x

SEI IN > VIVERE JESI > ATTUALITA'
comunicato stampa

Filottrano: con “La gita fuori porta”, Borgognoni ricorda Flavio Antinori

7' di lettura
2046
da Saverio Borgognoni
Vice coordinatore circolo PD Filottrano

Saverio Borgognoni
Voglio ricordare ed omaggiare così Flavio Antinori, membro da sempre del direttivo del circolo PD Filottrano e da sempre protagonista della vita politica e sociale di Filottrano, nei suoi molteplici incarichi e risvolti.

Nel nostro circolo ognuno fa per quello che può, ed io voglio ricordarlo nel modo in cui immodestamente mi sento più capace: lo scritto satiro-politico, a volte surreale, … ma mai purtroppo abbastanza.

L’argomento certamente è inflazionato, ma è l’ultimo argomento con cui ho avuto modo con lui di fare una chiacchierata.

Spero che lui gradisca e che mi riserbi quel sorriso ironico ed al tempo stesso sarcastico che voleva dirti : “Sì, ci siamo capiti, la pensiamo allo stesso modo…”

Non mi dilungo sull’elenco delle sue qualità, dico solo che mi basterebbe possedere solo la metà dei suoi pregi ed anche dei suoi difetti, per ritenermi un uomo giusto.

Spero che i “cittadini portavoce” e i “concittadini simpatizzanti” non se ne abbiano a male, si tratta di satira.

La gita fuori porta

I “cittadini portavoce” arrivano alla spicciolata sul luogo prefissato per la partenza, qualcuno con la metro, alcuni in bicicletta, altri con il monopattino, i “ggiovani” sportivi con i roller, mamma senatrice e figlio deputato con il tandem, i più scaltri in taxi, ma si fanno scendere un isolato prima per non fare brutta figura e fanno una breve corsetta per fingersi trafelati a causa della lunga camminata. Tutti mostrano grande responsabilità e maturità ed hanno l’occorrente necessario per una breve scampagnata: il K-way , l’ombrellino pieghevole, il cestino di vimini con piatti e bicchieri riciclabili, l’apribottiglie, il plaid etnico, il telefonino col caricabatterie ad energia solare, il thermos con caffè o the, le travelgum. I più ansiosi, preoccupati dalla meta sconosciuta, nascondono negli indumenti intimi delle bussole, cimelio dei bisnonni partigiani, o delle recenti mappe recuperate in soffitta, redatte ai tempi delle giovani marmotte. Un paio di incauti si presentano col trolley, che per assonanza fonetica vengono scambiati per trolls e purtroppo vengono fatti prontamente brillare dalla sezione artificieri dei cittadini portavoce. Gli autobus ritardano una decina di minuti e subito la capogruppo alla camera Roberta Lombardi sbotta: “Ai tempi di Benito gli autobus arrivavano in orario!” . Immediatamente l’addetto stampa del movimento smentisce e dichiara che la frase è stata estrapolata dal contesto e si tratta di falsa informazione della stampa di regime, poiché Benito è lo zio della deputata,nonchè autista precario delle autolinee locali. Il capogruppo al senato Vito Crimi concorda con la dichiarazione della Lombardi, poi smentisce, poi conferma la dichiarazione dell’addetto stampa, poi smentisce la stampa partitocratica, poi attende istruzioni, poi smentisce l’attesa, poi conferma il ritardo, poi smentisce l’avvenuta partenza, poi attende il bigliettaio, poi preso dallo smarrimento, smentisce la sua identità, la sua paternità e financo la sua esistenza ed il suo super-io. Prima della partenza sorgono dei piccoli problemi con le quote da pagare per la gita, poiché i cittadini portavoce, un po’ confusi dal dogma “uno vale uno”, non riescono subito a fare la divisione, ma tutto viene risolto e finalmente la combriccola sale sui mezzi di trasporto. I posti sono stati precedentemente e democraticamente assegnati tramite votazione via web, ma Crimi per tutto il viaggio terrà il broncio perché non ha avuto quello vicino all’autista. La prima parte del viaggio è dedicata ad un po’ di training autogeno ed al rilassamento, per i primi 15 minuti gli altoparlanti diffondono continuamente una nenia ipnotizzante: “Non avrai altro guru al di fuori di me- Non nominare il nome delle locuste invano- Ricordati di santificare il web- Onora il blog e lo streaming- Non inciuciare- Non accettare finanziamenti pubblici- Non accettare auto blu (neanche blu cobalto, blu di Prussia o blu marine)- Non desiderare prebende d’altri- Non diffondere falsa informazione di regime- Ricordati di usare le piste ciclabili”. Alla fine dell’ascolto il tutto si conclude con la recitazione in coro di cinque serie di dieci “NO,NO,NO,NO….” consecutivi. Naturalmente è vietato il dialogo tra gli occupanti la fila destra e quelli della fila sinistra, al fine di evitare inciuci. Anche l’autista è all’oscuro della destinazione ed il percorso gli viene dettato via streaming ogni 30 secondi, da uno strano individuo in tuta ginnica e maschera. Ad un certo punto si crea un po’ di trambusto: l’altoparlante urla “Fuori dai coglioni”,ma la frase per un problema tecnico non viene sentita nella sua interezza e la stragrande maggioranza dei viaggiatori intima all’autista di fermarsi per poter scendere ed ubbidire così all’esortazione, l’ordine viene ristabilito quando la frase viene riascoltata correttamente ed il “da”mancante prima viene percepito. L’atmosfera si fa gioviale e ci si diverte col Karaoke, ma sempre per la legge del uno vale uno, l’autista è costretto a fare 5 volte il giro del grande raccordo anulare affinché tutti si cimentino al proprio turno al microfono. Nel corso del viaggio si palesa all’improvviso un infiltrato piazzista di pentole, la notizia non sta nella presenza di quest’individuo, ma nel fatto che un paio di cittadini portavoce non si lascino abbindolare e non acquistino casseruole in pietra ollare. Tra tutti gli acquirenti viene estratto un portachiavi in silver plate raffigurante la natività di un Troll. Durante il tragitto si sente diverse volte il campanello della richiesta di fermata, i più dichiarano che era per un semplice scherzo all’autista, ma voci ufficiose, sicuramente Trolls o talpe infiltrate del regime, svelano che era per l’effettivo timore della destinazione sconosciuta, tanto è vero che a fine gita nello zaino di qualcuno sono state intraviste delle maschere antigas, residuati bellici della seconda guerra mondiale. Immancabile la sosta in autogrill; i gitanti si dirigono ordinati ed in fila indiana verso i servizi igienici, ed in osservanza della legge del uno vale uno e del rispetto e non spreco delle risorse pubbliche, solo l’ultimo ha il compito di tirare l’acqua. Naturalmente all’uscita non si lasciano mance alla signora che tiene puliti i bagni, visto che non rilascia regolare ricevuta. All’interno del negozio è fatto divieto assoluto acquistare giornali che si avvalgono di finanziamenti pubblici, di prodotti delle multinazionali e di merce pagabile con moneta battuta dalle lobby bancarie dell’Europa unita; alla fine, dopo lunghe trattative, si riesce a barattare la merce con buoni benzina acquistati al mercato nero dagli ex deputati trombati. Per il vitto,dopo votazione segreta ed ufficialmente all’unanimità, si è optato di rinunciare all’aristocratico Camogli a favore del più popolare (o populista!?) ed economico Maxitoast . Finalmente a destinazione nel bucolico agriturismo della campagna romana, risollevati gli animi e svaniti i malcelati timori dell’ignota destinazione, i partecipanti si sono dedicati con vigore instancabile ed incontaminato entusiasmo alle varie attività della fattoria: chi coglieva ravanelli, chi pere, chi mele, altri sfornavano il pane, qualcuno piantava patate, qualcuno grano, qualcun altro pulcini, molti piantavano zecchini in finto oro pubblicitari ricevuti all’arrivo nel complesso turistico. Un nutrito gruppo si era dedicato alla mungitura delle mucche ma Crimi, volendosi distinguere ed avvalorare la sua posizione di capogruppo, si scostò da loro e si diresse verso una mucca diversa dalle altre, più grande e con delle possenti corna, per tentare la mungitura in assolo. L’addetto stampa del movimento però mantiene il più assoluto riserbo sull’esito e sulla quantità di latte ricavato del tentativo di mungitura del capogruppo al senato. Alla fine del breve soggiorno il gruppo è stato accompagnato a visitare nelle vicinanze un rarissimo ed antichissimo insediamento preistorico della nativa popolazione, si pensa non ancora estinta, dei Trolls. Naturalmente, in mezzo a tutte queste frenetiche attività, necessarie alla vita della Repubblica, non c’è stato il tempo di parlare di politica, ma la cosa è marginale, visto che ogni cittadino portavoce, al ritorno alla base, troverà nella sua posta elettronica una e-mail con tutte le istruzioni necessarie. Al ritorno, al fine di rendicontare, visto che di bons-bons non si trova traccia, e quindi non si possono contare le caramelle, si fa il censimento delle cicce appiccicate sotto i sedili, tutti consci di aver fatto un altro passo verso la rivoluzione pacifica, al canto di “tutti a casaaaa, tutti a casaaaa….



Saverio Borgognoni

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-04-2013 alle 19:48 sul giornale del 08 aprile 2013 - 2046 letture