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Avis: la carenza di personale in alcuni centri trasfusionali provoca il calo delle donazioni di sangue in Vallesina

Avis 3' di lettura 10/02/2013 - L’Avis provinciale di Ancona e le Avis Comunali della zona territoriale di Jesi rendono noto che nel 2012, si è verificato, nel loro territorio, un forte calo delle donazioni, imputabile principalmente alla carenza di personale sanitario nel Centro trasfusionale di Jesi e quindi alle mancate presenze nei punti di raccolta di Cupramontana, Cingoli, Filottrano e Montecarotto.

Nonostante i risultati positivi ottenuti con l'avvento del Dipartimento, relativamente al miglioramento della qualità del sangue raccolto ed al raggiungimento della piena autosufficienza regionale nel 2012 con 104.060 (+ 1.837 dal 2011), delle quali 36.930 (+ 313 dal 2011) nella provincia di Ancona, nella zona territoriale di Jesi si è registrato un calo di 492 donazioni dal 2011, con un trend negativo che continua dal 2009 con una perdita di oltre 800 donazioni. Questi risultati, a nostro avviso, nonostante l’impegno profuso dal personale sanitario del Centro trasfusionale, sono imputabili alla carenza di personale medico e paramedico addetto alla raccolta, che in alcuni casi provoca il rinvio delle sedute di prelievo o la formazione di liste di attesa dei donatori, incidendo sui buoni risultati raggiunti negli anni passati.

Quanto sopra detto non si configura come un allarme di emergenza sangue.

È nostra intenzione sottolineare che dietro questi numeri ci sono persone che periodicamente si impegnano nell’atto della donazione, e che quotidianamente vengono sensibilizzate dai volontari delle varie sezioni Avis radicate su tutto il territorio.

Questa situazione non può non minare la predisposizione, la continuità del donatore, e analogamente provocare negatività maggiori in quelle persone che sono costantemente attive nel proprio territorio per creare sempre maggiore consapevolezza e attenzione, creando uno scoramento e un allontanamento dall’impegno sociale, ostacolando il dinamismo, la pro attività e la tenuta stessa della presenza delle sezioni sul territorio.

Questa perdita, riteniamo che possa essere tanto più pesante e negativa soprattutto nelle piccole comunità dove l’Avis svolge un ruolo fondamentale sia nella coesione sociale che nello sviluppo del senso di cittadinanza attiva che va costantemente alimentato.

L’Avis Provinciale di Ancona con tutte le Avis del territorio già dall’Assemblea Provinciale del marzo 2011, analizzate le difficoltà e compresa la situazione attuale della sanità regionale, si erano rese disponibili ad attivarsi per supportare le strutture trasfusionali nei luoghi e nei tempi ove fosse stato necessario, tramite l’attivazione della raccolta associativa, analogamente a quanto già avviene in molto regioni italiane.

Ad oggi molti passi sono stati fatti, come l’attivazione di corsi di formazione per personale medico e paramedico per svolgere tale servizio, ma manca solo il testo definitivo della convenzione che disciplini l’eventuale raccolta associativa.

Auspichiamo che, partendo dal coinvolgimento dei sindaci della Vallesina e risalendo a ritroso dei vari livelli istituzionali che sono coinvolti in questa evoluzione, quest’ultimo tassello possa vedere la luce in tempi brevi ottenendo così un passaggio importante e condiviso per dare una risposta ai problemi attuali e per eventuali necessità future, ottenendo un quadro normativo utile ad altre situazioni che si potrebbero creare e/o che si sono già create in altri ambiti regionali.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-02-2013 alle 11:12 sul giornale del 11 febbraio 2013 - 2023 letture

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