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Lettere: Eravamo abituati a critiche e giudizi, relativi alle vicende politiche, col senno di poi.

Lettere 2' di lettura 20/04/2013 - Ora c'è solo il "poi, chè il senno è diventato obsoleto e fardello inutile. Qual'è il senso delle belle chiacchierate in campagna elettorale che ci hanno regalato tutti i partiti, tranne il Movimento 5 Stelle?

Il senso, di cui ho perso il conto, forse il settimo, è stato quello di ignorare il popolo "ignorante", relegandolo a quello dei talk show, in cui ognuno era contro tutti e per tutti, come nelle migliori soap opera degli anni '80.
Ed è proprio in quegli anni che la rete nasceva e le grandi società informatiche, come l'IBM, iniziavano ad istruire pochi scelti, tra le ignoranti (nel senso giusto del termine) figure istituzionali dei comuni (leggasi segretari), le quali non riconoscendo l'importanza delle nuove tecnologie in un contesto di informazioni basato sulla carta stampata in diversi colori, bianco rosso nero e tutte le sfumature dell'arco parlamentare, regalavano ai giovani "promettenti" vacanze di lavoro in luoghi belli e asettici, con infinite ore di conferenze relative all'uso dei modem e agli orizzonti ampi e futuristici che la rete internet avrebbe iniziato in poco tempo a integrare nell'universo informatico e informativo di un nuovo e più obiettivo mondo.
Senza senno il poi si è manifestato nei vari tentativi di riorganizzare la politica, sperando nelle obsolete strutture formative mai adeguate ai tempi e alla storia; ma l'economia basata sul consumo di massa ha portato l'uso dei personal computer, prima e della rete internet poi, alla portata di tutti, ovviamente privilegiando quel target di età innocuo, perchè non votante e già sfiduciato, ma redditizio perchè affamato di contenuti, all'inizio multimediali, poi, in poco tempo, di opinioni facilmente fruibili dai "raccoglitori" agili, immediati e open source della rete: i blog.
E da questi blog è nata una vera e propria rivoluzione, innescata dalla nausea dei programmi televisivi, inaffidabili e di contenuti ai quali l'uomo contemporaneo non poteva e non voleva uniformarsi.
Il tempo ha fatto il resto, quando milioni di cittadini hanno disconosciuto i partiti, non tanto per la loro funzione istituzionale e tutelata dalla grande legge, la Cosituzione, quanto per la riduzione degli stessi a macchine di potere, il cui vertice occulto era ed è tuttora, il vero padrone della "fabbrica Italia", termine ormai poco diffuso, perchè i cittadini l'hanno disconosciuto.
L'Italia non è una fabbrica e il Parlamento non è un Consiglio di Amministrazione, al contrario la Storia di questi giorni ci indica la giusta strada, che è quella della sincerità, della coerenza e dell'impegno nei confronti dei veri proprietari del Paese: i cittadini.

Poi...

Ciampiketto






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-04-2013 alle 19:05 sul giornale del 22 aprile 2013 - 1040 letture

In questo articolo si parla di attualità, lettere al giornale

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