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Mense scolastiche: approfondimenti da un lettore

 mense scolastiche 8' di lettura 04/02/2013 - Vivere Jesi riceve e pubblica una nuova lettera dal lettore Oriano Ciamberlini che torna ad occuparsi della questione mense scolastiche con ulteriori approfondimenti e proposte da parte sua e di alcune altre persone di cui si è fatto portavoce.

Preso atto che Lunedì 28 gennaio sul problema mense scolastiche a Jesi la politica si è imposta sulla democrazia partecipata e sul volere del popolo e dopo un battibecco successivo avuto nel merito con un consigliere comunale che preferisce non scrivere (come molti altri) in modo che carta non canti e con scambi di opinione con clienti e amici, ho acquisito altri punti fermi e altri aspetti sul sistema mense:
· Le mense scolastiche sono nate non come aiuto ai poveri, (convinzione del consigliere) ma per aiutare le famiglie con i genitori che lavorano entrambi, permettendo di lasciare i figli a scuola materna o elementare. (All'inizio era solo il doposcuola elementare per fare i compiti dopo si sono trasformate a tempo pieno).
· Normalmente le famiglie (essendo impegnate a lavoro) possono sostenere le spese mensa senza problemi (le eccezioni non dovrebbero essere tante)
· Se uno dei genitori non lavora può benissimo mandare l'alunno a scuola non a tempo pieno e poi il pomeriggio seguirselo, cosa questa ottimale secondo il mio punto di vista in quanto il bambino vive di più la Famiglia e sfoga i suoi bisogni di giocare e di apprendere anche cose pratiche.

Da questi antefatti ho analizzato la tabella riassuntiva, presente nel sito del comune di Jesi, degli iscritti alle mense scolastiche e delle tariffe loro applicate per l’anno 2012/13. Alle valutazioni da me maturate hanno concorso anche i seguenti presupposti dettatimi sempre dal consigliere comunale sopra menzionato:
· I contributi dello stato verso i comuni si sono notevolmente assottigliati e probabilmente continueranno a diminuire vista la crisi economica stagnante.
· La necessità del comune di JESI di trovare urgentemente provviste economiche per mettere in sicurezza diverse strutture scolastiche che neanche SAN SETTIMIO potrebbe salvare qualora si verificassero eventi innominabili.

In considerazione di questi antefatti ritengo, anche se può sembrare politicamente inammissibile, che le fasce di assistenza che il Comune di JESI applica per il calcolo delle tariffe mensa scolastica siano troppe. Sono convinto che l'assistenza si dovrebbe fermare alla 6° fascia ISEE (se non alla 5°) che equivale ad assiste famiglie al di sotto di un reddito stimato per 2 persone (alunno e un genitore) inferiore a 25 mila euro al netto di affitti o valutazione di casa di proprietà, e questo non mi sembra poco. Applicando questo metodo su simulazione dell'anno 2012/13 il Comune si avvantaggerebbe di un risparmio di 85 mila euro circa.

Proseguendo nell'analisi di questa tabella sono rimasto sorpreso del fatto che 300 alunni su 1.450 abbiano genitori con un reddito al di sotto dei 9.700 euro (le prime due fasce ISEE per intendersi). Presupponendo che i genitori di questi bimbi non lavorino o lavorino saltuariamente o che lavori solo uno dei due ma sottopagato mi è venuto di pensare che forse il Comune a questi nuclei dovrebbe
offrire una scelta fra due proposte:
· Lasciare l'alunno alla mensa scolastica con le agevolazioni di tariffe mensa attuali.
· Portare l'alunno a scuola normale, non usufruire delle mense, ma ritirare un contributo, (equivalente al costo sostenuto dal Comune) cifra con la quale non ci mangerebbe solo il bambino ma anche il padre e la madre.

Ricordo sempre a chi di dovere di far verificare alla GDF la veridicità delle dichiarazioni ISE-ISEE minimo a campione ( Visto l’enorme quantità di lavoro nero che viene da tutti denunciata e le tante dichiarazioni incoerenti scoperte sia nel campo Isee che delle pensioni di invalidità).

Per quanto riguarda lo sbandierato risparmio che l'amministrazione comunale pensa di realizzare esternalizzando la mensa, ho simulato, per costatarne la consistenza, le presenze pasto stimate per l'anno 2012/13 valutando che si possa scendere a un costo medio pasto per le famiglie di 6 euro + IVA cosa apparentemente possibile. Il risparmio per questo tipo di operazione ammonterebbe a 440.000 Euro che lasciando lo stesso sistema di fasce ISEE e la stessa percentuale di assistenza corrisponde ad un risparmio per il comune di 150.000 Euro. Il resto del risparmio, per il presupposto che la retta base si determina dividendo il costo totale del servizio mense per il totale degli alunni iscritti, è un risparmio che va a favore delle famiglie.

Alcuni confondono e scambiano la retta della mensa per una tassa pensando che chi ha reddito alto possa pagare di più, ma la retta è calcolata secondo il criterio del costo totale diviso gli alunni dopo di che si innescano i rimborsi, è come se chi va al bar qualunque esso sia prende un caffè e lo paga uguale agli altri, poi il consigliere regionale può portarlo a rimborso.

Un altro aspetto da valutare è la fornitura di alimenti per le mense da parte dell'Arca Felice (società del comune) che alcuni dicono si potrebbe sostituire con altri fornitori dal minor costo. Questa operazione è da valutare con molta attenzione in quanto 100 mila euro di acquisti medi stornati da Jesi Servizi presso Arca Felice potrebbero creare buchi di bilancio nella struttura dell'Arca Felice e ai
bilanci del Comune di Jesi annullando parte dei benefici dell’esternalizzazione mense.

In settimana ho avuto modo di confrontarmi con un dirigente della mensa scuola materna di Collina a gestione privata (senza scopi di lucro ovvero equivalente di un ente Comune). Mi ha fatto partecipe del fatto che per la sua mensa riesce a spendere meno del Comune di Santa Maria Nuova che ha esternalizzato questo servizio, ritiene che i due servizi siano di buona qualità ma il suo è più apprezzato.

Mi ha anche precisato di ritenere che per la scuola materna gli alimenti Bio (che Lui non acquista) non siano proprio il massimo come invece da tutti generalmente ritenuto.

Da quanto sopra illustrato emerge che nella gestione interna delle mense del Comune di Jesi, sfruttando anche l'alto numero di pasti erogati, ci sono ancora tante possibilità di abbassare il costo delle mense (anche se gestite internamente) senza abbassarne la qualità.

Da questo colloquio è emerso inoltre che la gestione delle mense non è cosa semplice, problemi vari nei rapporti con il personale, corsi formazione continui del personale, gestione dei pasti differenziati per problematiche alimentari degli iscritti (vedi celiaci), rapporti con i genitori, problematiche di qualità e di acquisto, insoluti, ecc..., sono queste le vere cause (incoffessabili) che spingono gli amministratori dei comuni di destra e sinistra a tentare la strada dell'esternalizzazione.

Ritengo sbagliato questo modo di agire anche perchè chi sceglie (o viene scelto) di amministrare un Comune deve prendere consapevolezza di gestirne tutti gli aspetti anche i più difficili, senza scaricarli all'esterno dell'ente chiudendo magari gli occhi su altri aspetti collaterali. Inoltre sicuramente un comune come Jesi rispetto ad un piccolo Comune ha molte più possibilità di gestire internamente il servizio viste le quantità molto più elevate di pasti da sfornare e quindi di spalmarci sopra i costi di organizzazione. Il consigliere sopra mensionato mi ha anche manifestato la sua personale intenzione di proporre che la riscossione delle rette venga demandata alle società di gestione per togliere ulteriore contenzioso fra comune e genitori, cosa che se messa a bando potrebbe vanificare parte del risparmio dell’appalto causa del rischio accollato ad altri.

Non si spiega come mai una società esterna che vinca un appalto possa concorrere con la gestione interna dello stesso servizio, essendo che questa società non può non realizzare utili, anche se si trattasse di società di tipo cooperativo. Se il prezzo dell'appalto è più basso del costo di gestione interno (quando non imputabile a cattiva organizzazione interna dell’amministrazione comunale che ha l’obbligo morale di provare a migliorare sempre e chiaramente all’interno delle capacità amministrative della giunta) questo può essere solo perchè opera con dipendenti soci considerati meno di niente, o dipendenti inquadrati a tempo determinato con poche ore giornaliere che spesso al dipendente non varrebbe la pena nemmeno di andare a lavorare se non fosse per la speranza (spesso disattesa) di ottenere un posto fisso, quando non ci siano poi dipendenti sfacciatamente gestiti in nero. Per non parlare dei subappalti...Credo tutti gli addetti ai lavori sappiano che spesso anche gli enti pubblici fanno bandi di appalto con retribuzione a ore dove il prezzo base è notevolmente inferiore alle tariffe dei contratti di lavoro collettivi nazionali.

Questo intendo quando parlo di chiudere gli occhi e questo è anche ciò che provoca altra povertà, povertà che poi dovrà essere assistita, quando non diventa fonte di problematiche sociali.

Altra causa dei bassi costi delle società di gestione esterne può anche essere l’erogazione di minore qualità e/o quantità del cibo o lo scadere del servizio rispetto al pattuito.

Tanto dovuto, esaminati tutti gli aspetti a me oggi noti sull'argomento mense, qui chiudo e lascio l'incombenza a tutti gli addetti (politici, dipendenti delle strutture, strutture sindacali dei genitori, scuole, ecc…) di valutare e riponderare l'esternalizzazione delle mense, nello specifico del comune di JESI.

Buon Lavoro a tutti

Ciamberlini Oriano






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-02-2013 alle 10:45 sul giornale del 05 febbraio 2013 - 4277 letture

In questo articolo si parla di attualità, mense scolastiche

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