. Ma un servizio comunale non può essere gestito come un’azienda. E’ questo che noi della Fiamma Tricolore, intendiamo per dottrina dello Stato o meglio ritorno ad una cultura dello Stato. Il Comune, o una sua competenza (in questo caso il servizio di refezione scolastica) non è un’azienda, non foss’altro perché un’azienda seleziona i suoi addetti, non assume cinquantenni o personale prossimo alla pensione. Lo Stato invece ha a carico tutte queste persone ed ha un obbligo verso di loro.

Questi obblighi sono, in una logica aziendale, dei costi. Ma questi costi restano a carico dello Stato, mica può, per diventare più competitivo, sbatterli fuori dai suoi confini. Ciò significa che lo Stato non si riduce all’economia; l’economia è il suo limite, un condizionamento della realtà di cui tener conto, non il suo orizzonte ultimo. Il suo scopo non è il profitto, il suo campo non è il mercato, ma la civiltà; è mantenere la coesione sociale nell’avanzare di una comunità (anche piccola come quella di Jesi) verso il futuro. Ecco perché è opportuno ricreare prima di tutto quel “clima sociale” che ormai da troppi anni si è perso: il senso di un destino comune, l’onore alla competenza e la convinzione di lavorare per il bene comune, di tutti e non di una sola parte. Ed allora Sindaco Bacci le chiediamo di ripensarci, soprattutto in un momento di crisi economica e morale come questo. Il segnale da dare è: siamo tutti sulla stessa barca, non ci sono scialuppe di salvataggio, remiamo tutti insieme per portare la barca in porto.



Fiamma Tricolore

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-02-2013 alle 16:53 sul giornale del 04 febbraio 2013 - 1735 letture