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Monte San Vito: lista civica, prendi un binocolo e vedi gli orti sociali

Lista Civica Insieme per Monte San Vito 4' di lettura 05/03/2013 - Ebbene sì: ‘buttare un occhio’ fuori di casa non guasta mai, anche in politica.

Approvato con delibera di Consiglio Comunale nr. 7 del 28 Gennaio 2013, infatti, arriva il regolamento per l’assegnazione e per la gestione degli orti urbani del Comune di Jesi. E perché ne parliamo? Perché l’argomento, oltre a dar conto di un progetto che senz’altro è meritevole, non è nuovo alla nostra attenzione. C’è anzi da dire che abbiamo sempre considerato il tema degli orti sociali, valutandolo in primis nelle sue possibilità di sviluppo. A tal proposito, abbiamo ripetutamente sollecitato l’Amministrazione Sartini, chiedendo in vario modo la realizzazione degli orti sociali a Monte San Vito.

Certo questa richiesta, per noi, ha significato la continuazione di un punto programmatico definito. Infatti abbiamo sempre sostenuto non soltanto l’utilità, ma anche la fattibilità degli orti sociali, proponendone ab illo tempore la realizzazione, e cominciando concretamente a lavorarci (così è stato nel nostro periodo di maggioranza). Ma l’Amministrazione Sartini, come suo costume, non ha interesse a valutare le proposte in termini di contenuto, piuttosto considera (sic!) chi è il proponente. E quando il proponente è l’avversario politico, le proposte diventano, manco a dirlo, cattive o inadeguate. Talvolta stucchevoli o comunque di poco conto (se proprio non ci sono altre scuse). Quest’ultimo è il caso specifico degli orti sociali, visto che il Sindaco Sartini, vogliamo ricordarlo, ha subito giudicato che il progetto non debba importare granché.

Eppure non si è chiesto che l’Amministrazione di oggi si mettesse a seguire un programma non suo, qui si tratta di altro: c’è in ballo un progetto fattibilissimo che già nel 2009, nel corso del nostro periodo di amministrazione, raccolse le valutazioni dell’attuale Sindaco. Parliamo di valutazioni che a quel tempo, si badi bene, furono tutt’altro che di contrarietà. Anzi: lo scopo sociale dell’opera, tanto chiaro quanto incontestabile, venne riconosciuto dall’allora minoranza Pd, che infatti prese in esame il regolamento da noi proposto (per la disciplina dell’affidamento degli orti sociali in comodato d’uso temporaneo). Oltretutto il regolamento, sottoposto al nostro Consiglio Comunale nel Dicembre 2009, nonché approvato all’unanimità, venne discusso non soltanto a livello di considerazioni generiche, ma anche alla luce di una serie di emendamenti, proposti proprio dall’ex Consigliere di minoranza Sabrina Sartini. Ovvero: prima ci si preoccupa delle disposizioni regolamentari, poi si alza una spalla e si dice che tanto, alla fine, si può tranquillamente soprassedere. Orbene: c’è un orientamento mutato o piuttosto è la nuova situazione, cioè quella che oggi, con gusto malcelato, permette un bel no a tutte le proposte dell’opposizione??

Quel che adesso viene fatto a Jesi, però, è l’occasione per riflettere sulla possibilità di concretizzare buone cose. Quelle che certo potrebbero vedere la luce anche a Monte San Vito, se soltanto ci fosse un po’ di buon senso. Vogliamo ricordare che l’intervento per gli orti sociali, nel nostro caso, fu programmato in primo luogo a vantaggio della popolazione più anziana. E perché? Perché i nostri anziani potessero avere una buona occasione per socializzare, ovvero la prima delle finalità perseguite, all’epoca, fu la prevenzione/correzione delle situazioni di isolamento senile (DGM 143/2009). Oltretutto, come da noi ricordato nell’ordine del giorno indirizzato al Consiglio, qui allegato, non ci si preoccupò soltanto del bisogno di socialità (pure espresso dalla fascia più anziana), ma certo ci fu l’intenzione, più a monte, di valorizzare in generale la funzione sociale dell’anziano (apprezzabile e peraltro evidente anche all’interno della nostra comunità).

Né vogliamo dimenticare che l’intervento, comunque, fu pensato in generale per tutti i soggetti socialmente più svantaggiati (giovani e meno giovani), nonché per le scuole e per le ONLUS. Valutandone attentamente l’area di realizzazione, sia in riferimento alla lontananza dalle strade di scorrimento, sia in riferimento alla distanza dalle attività produttive.

Un progetto sensato, utile per tanti senza il bisogno di cifre stellari (spesa sommaria pari a 15.000 euro).

Ma a Monte San Vito, caspita che sorpresa, non s’ha da fare.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-03-2013 alle 12:41 sul giornale del 06 marzo 2013 - 1191 letture

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