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Monte San Vito: Cillo, “l'Amministrazione non evita il licenziamento delle cuoche della Residenza protetta”

Thomas Cillo 6' di lettura 05/02/2013 - Durante l'ultima seduta del Consiglio Comunale, tenutasi in data 31 Gennaio, siamo tornati ad affrontare la seria problematica della Residenza Protetta “E.Medi” di Monte San Vito e nello specifico, la perdita del posto di lavoro per 4 operatrici che ivi lavoravano.

Per capire come si è arrivati fino a questo punto, facciamo il punto della situazione e riavvolgiamo brevemente il nastro.

E' oramai noto a tutti il recente trasferimento degli anziani ospiti della Residenza Protetta, avvenuto nei giorni del 27/28 Dicembre scorsi, presso i locali siti a Falconara M.ma in Via Roma/Via Marsala.

Tale trasferimento, necessario per la realizzazione della messa a norma della struttura (che per la cronaca è ancora in alto mare), ha suscitato non poche polemiche soprattutto per la gestione dell'intera vicenda che ha avuto anche risvolti spiacevoli come appunto quello della perdita del lavoro da parte di alcune lavoratrici impiegate presso la struttura di Monte San Vito.

Infatti, proprio a causa di questo trasferimento, la cooperativa l'Agorà d'Italia operante presso la struttura di Falconara, ha assorbito alcune lavoratrici della cooperativa Kcs Caregiveer che operava nella struttura di Monte San Vito.

Ma non tutte queste lavoratrici sono state riassunte dall'Agorà poiché, essendo il servizio della mensa esternalizzato – a differenza di Monte San Vito che era interno – e non avendo avuto la possibilità di ricollocare il personale con una mansione alternativa rispetto a quella prevista sul contratto (secondo quanto previsto dall'art.37 del Contratto collettivo delle Cooperative sociali), tutte le operatrici con mansione cuoca e aiuto cuoca, sono state di fatto licenziate.

In data 4 Dicembre c'è stato un incontro in Comune con le rappresentanze Sindacali, l'Agorà d'Italia e la Kcs Caregiveer per definire gli accordi di riassunzione delle lavoratrici nel passaggio da Monte San Vito a Falconara.

Proprio in virtù di questo incontro, e tenuto conto delle nostre continue preoccupazioni sollevate in questi mesi – che hanno ricevuto riscontro con l'evolversi dei fatti – è nata l'esigenza di un ordine del giorno per far prendere ufficialmente l'impegno all'Amministrazione Sartini, in merito alla precisa volontà di voler tutelare il più possibile TUTTI i lavoratori della cooperativa KCS Caregiveer;

Nello specifico, nella proposta di Ordine del Giorno si chiedeva:

  • che all'atto del ritorno degli ospiti presso la struttura di Monte San Vito, i 4 lavoratori attualmente licenziati, venissero riassunti dalla cooperativa che si aggiudicherà l'appalto di gestione della struttura;
  • creando le condizioni per cui i lavoratori, in questo periodo, accedano ai benefici della cassa integrazione in deroga.

A questa proposta, la maggioranza ha risposto compatta con la BOCCIATURA del punto, ma sono le motivazioni del diniego che ci lasciano davvero perplessi.

Infatti, l'Amministrazione Comunale asserisce che non compete alla stessa ma al datore di lavoro prevedere l'eventuale riassunzione delle 4 lavoratrici rimaste senza lavoro.

Cosa assolutamente non corrispondente alla realtà perché anzi, è proprio facoltà dell'Amministrazione Comunale, che nel nuovo capitolato di appalto, che si andrà a stipulare, vengano fissate le indicazioni (nel caso specifico la riassunzione delle 4 lavoratrici con mansione cuoca e aiuto cuoca dato che il servizio mensa tornerà ad essere interno) che la cooperativa che si aggiudicherà la gestione della Residenza Protetta, dovrà seguire e quindi rispettare.

E tale impegno, poteva e anzi doveva essere assunto adesso, poiché nella riunione del 4 Dicembre scorso proprio le stesse organizzazioni sindacali avevano rimarcato questa richiesta, che però non è stata accolta.

In merito invece alla cassa integrazione in deroga per 6 mesi, non si capisce il perché il datore di lavoro uscente (Kcs Caregiveer) non abbia richiesto questo beneficio per le lavoratrici licenziate ma neppure si comprende perché nell'accordo non venga menzionata minimamente questa possibilità.

Ancor più perplessità hanno però suscitato le dichiarazioni a corollario del Sindaco Sartini, che non vuole sentire tacciare la sua Amministrazione di insensibilità sulle politiche sociali, e anzi dice a noi di avere le idee confuse.

L'unica ed incontrovertibile confusione però la notiamo nelle stesse dichiarazioni che si è affrettata a elargire il Sindaco che da una parte sostiene di non avere potuto fare nulla per salvaguardare i posti di lavoro (in quanto non nella sua competenza) ma al contempo, continua a sostenere altresì la tesi che nella Residenza Protetta di Monte San Vito 5 operatrici con mansione di cuoca/aiuto cuoca sono troppe e pertanto vanno ridotti gli sprechi.

Ma allora ci chiediamo: è una questione di impossibilità o forse piuttosto è una questione voluta, che nasconde magari l'esigenza di ridurre un domani il personale della Residenza Protetta?

A onor del vero (e la realtà si sa conta di più della chiacchiera), il confronto a cui spesso abbiamo assistito provenire dalle parole degli Amministratori monsanvitesi circa l'inopportunità dell'impiego di ben 5 operatrici nella mensa della Residenza Protetta (che sfornano pasti per 35 anziani), rispetto alle sole 2 operatrici che lavorano nella mensa della Materna di Borghetto (e che sfornano 350 pasti anche per le Elementari Leopardi), è a nostro avviso improprio.

Infatti, va detto e chiarito che:

  • solo 2 operatrici lavorano a tempo pieno (una delle quali è dipendente comunale e lavora dal Lunedì al Sabato) mentre per le restanti 3 operatrici addette, il computo delle ore settimanali è sensibilmente ridotto;
  • a fronte di un solo pasto giornaliero erogato per le Scuole Materne ed Elementari di Borghetto (pranzo), per la Residenza Protetta i pasti sono ben 3 ovvero colazione, pranzo e cena;
  • il servizio per le Scuole è effettuato dal Lunedì al Sabato, esclusi i periodi delle vacanze scolastiche (Natale, Pasqua e Ferie estive), mentre per la Residenza Protetta il servizio è erogato dal Lunedì alla Domenica, 365 giorni all'anno.

Detto ciò appare quindi evidente la diversa mole di servizio a cui le due strutture sono chiamate ad erogare il servizio mensa pertanto, invitiamo i cittadini a riflettere su un confronto che abbia quantomeno una base omogenea.

L'occasione persa con la bocciatura dell'ordine del giorno (per la cronaca ha votato a favore solo la rappresentante della Lista Sordoni Insieme per Monte San Vito) denota per l'ennesima volta quanto questa maggioranza non accolga e non ascolti le proposte provenienti dalle minoranze.

Il rammarico però non è racchiuso in una mera opportunità politica mancata, ma bensì nella gestione totale di una vicenda che da sempre abbiamo ritenuto essere insufficiente ed insoddisfacente. E il triste epilogo di queste lavoratrici, non fa altro che lasciare l'amaro in bocca per come si sono svolti i fatti.

Forse, la confusione di cui siamo stati additati, non regna su chi fa proposte serie e chi ha a cuore i problemi dei cittadini, ma piuttosto alberga su chi tenta invano di giustificarsi e con le proprie giustificazioni non fa altro che peggiorare la situazione.


da Thomas Cillo
Capogruppo Pdl di Monte San Vito





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-02-2013 alle 18:51 sul giornale del 06 febbraio 2013 - 1281 letture

In questo articolo si parla di attualità, monte san vito, pdl, thomas cillo

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