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Consumatori difettosi

Letizia Saturni 4' di lettura 06/03/2013 - Una affermazione che mi ha colpita molto leggendo un articolo su wisesociety!

Qualche hanno fa fui invitata a parlare su “La borsa della spesa” e dunque acquisto consapevole, qualità dei prodotti, etichettatura e altro ancora. Ora, il 2 aprile presso la Biblioteca La Fornace di Moie alle ore 21.00 tornerò a parlare di questo argomento nell’ambito del corso di Nutrizione&Salute che come ogni anno, tengo presso l’Università della Mediavellesina.

Ho deciso che non sarà una lezione frontale quanto piuttosto un laboratorio e condivideranno con me l’esperienza due SAGACI-LUMOSITY esperti: uno di comunicazione e pubblicità (Simonetta Veltroni) e l’altro di marketing (Giosuè Badiali). Perché? Facile, perché mi sto rendendo sempre più conto che la società è estremamente complessa e globalizzata, non ci sono certezze, quanto piuttosto trasformazioni continue. Da ricordi polverosi di fisica e da una intrigante lettura che mi accompagna in questi giorni, definirei questa realtà una incessante danza cosmica. Proprio come nel mondo subatomico ogni minuscolo costituente non è entità isolata, ma parte integrante di una inestricabile rete di interazioni che genera strutture stabili nel mondo materiale che a sua volta oscilla in movimenti ritmici. Tutto sembra avere una “data di scadenza”, proprio come in etichetta!

Su questa base cambia la struttura dell’incontro e cambiano i contenuti. La lezione frontale con i sui rigidi schemi sarebbe anacronistica come pure parlare solo di aspetti puramente nutrizionali sarebbe limitante e riduzionistico. Trovo particolarmente interessante l’arguta analisi del sociologo e filosofo polacco: Zygmut Bauman, secondo il quale siamo passati da una società di produttori a una società di consumatori. E se il consumatore non ce la fa più a fare il suo dovere, ecco che siamo di fronte a una società di consumatori difettosi (tratto da Vite che non possiamo permetterci - Laterza Editore).

Stiamo vivendo una modernità liquida nella costante incertezza mentre proveniamo da un passato caratterizzato dalla solidità. Ai più questo ingenera uno stato di pessimismo ma personalmente credo che proprio attraverso l’accettazione della realtà, dunque dell’incertezza, si possa avere una vita aperta al futuro. Ho già parlato di resilienza e credo che questo rientri a pieno titolo anzi rappresenti proprio la realizzazione nel quotidiano di tale cardine di vita! Coraggio, tenacia e speranza sono le tre potenzialità umane che sono ingredienti fondamentali ma che seppur normali, popolari e comuni, oggi abbiamo perso l’abitudine ad esprimerle e ad esercitarle.

Nella nostra società dei consumi, dove vige la regola che impone di mantenere sempre vivi i desideri, perché “soddisfare il cliente” sarebbe un vero disastro, l’unico acquisto non deteriorabile è l’insicurezza endemica!

L’economia dei consumi fallirebbe se ci sentissimo ad esempio soddisfatti del nostro cellulare acquistato tre o quattro fa e se rimanessimo indifferenti ai nuovi gadget e modelli. Le Aziende, producono sempre nuovi prodotti, alimentari e non, sotto le mentite spoglie di benefattori perché vorrebbero soddisfare le nostre esigenze, i nostri desideri, ma in realtà fanno esattamente l’opposto, li amplificano. Dobbiamo desiderare sempre di più e per desiderare sempre di più dobbiamo stufarci presto di quello che abbiamo, le nuove cose squalificano le vecchie. L’obsolescenza, una nuova scienza!

Il laboratorio allora vuole fornire occasione di confronto e di studio al microscopio (possibilmente elettronico perché garantisce maggiore risoluzione!) dei prodotti trasformati dall’industria alimentare. Si porrà attenzione a quei meccanismi peculiari della comunicazione e del marketing che sottendono alla vendita e successivo acquisto di un prodotto alimentare e si accompagnerà la chiacchierata anche con riflessioni sulla qualità del prodotto. Una qualità che può essere percepita dal consumatore nella sua complessità attraverso una lettura attenta della etichetta alimentare senza essere esperti biochimici ne tantomeno scienziati!

Come scrive, sempre lo stesso autore Bauman nel Il disagio della postmodernità: «oggi, il “principio di realtà” deve difendersi davanti al tribunale presieduto dal “principio di piacere”. La coazione e la rinuncia forzata non appaiono più alla gente una spiacevole necessità da accettare con umiltà, ma vengono piuttosto sentite come un’infondata aggressione alla sovrana libertà dell’individuo».






Questo è un articolo pubblicato il 06-03-2013 alle 14:24 sul giornale del 07 marzo 2013 - 3006 letture

In questo articolo si parla di attualità, letizia saturni

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