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Monte San Vito: Cillo sul Bilancio di previsione 2013, “luci ed ombre dall'Amministrazione”

Thomas Cillo 9' di lettura 27/03/2013 - Approvato il bilancio di previsione relativo all'annualità 2013. Nella seduta del 26 Marzo, è stato approvato dalla maggioranza (con i voti contrari dell'opposizione) il bilancio di previsione che traduce gli impegni e le linee di indirizzo amministrative in atti ufficiali e concreti.

Come di consueto, valutata tutta la documentazione, ho analizzato l'intero bilancio manifestando una serie di riflessioni/critiche sia in ordine al metodo che in ordine al merito del bilancio stesso.

Va anzitutto detto che viene riconosciuta la difficoltà con il quale ogni anno (è divenuta triste consuetudine) gli Enti locali, sottoposti a severi tagli da parte dello Stato, devono chiudere il proprio bilancio facendo quadrare i conti.

In questa ottica, va altrettanto riconosciuta la scelta di apportare una serie di tagli al bilancio lasciando inalterata la tassazione per i cittadini, scelta che condivido e che anzi vorrei che fosse ancor di più lenita attraverso una serie di proposte che ho appositamente presentato sia in sede di Commissione consiliare, sia appunto in sede di Consiglio Comunale.

Entrando nel merito del bilancio stesso, e partendo dall'analisi delle tariffe a domanda individuale, va detto che l'Amministrazione ha applicato un aumento del 3% (adeguamento ISTAT) su quasi tutti i servizi previsti (mense, trasporti scolastici, palestre e impianti sportivi, asilo nido, ecc..) aumento che però vorrei ricordare non è assolutamente obbligatorio ma che invece a mio avviso è ulteriormente penalizzante per i cittadini vista anche l'esigua crescita dei salari assolutamente non proporzionale alla crescita annuale dell'indice Istat.

Ma a a balzare all'occhio è stato l'aumento per quanto concerne i servizi cimiteriali (tumulazioni, estumulazioni, inumazioni ecc..) che nel triennio 2011-2013 ha subìto un aumento del 22,5%. Aumento assolutamente ingiustificato che non condivido e la cui natura non si comprende ( o meglio vorrei che non fosse legata alla vicenda del reperimento di nuovi loculi e del grave ritardo che attanaglia l'emergenza cimiteriale).

Per quanto riguarda la tassazione, ricordo che sono state mantenute le stesse aliquote sia per quanto riguarda l'addizionale IRPEF che per quanto riguarda l'IMU.

In merito all'addizionale IRPEF (oggi fissata con un'aliquota UNICA per tutti i redditi) ho proposto l'introduzione degli SCAGLIONI DI REDDITO al fine di rendere più equa e sostenibile detta tassazione specie in un momento di grave crisi e congiuntura economica come quello odierno, secondo il sano principio del “chi più ha più deve contribuire”.

Sull'IMU, ho fatto rimando alla medesima proposta che inoltrai lo scorso anno quando venne fissata l'aliquota, che è stata confermata. La proposta è quella di integrare il regolamento per l'applicazione dell'IMU inserendo ulteriori casistiche quali, ad esempio, una differenziazione per le seconde case sfitte (in un'ottica di incentivazione per il recupero e il mantenimento di immobili funzionali e fruibili) e una riduzione per quanto riguarda invece gli immobili destinati alle attività produttive. Sicuramente un piccolo aiuto ma certamente un segnale di vicinanza e sensibilità verso una parte del tessuto produttivo locale, messo a dura prova dalla situazione economica e occupazionale.

In merito alla TARES va fatta una riflessione a parte. Una tassa nuova che entrerà in vigore a Luglio e che stravolge completamente i vecchi criteri che erano previsti per la TARSU.

Anzitutto va detto che la TARES prevede di per sé un aumento insito, dove l'Ente locale deve coprire al 100% il costo del servizio di raccolta rifiuti, e contestualmente viene applicata una maggiorazione di 0,30 €/mq destinato allo Stato per la manutenzione delle strade e l'illuminazione pubblica.

Ma se da una parte finalmente viene introdotto nel calcolo della tassa il criterio del nucleo familiare, dall'altra non corrisponde un'adeguato risparmio relativamente ai Comuni virtuosi in materia di raccolta differenziata.

Infatti, seppure il nostro Comune ha raggiunto lo scorso anno la ragguardevole soglia di oltre l'80% di raccolta differenziata, quest'anno per via di una tassa scellerata, non vedremo adeguati ricompensi sulle rate che dovremo pagare. Ma i più penalizzati saranno gli esercizi commerciali e le attività produttive che vedranno in alcuni casi addirittura raddoppiare la tassa rispetto allo scorso anno. La proposta in questo caso è stata quella di far fissare alla Giunta (che dovrà deliberare da regolamento con apposito atto) che le rate per le utenze domestiche non siano minori di 3 rate annuali, mentre per le utenze non domestiche – e quindi le attività commerciali, produttive ecc... essendo l'aumento molto più pesante la proposta è quella di frazionare il pagamento il più possibile per agevolare il pagamento evitando insoluti.

Tutte le minoranze, si sono opposte a questa tassa e dato che non si è potuto esprimere un serio contributo per migliorare il regolamento di applicazione della TARES, non avendo ricevuto in tempi adeguati tutta la documentazione, si è deciso di NON PARTECIPARE alla votazione del punto, rimanendo comunque disponibili a modifiche successivamente.

Sui proventi derivanti dalle sanzioni al Codice della Strada, ho anche qui ribadito la mia posizione di sempre ovvero quella di mantenere lo schema predisposto dal Servizio di Polizia Municipale che prevede l'assunzione di un vigile, ma anche la necessità di acquistare una colonnina autovelox da posizionare in località Borghetto.

In ordine alle politiche sociali, voglio solo ricordare che i vari servizi che vengono forniti ed erogati rimangono pressochè inalterati ma che da quest'anno sono passati direttamente per quanto riguarda la gestione all'Ambito territoriale dei Servizi Sociali, il quale ne distribuisce i fondi sulla base delle richieste specifiche che gli vengono fatte pervenire dal Comune.

In merito all'Asilo Nido la proposta è quella di valutare l'inserimento dei criteri ISEE per il pagamento della retta. Retta che oggi costa ugualmente per tutti gli utenti ma che a mio avviso va rivista così come già molti Comuni hanno fatto (vedasi Chiaravalle) che con la differenziazione della retta, renderebbe più sostenibile un servizio divenuto nella maggior parte delle famiglie quantomeno indispensabile.

La cosa che ci ha lasciati seriamente perplessi è stato però il METODO con il quale è stato approvato il bilancio previsionale.

Già dai lavori di commissione, siamo stati informati della difficoltà che l'Amministrazione ha avuto nel dover far “quadrare il bilancio” a causa dei tagli e delle riduzioni dei trasferimenti statali. Per bocca dell'Assessore al Bilancio, cii è stato riferito che la Giunta, per reperire le risorse finanziarie mancanti, si è rivolta (a mio parere giustamente) a tutti gli Uffici al fine di farsi indicare i capitoli specifici ove reperire preziose somme.

Ne sarebbe scaturito un secco diniego da parte degli Uffici, diniego che ha obbligato l'Amministrazione ha effettuare un taglio del 5% prima e del 10% poi per un totale del 15% (circa 150.000 €).

E' ovvio e palese che vi sia un chiaro problema in ordine alla gestione dell'Ente, dove la parte politica deputata a battere i tempi e a fissare gli indirizzi, non sia in grado di metterli poi in atto tempestivamente e concretamente per cause a me ignote ma che stanno producendo (come nel caso del bilancio di previsione, di progetti inevasi ecc..) degli inutili e inaccettabili ritardi che stanno cagionando sicuramente un danno alla collettività.

Inoltre, è stato contestato anche il modus operandi con il quale si è scelto di operare i cosiddetti tagli lineari, ovvero tagli indiscriminati e ricadenti su tutti i capitoli relativi ai vari settori.

Infatti, da questa strana “spending review di qualità” - così come qualcuno di maggioranza l'ha definita – restano intatte le indennità relative al Sindaco e alla Giunta.

Ricordo infatti che questo argomento è argomento oramai datato ma pur sempre attuale poiché nonostante il provvedimento di riduzione effettuato lo scorso anno dagli Assessori, rimane pur sempre una cifra a bilancio di 30.000 € in più rispetto a quanto costavano le precedenti Giunte (valore che io fisso come possibile per poter praticare degnamente la politica).

Un capitolo che nelle varie pieghe di bilancio, doveva essere toccato se non altro per evitare dei tagli penalizzanti, e che se fosse stato intaccato ci avrebbe permesso di ridurre i tagli di un 3% facendo così restringere “la mannaia” a una riduzione del 12% (anziché del 15% così come deliberato).

Altro capitolo che andrà sicuramente approfondito e che potrebbe essere ulteriore capitolo su cui lavorare è il Segretario Comunale che ricordo è in convenzione con il Comune di Chiaravalle fino al 31/07/2013 e la cui sorte è legata alla decisione della nuova Giunta chiaravallese. La mia proposta è quella che si prosegua sul solco di una convenzione ma con un Comune di entità e popolazione simile al nostro per poter da una parte contenere i costi e dall'altra avere un impegno comunale proporzionale e non sbilanciato come accade oggi (il Segretario è occupato per 1/3 del tempo settimanale a Monte San Vito e per il restante a Chiaravalle).

Ho votato contrariamente a questo bilancio perchè lo ritengo un bilancio che non tiene in considerazione di alcune fondamentali priorità ma soprattutto perchè è figlio di indirizzi politici che non condivido.

In questi casi risulta sempre più indispensabile la pratica del bilancio partecipato. Una pratica oramai necessaria per via dei tagli sempre più stringenti ma che finalmente deve vedere protagonisti delle scelte i cittadini. Non si può sbandierare un'azione di mera presentazione statica di un bilancio come condivisione di indirizzi da tradurre in atti. Un bilancio partecipato ha un suo percorso che se fatto da sicuramente frutti. Spero che dal prossimo bilancio le cose cambieranno e nel frattempo confido che le mie proposte vengano prese in considerazione.

Un piano delle Opere Pubbliche (sulle quali farò puntuali osservazioni in merito) - che compone il quadro totale economico dell'Ente - molto anzi troppo ambizioso, basato su scelte che da tempo condanno (vedasi ad esempio la Scuola) e che fa rimando a una massiccia presenza di mutui o prestiti per finanziare le opere future e che nel tempo creerà la necessità di operare ulteriori tagli alla spesa (che ricadranno inevitabilmente sui servizi ai cittadini) o addirittura alla necessità di aumentare le tasse. Cosa che va assolutamente e categoricamente evitata.


da Thomas Cillo
Capogruppo Pdl di Monte San Vito





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-03-2013 alle 18:16 sul giornale del 28 marzo 2013 - 1180 letture

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