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comunicato stampa

Gli artigiani si lamentano: le tasse “smantellano” lo sviluppo

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da Confartigianato Jesi

Giuseppe Carancini

Tasse e mancati pagamenti pesano sulle micro e piccole imprese artigiane della Vallesina. Con questa chiave di lettura è possibile interpretare i dati della congiuntura economica locale che emergono da una recente indagine dell’Ufficio Studi Confartigianato.

A pagare le spese, in tutti i sensi, della crisi sono i comparti tradizionali delle costruzioni e del manifatturiero – commenta Giuseppe Carancini Segretario Confartigianato Jesi – dal saldo di natalità mortalità delle attività artigiane che nel 2012 si è chiuso negativamente a -8 si evincono le difficoltà delle imprese. Anche il tasso di sviluppo delle attività artigiane della Vallesina in un anno di conseguenza è sceso del -0,38%. Le perdite hanno margini cospicui nel settore delle costruzioni e del suo indotto che in un anno ha registrato un saldo di -20 e una flessione del tasso di sviluppo di -2,51%. A ruota il manifatturiero ha segnato un rapporto di natalità mortalità di imprese artigiane di -9 e un tasso a -1,75%. Crescono invece i servizi, tanto quelli alle imprese (+14; +4,38%) quanto quelli alle persone (+10; +2,09%). I comparti tradizionali risentono dei colpi della crisi: per recuperare le posizioni perse ora più che mai si rende necessaria una diminuzione della pressione fiscale che vada incontro alle condizioni di scarsa liquidità delle imprese e ponga in essere forme di supporto e sostegno agli investimenti. L’impennata della pressione fiscale ha colpito duramente le imprese artigiane: il 33% degli imprenditori è stato costretto a ritardare il pagamento dei propri fornitori, mentre il 29% ha dovuto rinunciare a fare investimenti in azienda. Per il 26% delle imprese l’accresciuto peso del fisco ha causato ritardi nel pagamento di alcune imposte. Effetti negativi anche sull’occupazione: il 16% delle imprese ha rinunciato ad assumere personale e il 14% ha dovuto licenziare i dipendenti o ricorrere agli ammortizzatori sociali. In più, per fare il proprio dovere di contribuente, il 58% degli artigiani deve ricorrere a prestiti bancari o è costretto a chiedere al fisco dilazioni di pagamento. Ora arriva anche il “macigno” Tares, la nuova tassa sui rifiuti e sui servizi comunali che sostituisce la Tarsu e le tariffe rifiuti Tia. Occorre invertire la tendenza – conclude Giuseppe Carancini, Segretario Confartigianato Jesi – restituire ossigeno alle imprese, con opportune misure sollevarle da balzelli e tributi che le affannano in questo momento difficile, creare opportunità di lavoro per le attività locali e procedere a interventi radicali di sburocratizzazione.



Giuseppe Carancini

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-03-2013 alle 17:16 sul giornale del 16 marzo 2013 - 873 letture