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Monsano e Jesi in lutto per la maestra dal cuore tenero e dal volto sorridente

Cesarina Romagnoli 3' di lettura 09/04/2013 - Ancora un lutto per l’Istituto comprensivo “Federico II” di Jesi che, nella notte di giovedì 4 aprile, ha perso una grande maestra, Cesarina Romagnoli, da qualche anno tormentata da un male incurabile che con prepotenza l’ha strappata ai suoi cari, agli amici, alla Scuola.

Una donna forte e coraggiosa, una madre esemplare, una maestra tenera, sempre allegra e scherzosa. Sfidava la malattia con piccole festicciole ogni volta che tornava con buone notizie dalle visite di controllo. L’uso del bastone non l’aveva fatta desistere dal ritornare a scuola all’inizio di settembre. Poi , l’acuirsi del male e …la fine. Ma solo di un corpo straziato. Perché i semi sparsi da Cesa in venti anni di insegnamento fioriranno ovunque, esplodendo come piccoli soli che continueranno a dare vita alla vita.

Nella caratteristica chiesa di San Giuseppe, una folla di amici e colleghe hanno cercato di portare un po’ di conforto ai familiari con parole e gesti affettuosi e bellissimi cartelloni.

Cesarina aveva scelto di svolgere la sua professione nel plesso della Scuola dell’Infanzia di Monsano, anche se abitava a Jesi. Le sue grandi doti umane e didattiche emergono chiaramente dalla lettera - qui riportata - che colleghe profondamente addolorate le hanno scritto con accorato rimpianto e hanno poi letto durante i funerali.

Cara Cesarina,

come facevi di solito, starai sicuramente già brontolando “Ma guarda il tempo che queste perdono per me! Scusate, perché vi state disturbando cosi tanto?”

Perché? Perché, nella semplicità delle piccole cose, sei stata per noi un grande esempio. Possedevi un'arte antica e spesso dimenticata da noi insegnanti: quella di modificare lo scorrere grigio delle cose con i colori dell’attenzione, dell’ascolto, dell'amore rendendo ogni essere davvero speciale. Erano speciali i tuoi «CAPOLAVORI"! Li chiamavi cosi i bambini con cui lavoravi. Quanti ne sono passati nel tuo cuore! Li hai amati tutti, uno ad uno. Ricordavi di ognuno il nome e avevi sempre qualche aneddoto simpatico da raccontare.

Ti hanno voluto tanto bene. Si sono sentiti amati perché sei riuscita ad elevarti all’altezza dei loro sentimenti. Con semplicità per non ferirli, con delicatezza, senza fare rumore, in punta di piedi per non dare troppo nell’occhio.

Mai in primo piano, mai sotto i riflettori… Eppure, spesso i nostri meriti erano dovuti alla tua professionalità ed esperienza. La parola “io” non emergeva mai nei tuoi discorsi. Con silenzio ed umiltà ti sei fatta prossimo di chi avevi accanto.

Vorremmo avere la tua stessa cura per l’altro, la tua stessa attenzione, la tua stessa passione per far sì che ogni incontro sia un ricco confronto ed al posto dell’ “io” fiorisca il “noi”.

Abbiamo condiviso un bel tratto di strada e ci sentiamo davvero onorate di aver avuto questa possibilità. Ognuna di noi serba gelosamente nel proprio cuore parole, frasi, gesti, emozioni, sentimenti vissuti insieme.

Sei stata per tutte una grande testimone.

La cortesia, la lealtà, la responsabilità, il senso del dovere, il saper sorridere nelle difficoltà, il vedere il bello ed il buono in ogni persona e situazione, la capacità di ridere di sé stessi, di non prendersi troppo sul serio, il non lasciarsi dominare dalle avversità: sono alcuni dei tanti valori che ci hai trasmesso con il tuo esempio.

Domani a scuola porteremo una parte di te ai bambini: li guarderemo e abbracceremo con occhi e mani diverse perché sentiremo in noi la tua forza, la tua energia, la tua carica allegra e stimolante.

Un grazie di cuore dalle tue colleghe








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-04-2013 alle 13:33 sul giornale del 10 aprile 2013 - 2750 letture

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