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Due giovani attori strappano la mordacchia a Giordano Bruno

Gustavo Raffi 3' di lettura 19/03/2013 - Successo di pubblico e critica per l'evento organizzato sabato scorso dai Fratelli marchigiani del Grande Oriente d'Italia in occasione dell’anniversario della morte di Giordano Bruno. Trecento persone, tra cui tantissimi studenti, al Teatro Valeria Moriconi per la rappresentazione de 'La Pietra della Bellezza', tratto dal libro di Gerardo Picardo.

Sul palco Maurizio Pulina, e Francesco Calmieri hanno interpretato l'impossibile dialogo tra il Nolano e Clemente VIII. La regia di Chiara Murru porta in scena la forza del pensiero contro l'inferno del dogma: "Usate ragione e mani, non abbiate paura. Costruite su ogni rovina. È questa la lezione che vi lascio. Iate, iate, nun ve fermate!". Lo spettacolo ha tenuto con il fiato sospeso più di 300 persone, accorse per l'evento organizzato dal Grande Oriente d'Italia, nel teatro che fu anche sede dell'Inquisizione e che ancora oggi ricorda il martirio di Bruno con una lapide che campeggia sulla piazza federiciana.

Nel suo appassionato intervento rivolto ai giovani Gustavo Raffi, il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, ha sottolineato il valore del dialogo e l'importanza di dedicare tempo ed energie alla costruzione di una storia che vogliamo contribuire a rendere migliore. Chiamato sul palco per testimoniare la bellezza di un percorso di ricerca, il Gran Maestro ha invitato "una generazione di ribelli" a "essere costruttori di futuro, credendo - con Bruno - che pensiero e opere concrete possono rimettere l'uomo al centro dei mondi infiniti. La più bella eresia - ha concluso – è essere veri e guardarsi negli occhi, non accontentarsi e lottare per cambiare le cose. Su questa strada di umanità, non siamo mai soli".

Il cortometraggio “Eroici Furori” di Afro de Falco ha aperto convegno pubblico, moderato dal professor Moreno Marcucci, che vedeva come relatori Francesco Sberlati, docente di letteratura italiana all'Università di Bologna, Antonio Panaino, docente Università di Bologna e direttore responsabile della rivista 'Hiram', e il giornalista Gerardo Picardo. E se Smerlati nel suo contributo ai lavori ha fatto riflettere sul rapporto tra Bruno e la scienza, sottolineando come ci sia ancora da lavorare per strappare la mordacchia dalla bocca del filosofo e di tanti uomini liberi, Panaino ha invece sottolineato come il Nolano, contro le morali del precetto, insegni una laicità positiva che sa costruire ponti alla ricerca, infinita come le vie della vita. Lo studioso ha quindi fatto riflettere sul ruolo di agenzia etica svolto dalla Massoneria, rimarcando che - sull'esempio del filosofo arso vivo per aver difeso la ragione contro l'inferno del dogma - gli uomini del dubbio sostengono il dialogo a oltranza nella società di cui sono parte viva. E' toccato quindi a Picardo sottolineare come la vera dignitas si fondi sul sapere, sulla conoscenza che l'uomo è capace di conquistarsi. Siamo noi che scegliamo quello che vogliamo essere: l'uomo può guardare in alto o in basso, attratto solo dagli interessi personali oppure sentirsi parte del tutto, e costruire. La dignità dell'uomo si fonda sulla fatica e sul lavoro. Con i soldi si può compare tutto, una sola cosa non si può comprare: la conoscenza.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-03-2013 alle 18:55 sul giornale del 20 marzo 2013 - 2043 letture

In questo articolo si parla di attualità, Circolo Ernesto Nathan

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