Quantcast

Monte San Vito: l'intervento di Cillo al Consiglio aperto dedicato all'Ospedale di Chiaravalle

Thomas Cillo 8' di lettura 14/04/2013 - Vivere Jesi riceve e pubblica l'intervento del Consigliere comunale Thomas Cillo di Monte San Vito letto, per l'impossibilità a parteciapre alla seduta, dal Sindaco Sabrina Sartini in occasione del Consiglio aperto tenuto davanti all'Ospedale di Chiaravalle.

Gentile Sig.Sindaco, colleghi Consiglieri,

intendo scusarmi, intanto, per la mia assenza dovuta a impegni familiari pregressi fuori Regione. Avrei voluto prendere parte a questo Consiglio Comunale aperto, per dare personalmente un contributo alla soluzione di un grave problema per Chiaravalle e, seppur indirettamente, per l’intera zona interessata.

Invio un saluto a tutti gli intervenuti a questo consesso e voglio ringraziare Sabrina Sartini, Sindaco di Monte San Vito, per la cortesia che mi offre di dare lettura del presente breve documento che rappresenta la mia posizione e dell’intero Partito del Popolo della Libertà di cui sono capogruppo.

Ma voglio soprattutto manifestare la mia più viva solidarietà al personale medico e paramedico dell'Ospedale, per il delicato momento che sta vivendo unitamente al ringraziamento per l'impegno altamente professionale che profonde quotidianamente al servizio dell'intera popolazione.

La riorganizzazione sanitaria in atto chiama l’intera comunità regionale ad un momento di riflessione e di responsabilità.

La sanità Regionale, a partire dal 2011 (anno della prima fase della riorganizzazione) ha conosciuto una costante riduzione dei posti letto dovuta ai tagli sempre più stringenti imposti dal Governo Centrale che hanno finito per incidere pesantemente sugli organici e, soprattutto, sulla qualità del servizio reso.

Il nostro S.S., non senza difficoltà, è riuscito a centrare alcuni importanti obiettivi della sua riorganizzazione, pur mantenendo in vita strutture ospedaliere locali che hanno rappresentato e rappresentano ancora irrinunciabili presidi di civiltà e di speranza.

A seguito dell'emanazione della Legge nr.135 del 7 Agosto 2012 la cosiddetta “spending review” approvata dal Governo Monti, sono stati imposti ulteriori tagli alle Regioni che, in ambito sanitario, si sono tradotti in un' ulteriore sforbiciata dei posti letto.

In applicazione della suddetta normativa, la Regione Marche ha adottato la DGRM nr.1696/2012 che tra le varie cose stabiliva che “gli interventi sulla rete ospedaliera siano completati al fine di raggiungere l'obiettivo di “riduzione della frammentazione ospedaliera” grazie anche alla “riconversione di almeno una struttura per Area Vasta, in attività di supporto territoriale/residenziale extraospedaliero.”

La rimodulazione dei posti letto terrebbe conto di quanto previsto nel Piano di riconversione delle piccole strutture e della riduzione della frammentazione ospedaliera, secondo la quale sette piccole strutture non hanno più funzioni ospedaliere;

Sulla base di quanto sopra esposto, i piccoli Ospedali saranno riconvertiti in strutture che assumono la denominazione di “Case della Salute” e, nello specifico, all'Ospedale “Montessori” di Chiaravalle verrà imposta la riconversione in CASA DELLA SALUTE A VALENZA TERRITORIALE.

Secondo lo strumento programmatico di cui sopra, La Casa della Salute a valenza territoriale rappresenta la struttura sanitaria extra ospedaliera a medio/bassa complessità, destinata a contenere le attività dei Medici di base nelle 12 ore diurne e dei Medici della continuità assistenziale (c.d. guardia medica) nelle 12 ore notturne.

La Casa della Salute, quindi, non ha più funzioni di degenza ospedaliera.

Il Punto di Primo Intervento non sarà più presente, e l'emergenza nell'area in cui è collocata questa tipologia di struttura sarà garantita dal sistema di emergenza territoriale, con la tipologia dei mezzi adeguata che potrà vedere impiegati i MSA (mezzo di soccorso avanzato il cui equipaggio è costituito da Medico Emergenza Territoriale, Infermiere e Autista Soccorritore operando come Ambulanza Medicalizzata o Automedica), MSI ( mezzo di soccorso infermieristico ) oppure MSB (mezzo di soccorso Base).

Solo in ALCUNE di queste strutture saranno previsti posti letto territoriali con la possibilità per il medico di base di ricoverare direttamente il paziente o di inviare pazienti all'interno del percorso di dimissione protetta.

Ho voluto esporre in maniera dettagliata quanto previsto dall'unico documento ufficiale emanato dalla Regione Marche che ha innescato la protesta di tutti i soggetti coinvolti (lavoratori, istituzioni e cittadini) poiché di fatto prevede la chiusura dell’Ospedale di Chiaravalle e la delocalizzazione dei Distretti periferici.

Pocanzi sottolineavo che già da diverso tempo, la possibilità di veder ridimensionato l'Ospedale di Chiaravalle, era ipotesi alquanto concreta.

Infatti, proprio nel mese di Novembre scorso, più precisamente in data 15 Novembre 2012, il Sindaco di Montemarciano Dott.ssa Serrani, in una protesta ufficiale, formalizzava il suo dissenso per le notizie che provenivano dai mezzi stampa (e non dai rappresentanti regionali) affermando“che quanto prima sarebbe stato presentato il piano di riorganizzazione della rete ospedaliera regionale, piano che sembra prevederà, tra l’altro, la riduzione o la riconversione di sedici piccoli ospedali, tra i quali il “Montessori” di Chiaravalle.”

Proprio a seguito di ciò, presentavo un apposito Ordine del Giorno che, in data 18 Dicembre 2012, vedeva esprimere all'unanimità tutto il Consiglio Comunale di Monte San Vito contro l'ipotesi di chiusura del nosocomio chiaravallese.

Tale atto, sarebbe servito al Sindaco Sartini come pieno e formale mandato di rappresentare la posizione netta e chiara del Comune di Monte San Vito ma soprattutto di tutta la Sua Comunità, dando così forza e sostanza in sede di eventuali futuri tavoli di concertazione.

Purtroppo però, tutto ciò non è avvenuto e in data 22 Marzo 2013, veniva divulgata la “Proposta del Piano di riconversione dei piccoli ospedali nella Regione Marche” proposta che come denunciato a più riprese e in diverse sedi dal Sindaco Sartini, è arrivata all'ultimo e per “vie traverse”.

Parlando con diversi cittadini in questi giorni però, mi sono reso conto di quanto il problema della Chiusura dell'Ospedale di Chiaravalle sia avvertito marginalmente, in alcuni casi non si conosce la portata del provvedimento che la Regione intende porre in atto e, in altri casi ancora, addirittura non si conosce nemmeno che l'Ospedale rischia di chiudere.

Occorre pertanto quanto prima una forte sensibilizzazione sull'argomento che dovrà tradursi in una massiccia mobilitazione al fine di manifestare in maniera compiuta, il disagio di tutta la popolazione interessata in ordine ad una proposta che per come è strutturata si ritiene inaccettabile.

Una proposta discutibile sia per quanto attiene il merito che per quanto concerne il metodo.

Nel merito poiché l'attuale proposta arriva senza che si conosca la sorgente da cui nasce il problema. Si parla della necessità di razionalizzazione dei costi, di ridurre la frammentazione delle strutture ospedaliere ma poi, non si hanno effettivi riscontri oggettivi quando vengono richiesti gli atti a supporto di queste tesi.

Quello che dobbiamo esigere in questo momento dai rappresentanti della Regione è che si torni indietro e si valutino insieme ai territori (ovvero ai cittadini, ai comitati e ai rappresentanti delle istituzioni interessate), le eventuali proposte che si intenderanno poi licenziare e che dovranno necessariamente essere in linea con quanto prevedono i dettati normativi.

Sono pertanto favorevole a discutere sulle modalità con cui si intende ricercare un punto di equilibrio, ma il faro deve rimanere sempre e comunque la tutela e l'ascolto dell'esigenze della collettività, che non può essere in nessun modo penalizzata da una situazione che per evidenti motivi si gioca nell'ambito di una partita prettamente e unicamente di matrice politica.

Rifuggo pertanto le questioni di campanilismo, ma pretendo dalle istituzioni regionali che quantomeno si attivi un percorso che possa ridare dignità e pieni diritti ai cittadini che di fatto, con quanto sta accadendo, sono privati della facoltà di essere ascoltati.

Dobbiamo pretendere che vi sia un percorso TRASPARENTE fatto di indici, standard, costi, e altri dati utili a ragionare con cognizione di causa visto che tutto ciò non viene mai messo a disposizione.

Non possiamo e non dobbiamo più accettare in nessun modo, che si venga costretti a dover subìre un atto, fatto senza il minimo coinvolgimento dei territori (anzi con il completo scavalcamento delle figure istituzionali e dei rappresentanti delle varie categorie);

Basta quindi con il ricatto di un eventuale commissariamento.

L'ospedale di Chiaravalle deve continuare a mantenere le medesime funzioni che svolge oggi.

Questa a mio avviso deve essere la piattaforma di base per tutti.Cittadini e Istituzioni.

Non dobbiamo quindi accettare baratti o scambi di nessun tipo poiché qualsiasi depauperamento degli attuali servizi erogati, significherebbe penalizzare ulteriormente e irrimediabilmente il nostro territorio, un territorio che del resto ha già dimostrato in passato tutta la sua disponibilità e che si è visto notevolmente ridimensionato nell'offerta sanitaria.

Oltre a tutto ciò non si può accettare il metodo con il quale la Regione ha avanzato una proposta in maniera così superficiale con la quale non solo non si danno direttive dettagliate (si esaurisce tutto in poche righe e non si conosce nemmeno il vero autore dell'elaborato) ma non si conosce nemmeno dove e in che modo i servizi verranno dislocati, fattore che creerà non pochi disagi agli utenti (specialmente le categorie più deboli come anziani e disabili) che devono invece poter contare su un’offerta minima di servizi efficienti.

Prendo atto quindi delle coraggiose critiche espresse dal Sindaco Sartini nei confronti della Regione, sia per quanto attiene il metodo ed il merito della questione. E spero che a tali critiche seguano comportamenti coerenti da parte del primo cittadino che è la prima autorità locale in fatto di Sanità e Salute pubblica.

Rinnovo la mia disponibilità nel prendere parte attivamente a tutte le forme di protesta atte a manifestare compiutamente la voce del territorio a difesa del nostro Ospedale e a tutela della preziosa funzione che esso svolge per l'intera Comunità.

Buon proseguimento di lavoro.


da Thomas Cillo
Capogruppo Pdl di Monte San Vito





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-04-2013 alle 17:47 sul giornale del 15 aprile 2013 - 1242 letture

In questo articolo si parla di attualità, monte san vito, pdl, thomas cillo

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/LMm





logoEV
logoEV