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Mangialardi sbotta: 'O si sblocca il patto di stabilità o la città muore'

maurizio mangialardi 3' di lettura 16/03/2013 - Quando sono stato eletto Sindaco ho assunto un impegno preciso nei confronti dei senigalliesi: rimanere sempre in sintonia con le loro esigenze, bisogni, aspirazioni, cercare di interpretarli per farne il perno della mia attività politica ed amministrativa.

E’ da tempo che dal mio punto di osservazione privilegiato vedo crescere il disagio e la sofferenza dei cittadini di Senigallia come del resto d’Italia. Sono anni che ascolto la loro richiesta di aiuto che è ormai diventato un grido d’allarme. Come primo cittadino ho cercato in tempi non sospetti di attirare l’attenzione delle Istituzioni su questi temi, sulla necessità di non sottrarre risorse così ingenti ai Comuni perché, specie in tempi di crisi incipiente, questo avrebbe significato fatalmente aprire la strada alla lacerazione sociale ed a un drastico arretramento dei servizi essenziali. Ho evidenziato con forza anche un’altra grave anomalia del sistema italiano: quel patto di stabilità interno che impedisce agli Enti virtuosi che hanno i soldi stanziati in bilancio di poter puntualmente pagare i propri fornitori di opere o servizi.

Abbiamo fatto Consigli Comunale aperti su queste tematiche, inviato lettere ai cittadini per spiegare loro quanto stava accadendo ed abbiamo persino “ occupato” simbolicamente l’Ufficio Anagrafe per protestare contro i tagli sempre più pesanti. Non volevamo e non vogliamo rassegnarci a quel ruolo di esattori delle tasse per conto dello Stato nel quale ci hanno relegato: con l’IMU prima e con la TARES adesso. Per molto tempo, insieme a qualche altro Sindaco, mi sembra di aver gridato invano nel deserto prendendomi, nel migliore dei casi, l’accusa di pessimismo cosmico. Ora però il tempo della diplomazia è finito. Adesso che assisto impotente giorno dopo giorno alla disperazione delle imprese che chiudono, della gente che perde il lavoro, dei giovani disoccupati non me la sento più di rifugiarmi nella comoda scorciatoia della ragionevolezza e del senso di responsabilità. Quell’impegno che come Sindaco ho assunto di essere sempre dalla parte dei cittadini mi impone di assumere posizioni precise e di compiere gesti concreti. Primo fra tutti quello di sbloccare l’assurda regola del patto di stabilità interno che mi impedisce, pur avendo i soldi in cassa, di pagare coloro i quali hanno regolarmente effettuato la prestazione al Comune. Non posso condannare al fallimento persone e famiglie intere in nome di una regola astratta.

Tra l’altro, come ha rilevato lo stesso Presidente dell’A.N.C.I. Graziano Del Rio,anche sbloccando i pagamenti ai fornitori della P.A, l’Italia sarebbe comunque all’interno di quel 3% nel rapporto deficit P.I.L. imposto dal trattato di Maastricht. Per questo sarò in prima fila alla manifestazione di Roma organizzata dall’A.N.C.I. il prossimo 21 marzo. Per chiedere al nuovo Parlamento di svegliarsi, alle forze politiche vecchie e nuove di smettere di pensare a chi sarà il Presidente della Camera oppure se è meglio l’uninominale secco o a doppio turno alla francese. Per chiedere di mettere in cima a tutte le agende la priorità dello sblocco dei pagamenti alle imprese, le questioni del lavoro, dell’occupazione giovanile, della crescita. Ci aspettiamo dal Parlamento e dal nuovo governo che dovrà formarsi un gesto concreto in tempi rapidi. Se questo non accadrà ci penseremo noi Sindaci a “ sforare” il patto di stabilità interno, per la salvezza delle nostre comunità e del nostro tessuto sociale ed economico.


da Maurizio Mangialardi
sindaco di Senigallia




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-03-2013 alle 18:31 sul giornale del 18 marzo 2013 - 3815 letture

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