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Sanità: Partito Democratico, “Ora basta! Riordino della spesa non può portare alla destrutturazione completa dei presidi della Vallesina”

partito democratico 2' di lettura 12/04/2013 - “Ora basta! Fermarsi, non forzare la mano e riportare la discussione nelle sedi politiche ed amministrative opportune.

Amministrare come certificatori di bilanci e come liquidatori del sistema sanitario locale senza risolvere le complessità amministrative dell’universalità del servizio e senza tener conto del fattore umano-professionale è inaccettabile per i Democratici della Vallesina”.

Questo è il commento del PD Jesi e del Coordinamento Sindaci e Circoli Pd della Vallesina.

Nonostante l’invito rivolto più volte dai Sindaci e dai dirigenti locali del PD alla Giunta Regionale, di cambiare atteggiamento sia nel merito che nel metodo delle scelte politiche ed amministrative relative alla riforma del Servizio Sanitario, la Giunta stessa si è mostrata di nuovo sorda alle richieste di confronto provenienti dal territorio, dalle forze sociali, sindacali e politiche.

Continua a fare del decisionismo unilaterale l’unico modus operandi, andando ben oltre il limite delle necessità imminenti di riduzione dei costi e di razionalizzazione dei servizi.

Gli ultimi atti amministrativi, come lo spostamento completo di tutti gli amministrativi dell’apparato gestionale a supporto della struttura jesina, sono scelte che travalicano l’esclusiva necessità di razionalizzare per far fronte ai tagli.

Il riordino della spesa sanitaria, necessario, non può portare alla destrutturazione completa dei presidi della Vallesina e dell’area metropolitana di Ancona.

Per ulteriore chiarezza: non sono più accettabili i richiami al senso di responsabilità degli operatori e le accuse di campanilismo degli amministratori. Nessuno di noi vuole la salvaguardia di ciò che non è più economicamente sostenibile ma pretendiamo che le riforme pur necessarie siano accompagnate da caratteri di democraticità, da un confronto dialettico che va necessariamente ripreso e sostenuto da una maggiore sensibilità verso territori.

Ora cosa fare? Non forzare la mano, non accelerare i tempi. Riportare l’asticella del confronto nelle sedi politiche ed amministrative opportune. Cambiare il registro delle comunicazioni e del dialogo, in primis da parte della direzione Asur, nei confronti delle RSU fino agli operatori. Fare le cose più urgenti nella direzione di riduzione degli sprechi, degli acquisti, della spesa farmaceutica, dei primariati che non servono e dei reparti doppioni, in alcune sedi.

La pazienza degli amministratori locali, degli operatori della sanità e della dirigenza locale del Pd sta per esaurirsi.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-04-2013 alle 13:48 sul giornale del 13 aprile 2013 - 1100 letture

In questo articolo si parla di attualità, partito democratico

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