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Chiaravalle: liberi di pensare, valore morale del voto e sul pericolo dell'astensionismo

Chiaravalle 3' di lettura 14/02/2013 - Ci stiamo avvicinando ad importanti appuntamenti elettorali, fatti spesso di aspre contese e false promesse; molte sirene tentano di conquistarci con discorsi che si ripetono ormai da decenni, forse da secoli, e ci suggeriscono lo stesso copione che attori navigati della politica ciclicamente rispolverano recitandolo sicuramente alla perfezione, ma guardandosi bene, una volta raggiunto il potere, di rendere concreto quanto prima era relegato al mondo delle idee.

Il disincanto è grande anche perché sovente l’esempio che ci viene da quel mondo non da troppi motivi di speranza, e l’attuale legge elettorale da tutti giustamente biasimata con cui ci apprestiamo a votare nuovamente è probabilmente lo strumento più basso di esercizio di potere democratico che i cittadini italiani abbiano avuto in mano nella storia della nostra giovane ed immatura repubblica. A livello nazionale noi non possiamo fare grandi cose se non tentare secondo le nostre convinzioni di scegliere i meno peggio, ma comunque esercitare caparbiamente il nostro pur minimo diritto e vincere la tentazione dell’astensione, sinonimo di resa incondizionata a qualunque forza politica riesca ad ottenere la possibilità di governare il nostro paese. È vero! Lo scollamento tra la classe politica ed i cittadini diventa col passare del tempo più grande; a ciò contribuisce anche la crisi economica che da una parte aumenta le richieste delle fasce più deboli, a cui si risponde con l’aumento dei tagli dei servizi essenziali.

Per non parlare dei tanti scandali che travolgono i politici, a causa della corruzione ormai dilagata a tutti i livelli. Bisogna tuttavia tentare di arrestare questa china estremamente pericolosa, la cui deriva potrebbe rivelarsi imprevedibile e restituire all’Italia un governo stabile e soprattutto credibile. Sinceramente avremmo voluto dare voce a gente nuova, con programmi trasparenti che avessero a cuore il bene della nazione anche a discapito della loro popolarità o di quella della propria area di provenienza. Sogniamo politici che siano statisti e sappiano guardare lontano e non il tornaconto immediato per rinnovare l’Italia, scegliendo gli uomini e non i simboli di partito. Questo ancora una volta, per queste elezioni non è possibile.

Chiediamo però che chi ha a cuore il futuro del nostro paese orienti la propria scelta dopo aver ponderato l’operato di chi, in passato, ha palesemente disatteso le aspettative e utilizzato le istituzioni parlamentari per indiscutibili scopi personali e ci ha condotto ad una crisi che in Italia non nasce soltanto dal contesto internazionale. I problemi strutturali, che nessun politico ha saputo o voluto risolvere, erano già vistosi nei dieci anni precedenti il 2009, che ha segnato la fine della bolla speculativa, quando la produttività Italiana cresceva della metà rispetto alla media europea. Questi signori sono stati costretti a ricorrere ad un tecnico, per colmare l’incapacità dei nostri politici, dapprima da tutti osannato, poi, tolte le castagne dal fuoco, per convenienza elettorale, messo alla gogna! Buona elezione a tutti.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-02-2013 alle 21:19 sul giornale del 15 febbraio 2013 - 1663 letture

In questo articolo si parla di attualità, chiaravalle, Movimento “liberi di pensare”

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