Cesanella 1: la proprietà, 'Non esiste alcun cantiere abusivo'

cesanella 2' di lettura 11/04/2013 - In nome e per conto della soc. Romagnoli & C. Costruzioni Edili Srl. formulo quanto segue in relazione al comunicato stampa inviato da Roberto Paradisi e pubblicato con il titolo "C'è un cantiere abusivo alla Cesanella".

Nel ridetto comunicato si attribuiscono i seguenti fatti , assolutamente non veritieri e, in particolare, che "il cantiere opera in assenza di titoli abilitativi espliciti e quindi nell'illegalità". Orbene, l'impresa mia mandante opera in virtù dei permessi di costruzione rilasciati dal Comune di Senigallia, come dichiarati nelle comunicazioni pubblicamente esposte, secondo legge, nei luoghi di cantiere. Parimenti, è priva di veridicità l'ulteriore connotazione riferita al cantiere, il quale verserebbe in "situazione di palese illiceità", pur essendo il medesimo gestito e realizzato in attuazione dei titoli abilitativi predetti.

Infine il titolo "c'è un cantiere abusivo alla Cesanella". Orbene, l'abusività dei lavori edilizi consegue da difformità dei medesimi dai titoli concessori o dall'assenza di questi, circostanze, queste, mai contestate all'Impresa Romagnoli. I fatti riferiti sono, dunque, privi di ogni veridicità. Quanto alla tesi giuridica rappresentata nel comunicato stampa, secondo la quale il permesso di costruire rilasciato all'impresa mia mandante non sarebbe più efficace stante l'annullamento della variante urbanistica e degli strumenti attuativi della medesima, questa si mostra inesatta giuridicamente. In primis perchè la sentenza non ha ad oggetto l'annullamento di permessi di costruire e, dunque, da tale decisione non può derivare in via diretta ed esclusiva l'effetto affermato nel comunicato. Inoltre la sentenza annulla i piani urbanistici esclusivamente motivando in riferimento alla variante urbanistica, il cui eventuale riesame in sede esecutiva non coinvolge le posizioni della ditta Romagnoli, ma esclusivamente quelle riferibili al soddisfacimento dell'interesse dei ricorrenti e, dunque, le aree dei medesimi. Per tale motivo la sentenza non appare dotata di autoesecutività.

Infatti, l'esecuzione delle sentenze di annullamento di varianti urbanistiche assumono peculiari problematiche in sede esecutiva, complesse e non univocamente risolvibili, tantomeno nel senso dichiarato nell'articolo. Pertanto, "l'evidenza delle tesi dichiarate" non è supportata da consolidati principi di diritto in materia processualamministrativa nè di diritto urbanistico. Dalla sentenza citata nel comunicato non discende alcun automatico e doveroso annullamento del permesso di costruire, e dunque, la tesi è palesemente errata. Di contro le conseguenze tratte assumono rilevante gravità in quanto espone a mezzo stampa ed involgenti la legittimità delle attività edilizie e l'affidabilità dei negozi giuridici che ne conseguono oltre che l'onorabilità dell'impresa.






Questo è un articolo pubblicato il 11-04-2013 alle 16:20 sul giornale del 12 aprile 2013 - 1658 letture

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