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Rivoluzione Civile: Massimo Rossi, con la partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica si possono fare grandi cambiamenti

Rossi a Jesi 4' di lettura 17/02/2013 - Massimo Rossi, candidato alla Camera nella Regione Marche per Rivoluzione Civile – lista Ingroia, ha partecipato ieri sera ad un incontro pubblico a Jesi, presso Palazzo dei Convegni, alla presenza di oltre sessanta persone.

Il candidato ha ricoperto importanti cariche amministrative, in quanto è stato sindaco di Grottammare (AP) e presidente della provincia di Ascoli Piceno e in entrambe le esperienze ha portato avanti l’obiettivo di far partecipare i cittadini alla gestione degli enti che ha amministrato. L’esponente di Rivoluzione Civile è inoltre tra i fondatori della Rete del Nuovo Municipio e da sempre è impegnato nella battaglia per l’acqua pubblica. La gestione dei beni comuni è stato uno degli argomenti principali che ha affrontato ieri sottolineando che: “il governo Monti e i suoi sostenitori, compreso il PD, hanno assestato dei colpi pesantissimi alle tante conquiste di civiltà fatte nei decenni precedenti, al punto che è aumentata notevolmente la precarietà, il tutto con la scusa che bisogna sempre e comunque assecondare il mercato. Ci hanno sempre raccontato che il mercato non si può governare, che bisogna che si gestisca da solo, non solo per quanto riguarda la finanza, ma anche a livello locale, come per esempio con la svendita di patrimoni immobiliari o con la costruzione di inceneritori. La cosa che mi stupisce è come si faccia a non vedere che quello che abbiamo davanti è un fallimento”. Rispetto a un sistema economico che non si può sorreggere sul continuo consumo e sull’aumento della produzione, Rossi non si è limitato a contestare l’ideologia liberista, ma ha dimostrato anche riferendosi alle sue esperienze di amministratore, di avere una cultura di governo, volta al cambiamento del sistema socio-economico, proprio grazie alla partecipazione della cittadinanza. “L’alternativa è l’unica speranza a questo modello sociale – ha continuato l’ex sindaco di Grottammare – richiamando alla partecipazione le persone, responsabilizzandole. Le dinamiche di partecipazione sono incompatibili con il mercato. Oggi ce lo dicono esplicitamente con la vicenda del referendum sull’acqua. Basta pensare a come la Hera sta coinvolgendo gli utenti con l’azionariato popolare, ma dietro c’è sempre la logica del profitto, perché per avere il rendimento, bisogna che quei clienti consumino più acqua. Bisogna dunque trovare l’alternativa al pensiero unico con battaglie coerenti, facendo dei progetti insieme, utilizzando le risorse del territorio, renderle produttive, compatibilmente con il rispetto dell’ambiente e con una partecipazione dal basso, mai calata dall’alto”. Coerente con quest’ottica secondo Massimo Rossi “Rivoluzione Civile non è un punto di arrivo, ma di partenza, perché dopo le elezioni deve aprirsi ai territori su progetti e vertenze. Bisogna coniugare radicalità e progettualità. La radicalità nasce dalla progettualità. A Grottammare continua la pratica del bilancio partecipato e tutti gli anni tra settembre e novembre si svolgono molti momenti assembleari nei quali i cittadini, insieme agli amministratori, decidono come impiegare i soldi a disposizione del Comune per opere pubbliche, fini sociali, culturali, ecologici, ecc.” Infine il candidato ha voluto rivendicare, in controtendenza all’ideologia liberista radicata nella società che, rispetto a quello che sta succedendo nel mondo finanziario “non c’è alternativa al ruolo del pubblico. Se non è il pubblico a regolare il mercato e il lavoro chi lo fa l’industria? E con quale ricetta, se non quella del profitto? Ovviamente un pubblico che dovrebbe essere trasparente e frutto di partecipazione, che si connetta sempre con la cittadinanza alla quale debba periodicamente render conto del suo operato. Questo dovrà valere anche per gli eletti di Rivoluzione Civile”.

Massimo Rossi ha criticato duramente il centro sinistra, per il fatto che ha rinunciato a proporre una visione alternativa a quella del libero mercato, puntando tutto sulla conquista del potere, sull’allargare al massimo il consenso per andare al governo. Invece, secondo Rossi, l’obiettivo deve essere quello di costruire insieme un’alternativa radicale non solo all’austerity ma al modello di sviluppo neoliberista che ci ha portato al disastro e che è oggettivamente insostenibile. Siamo 7 miliardi di persone al mondo, ci ricorda Rossi, in India circola 1 auto ogni 53 persone mentre in Italia abbiamo 2 auto ogni 3 persone, come possiamo pensare che si possa uscire








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-02-2013 alle 12:07 sul giornale del 18 febbraio 2013 - 1501 letture

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