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Punzo (Patto per Jesi): una Visione ed un Piano per il nostro centro storico …

Alfredo Punzo 4' di lettura 15/03/2013 - Non sono molte le città dotate di un centro storico come quello di Jesi; molto esteso, ben delimitato dalla suggestiva cinta muraria e – soprattutto – con le sue varie componenti architettoniche, pur risalenti ad epoche storiche diverse, ben amalgamate in una continuità architettonica che è a tratti spettacolare.

Un Centro Storico, tuttavia, “da sempre” scarsamente valorizzato. Perché non è mai stato affrontato in maniera strutturata la sua destinazione urbanistica, accompagnando le scelte con la necessaria e conseguente progettualità; che riguarda anche il resto della città di cui dovrebbe essere un po’ il “salotto buono”, utilizzato come luogo di ritrovo e di contatto delle persone - dai giovani alle famiglie – e dove si possa riconoscere la propria identità ed appartenenza cittadina.

Perché questo sia possibile, il centro deve essere agevole da raggiungere, in grado di accogliere le persone e anche “bello” a vedersi. Deve essere, inoltre, “strutturalmente” predisposto a funzionare con equilibrio sia da contenitore per eventi culturali e sociali che da polo commerciale di qualità nonché da sede di lavoro per i servizi, le professioni e le istituzioni della città.

Un progetto che si ponga questi obiettivi deve prevedere alcuni punti fermi la cui definizione è un preciso onere dell’Amministrazione.

Innanzitutto, “in centro ci si va a piedi”: il traffico veicolare va drasticamente ridotto nell’entità e confinato negli spazi al minimo indispensabile, rendendolo semplicemente “invisibile”. Le eccezioni devono essere pochissime, motivate e soprattutto attentamente “monitorate” – intendo i diversamente abili, i residenti, le esigenze commerciali e poche altre occorrenze simili - distinguendo il transito dalla sosta e dalla fermata. Ed il resto della viabilità cittadina deve tenerne conto.

Questa cosa si può fare solo se si predispongono parcheggi adeguati nelle aree immediatamente limitrofe al centro e risalite motorizzate (e “funzionanti”) che agevolino, invoglino, promuovano l’accesso dei cittadini tutti: chi ci lavora o ci abita e chi ci viene per socializzare, fare shopping o per usufruire dei servizi ospitati in centro. Con un occhio particolare ai residenti, per i quali occorre predisporre permessi di transito e fermata (ma non di sosta!) e posti auto gratuiti ed illimitati ma solo nei suddetti parcheggi. La cui gestione va attentamente curata nelle tariffe, che prevedano agevolazioni per chi in centro ci lavora o per le “soste brevi” e che scoraggino invece la loro trasformazione in depositi più o meno permanenti di autoveicoli.

Un altro ingrediente è il decoro urbano fatto di arredo adeguato, coerenza architettonica (a partire dalle pavimentazioni) e – soprattutto - pulizia ed ordine. Che è la premessa “giusta” per incoraggiare gli esercizi commerciali a potenziare la loro capacità recettiva per mezzo dell’utilizzo di adeguate porzioni di suolo pubblico a condizioni economiche eque.

Un centro storico recettivo, pulito, ordinato e facile da raggiungere è la precondizione per confezionare un’offerta turistica finalmente “efficace”, basata sulla valorizzazione del ricco patrimonio artistico, culturale e storico di cui è letteralmente “zeppo”, nei vecchi palazzi come nei bui sotterranei, oggi quasi del tutto nascosti e sconosciuti. Con le ovvie ricadute sulle nuove occasioni di lavoro, di cui abbiamo tanto bisogno: dalla piccola recettività alberghiera diffusa alla ristorazione, oggi quasi del tutto assenti dal centro.

Anche la configurazione dei mercati (localizzazione e frequenza) va rivista nell’ottica di questo piano complessivo: innanzitutto ne va migliorata la qualità dell’offerta e poi ne vanno ridefiniti gli spazi, perché cessino di essere (come è oggi) l’unica occasione di frequentazione del centro ma entrino invece a far parte di un contesto ben più ricco ed articolato, in grado di rivitalizzare in maniera equilibrata e permanente il nostro Centro Storico.

L’Amministrazione Bacci sta affrontando, pur nelle ristrettezze di bilancio che tutti conosciamo, la sfida di restituire al Centro Storico di Jesi identità e ruolo come una priorità; e lo sta facendo, mi pare, nella maniera più corretta: ovvero dando vita ad un piano di azioni coerente che vada esattamente nella direzione appena illustrata. Servirà un po’ di pazienza e – soprattutto - un po’ di disponibilità di noi tutti cittadini a cambiare qualche abitudine consolidata quanto ingiustificata, con il fine superiore di avere finalmente un Centro Storico all’altezza delle aspettative che merita una città come Jesi.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-03-2013 alle 15:04 sul giornale del 16 marzo 2013 - 1643 letture

In questo articolo si parla di attualità, Alfredo Punzo

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