Quantcast

MoVimento 5 Stelle: fiume Esino, se esonda non è solo a causa del maltempo

Movimento 5 Stelle Jesi 4' di lettura 11/02/2013 - Abbiamo appreso nelle scorse settimane che le critiche e ricorrenti esondazioni del fiume Esino in località Roncaglia hanno indotto l’Amministrazione Comunale a convocare un summit con Provincia, Regione, Riserva Ripa Bianca per affrontare la problematica e decidere il da farsi.

A nostro parere poiché il PROGETTO DI MESSA IN SICUREZZA delle abitazioni situate nei pressi del rilevato superstradale in ZONA RONCAGLIA, a monte della briglia Enel, esiste già da alcuni anni, così come dal 2000 è GIA’ disponibile il relativo finanziamento, occorre agire senza ulteriori indugi per realizzare gli interventi previsti.

Sappiamo infatti che il Comune di Jesi, dall’aprile 2004, è titolare di un progetto preliminare per la messa in sicurezza di quell’area, presentato alla Provincia di Ancona nel febbraio 2005, per l’avvio del procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale e di Valutazione d'Incidenza Ecologica, obbligatorio perché l’area ricade nel perimetro di un SIC, sito d’interesse comunitario, e all’interno di una Riserva naturale regionale.

Il progetto risulta incluso in un finanziamento da parte della Regione Marche, pari a € 1.549.370,69. Una prima quota di questo finanziamento è stata già spesa realizzando un I lotto di lavori di consolidamento delle sponde in alcuni tratti di fiume: uno prospiciente l’impianto di fitodepurazione, l’altro all’altezza del ponte superstradale sempre in località Roncaglia e l’ultimo a valle di ponte San Carlo in sinistra orografica.

Il progetto per la località Roncaglia rientra nel II Lotto, di importo complessivo € 1.231.139,84;

Sostanzialmente quell’ ipotesi prevedeva di dedicare la maggior parte delle risorse agli espropri dei terreni ripetutamente allagati per concedere al fiume di esondare liberamente su di essi durante le piene. Con l’impiego delle risorse residue il progetto prevedeva la protezione delle abitazioni mediante la realizzazione di un argine in terra a ridosso delle stesse, a circa 150 metri dalla sponda sinistra del fiume;

Presso la Provincia di Ancona, tra il 2005 e il 2006, ci risulta si sianoo svolte ben 3 Conferenze di Servizio per la VIA su questo progetto; l’ultima il 25 settembre 2006 conclusasi, come si legge nel verbale, esprimendo un giudizio sostanzialmente favorevole sul progetto, ribadendo la sospensione del procedimento in attesa di esaminare le modifiche progettuali richieste dagli enti in sede di conferenza stessa.

Nel marzo 2007 il Comune di Jesi ha ricevuto, da parte della società IRIS incaricata dal Comune stesso della progettazione, tale documentazione e l’ha trasmessa alla Provincia di Ancona affinché fosse riattivato il procedimento, ma i referenti della Provincia, che dovevano procedere all'iter conclusivo di approvazione, non l’hanno fatto: perché?

L’iter si è inspiegabilmente bloccato, senza motivazioni nè comunicazioni ufficiali circa eventuali problemi d’inidoneità degli interventi progettati.

Perché è stato lasciato marcire tutti questi anni un progetto comunale, pagato dallo Stato con soldi già stanziati, e quindi da tutti i cittadini, facendone patire per oltre cinque anni le conseguenze più gravi ai residenti e alle imprese agricole della Roncaglia, con i conseguenti danni anche economici per la collettività?

Sulla questione della estrazione di ghiaia a monte della briglia, citata talvolta sui media o sulla stampa come motivazione di interruzione dell’iter procedurale, dalla lettura dei verbali delle Conferenze di Servizio, si evidenzia che si è trattato di una richiesta avvenuta in sede di Conferenza dei Servizi di VIA del 25.09.2006, e che, se ci sono ragioni valide per contestare quell’imposizione, la procedura prevede che doveva essere fatto in quella stessa di VIA, procedendo quindi con la conclusione del procedimento. Peraltro, la difesa idraulica con l’argine in terra è valida anche a prescindere dall’estrazione di ghiaia;

Non entriamo nel merito delle polemiche insorte tra enti, professionisti, esperti o meno. Abbiamo però l’impressione che omettendo di perfezionare il procedimento di VIA, si sia trascurato il bene comune e l’interesse collettivo ad avere rapidamente l’esecuzione di interventi che coniugassero la messa in sicurezza idraulica con la salvaguardia ambientale.

Ricordando che, per legge, ogni procedimento deve essere obbligatoriamente concluso, alla luce di quanto sopra esposto ed in assenza di ulteriori chiarimenti, riteniamo che ci siano le condizioni per riattivare e concludere il procedimento di VIA, perché solo nella sede istituzionale della Conferenza dei Servizi possono essere aggiornate, definite e approvate le soluzioni progettuali. La non realizzazione del progetto, infatti, potrebbe comportare, oltre al proseguo dei rischi e dei possibili danni dovuti alle esondazioni, anche la perdita del finanziamento assegnato dalla Regione Marche

Per il prossimo Consiglio Comunale del 14 febbraio 2013, abbiamo presentato una interpellanza per richiedere, alla luce di quanto sopra rilevato, di conoscere le motivazioni che hanno portato alla interruzione del procedimento di VIA negli anni passati e se è intenzione della Amministrazione riattivare il procedimento di VIA, affinché nella sede istituzionale della Conferenza di Servizio possano essere aggiornate, definite e approvate le soluzioni progettuali al fine di non perdere il finanziamento regionale e procedere in maniera celere nel rispetto delle normative vigenti e senza ulteriore dispendio di risorse, alla realizzazione della messa in sicurezza della zona.



...

Il testo dell'interpellanza...

...

Verbale della conferenza dei s...






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-02-2013 alle 16:27 sul giornale del 12 febbraio 2013 - 1249 letture

In questo articolo si parla di attualità, Movimento 5 Stelle

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/JhT





logoEV
logoEV