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Rivoluzione Civile: “Pretendiamo risposte da BdM e Regione”. Il caso diventa nazionale

Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia 2' di lettura 13/02/2013 - Speriamo che l’odierno intervento di un autorevole quotidiano nazionale come “Il Manifesto” e l’attenzione di un Ong come “Sbilanciamoci” la nostra regione all’apertura di un confronto vero sulla crisi di Banca Marche.

Speriamo soprattutto che finalmente le istituzioni pubbliche, dalla Regione agli enti locali, si assumano il dovere della chiarezza e la responsabilità di una proposta.

Infatti il più importante istituto di credito della regione, per essere “salvato”, non ha certo bisogno delle curiali reticenze a cui fino a oggi abbiamo assistito, bensì di un profondo discorso di verità che facendo leva sulla professionalità e intelligenza dei suoi lavoratori, della clientela storica fatta di tanti artigiani capaci e inventivi, dei piccoli risparmiatori virtuosi, delle famiglie pronte al sacrificio per acquisire la proprietà della propria abitazione, riconduca Banca Marche alla missione per cui è nata: quella di strumento al servizio della collettività, dello sviluppo produttivo e occupazionale del sistema regionale, di finanziatore dell’ intrapresa intelligente, del supporto agli enti locali nella loro opera.

Serve un processo partecipato che renda davvero la Banca un bene comune e un’azione che imponga alle istituzioni di avviarlo quanto prima.

Non bastano quindi gli incontri con il presidente Spacca e qualche rassicurante comunicato. Occorre che subito i consigli comunali delle città che hanno voce in capitolo sulle fondazioni si aprano al dibattito e assumano cogenti indirizzi, che i lavoratori e le loro rappresentanze avviino occasioni di dibattito nell’istituto e nella società per dare forza al loro punto di vista, e che, infine, il sistema Regione assuma il problema e l’onere di una responsabilità.

Non ci conforta essere stati i primi e per lungo tempo gli unici ad aver provato a indicare la gravità della situazione, ci ha assordato il silenzio di tutto il resto del mondo politico ancor più di chi, per esempio il movimento di Grillo, strepita di legalità, trasparenza, partecipazione sapendo però solo dire “siamo la ggente il potere ci temono”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-02-2013 alle 14:49 sul giornale del 14 febbraio 2013 - 2271 letture

In questo articolo si parla di attualità, jesi, Antonio Ingroia, rivoluzione civile

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