x

SEI IN > VIVERE JESI > ATTUALITA'
articolo

Orizzonti scuri sulla sanità e sull'ospedale jesino nella denuncia dei sindacati

3' di lettura
1133
di Paolo Picci
redazione@viverejesi.it

I sindacati denunciano le criticità della sanità regionale

Nel giorno in cui su scala nazionale il 90% del personale medico e di ostetricia ha aderito ad uno sciopero, rinviando oltre mille nascite, per denunciare la condizione sanitaria nelle sale parto anche a Jesi si torna a parlare con vigore della sanità regionale.

A farlo sono i sindacati in una conferenza stampa al termine della quale hanno rilasciato anche comunicati stampa ampiamente illustrativi sia congiunti che, nel caso della FP Cgil, singolarmente. Sei sigle rappresentate da Stefano Tenenti e Giacomo Mancinelli per la FP Cgil, Alessandro Mancinelli per la FP Cisl, Fausto Pietrella per FSI, Conti Giuseppino per il Nursing e Fabrizio Ferrini per Uil Fp, che convocano la stampa per lanciare un allarme sulla riforma che la regione sta procedendo a realizzare senza condivisione con cittadini, sindaci e sindacati.

E’ un quadro impietoso quello delle organizzazioni sindacali che descrivono una sanità regionale al limite del collasso con problemi di sicurezza ed igiene dovuti al mancato turn-over ed al rispetto dei turni di riposo, materiali scarsi e di scadente qualità in corsia, medicinali in esaurimento, manutenzioni alle attrezzature ed alle strutture in colpevole arretrato. La denuncia parte dalla situazione attuale già grave per arrivare a scenari di un futuro ancora più cupo, con ulteriori tagli ed assoluta mancanza di un piano organico di riforma, parti sociali tenute all’oscuro di cosa si vuol andare a realizzare e con quali risorse, inefficacia nell'eliminazione dei veri sprechi.

In questo allarmante quadro prospettato, se possibile ancor più preoccupante è la previsione che ne esce per l’Ospedale jesino. Se l’Ospedale di Chiaravalle esce trasformato in non meglio qualificate “case della sallute”, quello che avrebbe dovuto essere Ospedale modello non ne esce poi molto meglio: declassato da alta, che resterà solo a Torrette, a media/bassa complessità ed intensità di assistenza, non si saprebbe con la riforma quali specializzazioni H24 manterrebbe visto che non ci dovranno essere doppioni nell’Area vasta coincidente con la provincia. Ed il fatto che sia appena stato nominato il nuovo primario di cardiologia nella persona del dott. Carlo Costantini non sembra essere sufficiente a rassicurare, come si vorrebbe far credere dalla Regione, alla luce del fatto che a Fabriano ne sono stati nominati ben tre e che a Jesi ne manchino ancora 9: bronco pneumologia, centro trasfusionale, farmacia, oncologia, oculistica, otorino, veterinaria, igiene alimentare e neurologia.

Ma secondo gli operatori è a rischio anche il mantenimento della promessa di completare l’ospedale entro il 2013, visto che anche su quanto già realizzato si dovrà re intervenire poiché si verificano infiltrazioni dal tetto in caso di pioggia.

La vera preoccupazione è che anche nel caso la struttura possa vedere la luce nei tempi previsti resti uno scheletro vuoto in considerazione dell’indebolimento delle risorse umane impiegate: solo nel corso degli ultimi mesi del 2012 si sono persi oltre 150 unità operative nei diversi reparti e anche medicina riesce ancora a funzionare solo a forza di ordini di servizio per colmare le lacune di personale prelevandolo dagli altri reparti impoverendoli: unica alternativa la chiusura. E questo a fronte del blocco anche per il 2013 del concorso già previsto per lo scorso anno: la vecchia graduatoria sarebbe stata già prorogata nella validità per tutto quest’anno.



... I sindacati denunciano le criticità della sanità regionale


I sindacati denunciano le criticità della sanità regionale

Questo è un articolo pubblicato il 13-02-2013 alle 00:38 sul giornale del 14 febbraio 2013 - 1133 letture