Imu: Mangialardi, 'In queste condizioni impossibile evitare l'aumento'

maurizio mangialardi 2' di lettura 15/04/2013 - Nessuna possibilità di scongiurare l'aumento dell'Imu sulla prima casa in vista. Dopo l'annuncio del Comune di voler aumentare l'Imu dal 4 al 6 per mille, si sono scatenate numerose proteste.

Dai sindacati Cgil, Cisl e Uil è arrivata la proposta di prorogare a settembre ogni decisioni in merito (le comunicazione circa gli aumenti dell'Imu devono essere trasmesse al Ministero delle Finanze entro il 23 aprile). Una possibilità ritenuta dal comune “non percorribile” da un punto di vista tecnico e anche legale. I giorni in tanto passano e la data fatidica si avvicina. Il sindaco ha annunciato che l'unico modo per scongiurare l'aumento dell'Imu sarebbe quello di un allentamento del patto di stabilità da parte del Governo. Manovra che al momento sembra in alto mare. Dal Movimento 5 Stelle arriva un altro input. “Il 7 aprile, quel che resta del governo Monti ha approvato il Documento di Economia e Finanza nel quale si stabiliscono gli eventuali interventi da fare nel 2013 e la legge di stabilità nel 2014 -afferma in una nota il M5S- Purché si stia sotto il 3% del Pil e ci sia pareggio del bilancio strutturale. Dunque l’allentamento c’è e l'aumento dell'Imu può essere scongiurato”.

Secca la replica del sindaco Maurizio Mangialardi. “Il Movimento 5 Stelle non è informato correttamente -spiega- purtroppo non c'è stato alcun allentamento del patto di stabilità. C'è stato solo lo sblocco di una parte dei finanziamenti per i pagamenti arretrati alle imprese. Che è cosa ben diversa”.

La decisione di aumentare l'Imu sulla prima casa dal 4 al 6 per mille rientrerebbe nel “piano” di bilancio che il Comune starebbe calcolando per coprire il buco da 6 milioni e mezzo di euro venutosi a creare in questo momento a causa il patto di stabilità e che non consente all'ente di chiudere il bilancio 2013. Dall'aumento dell'Imu il Comune intascherebbe circa 2 milioni e mezzo di euro. I restanti quattro milioni verrebbero reperiti attraverso dismissioni immobiliari (per circa 2 milioni di euro) e con tagli vari non specificati (pari ad altri 2 milioni di euro). Dai sindacati stessi è arrivata la proposta di sforare il patto di stabilità. Un segnale forte di protesta che però per il primo cittadino si risolverebbe in un'arma a doppio taglio.

“E' una possibilità che abbiamo valutato -ammette Mangialardi- ma non è un'azione che può essere messa in campo da un singolo comune. Se sforassimo il patto di stabilità l'anno successivo lo Stato ti riprende praticamente il doppio e sarebbe ancora peggio. Diverso sarebbe il caso di uno sforamento del patto di stabilità come un'azione corale intrapresa da tanti comuni. Allora sì che la protesta avrebbe un senso”.






Questo è un articolo pubblicato il 15-04-2013 alle 23:45 sul giornale del 16 aprile 2013 - 2216 letture

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