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Cingolani: i membri del vecchio CDA di Banca Marche si dimettano chiedendo scusa

paolo cingolani 2' di lettura 24/02/2013 - In queste ultime settimane i partiti, le parti sociali come pure le associazioni di categoria si sono tutti giustamente dichiarati preoccupati della delicata situazione finanziaria che sta attraversando Banca Marche.

Tutti, compreso il Consiglio Comunale di Jesi, hanno auspicato che il nuovo direttore Generale Goffi possa procedere perché la Banca Marche rinvigorisca i suoi rapporti con le forze economiche e sociali del territorio, mantenga la propria autonomia e si metta al servizio della media e piccola impresa locale per creare sviluppo e lavoro sul territorio. Fin qui tutti d’accordo. Eppure bisogna oggi dire che ogni semplice cittadino e piccolo risparmiatore che da sempre abbia riposto fiducia in questa Banca, certo che facesse l’interesse del nostro territorio, ha il diritto di chiedere in maniera netta e chiara le dimissioni dell’intero CDA evidentemente responsabile del bilancio in perdita dell’Istituto. Perché sino ad oggi nessuno dei componenti del CDA ha accennato minimamente a riconoscersi corresponsabile della discutibile gestione dei soldi dei piccoli risparmiatori? Perché stanno tutti ancora al loro posto e continuano a percepire indennità da favola che paghiamo con i nostri risparmi? Devono forse ancora ritornare favori a quelle lobbies economiche, politiche e massoniche che li hanno collocati nel CDA?

Io non ci sto e anche in qualità di Consigliere Comunale chiedo che i componenti di questo CDA se ne vadano e che lo facciano dopo aver chiesto scusa a tutti noi piccoli risparmiatori e cittadini comuni.

In caso contrario non mi rimane che togliere la mia fiducia a Banca Marche, chiudere il mio conto corrente e rivolgermi ad altri Istituti Bancari del territorio più rispettosi del cliente, più oculati nella gestione dei soldi che gli affida e attenti principalmente alle esigenze e ai bisogni economici dell’imprenditoria locale. Poca cosa certo, ma spero che questo mio gesto, che vuole essere il segno della ribellione alla mancanza di cura nella gestione delle risorse finanziarie della nostra economia, possa essere seguito da tanti altri cittadini per far comprendere la nostra amarezza.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-02-2013 alle 12:18 sul giornale del 25 febbraio 2013 - 2450 letture

In questo articolo si parla di attualità, jesi, paolo cingolani, Jesiamo

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