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comunicato stampa

Rocconi: il Vangelo di domenica 21 aprile

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da Mons. Gerardo Rocconi
Vescovo di Jesi - dongerardorocconi@alice.it

Mons. Gerardo Rocconi, Vescovo di Jesi
Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse: «Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono.

Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano.

Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola». Parola del Signore

IL RISORTO: CHI E’ PER NOI?

Queste domeniche hanno sviluppato un tema ben preciso: l’annuncio della resurrezione, per cui siamo invitati a credere; le apparizioni per cui i dubbi sono stati fugati; l’invito a seguire Gesù fino a dare la vita per lui, in una scelta di amore. Oggi ci chiediamo: ma chi è per noi Gesù risorto, come porci di fronte a lui? E in questa 4^ domenica di Pasqua ci vien detto che Gesù è il Pastore Buono: ogni anno viene letto una parte del capitolo 10 del Vangelo di Giovanni che ci presenta il Cristo come il Pastore Buono, che ama le sue pecore e per queste dà la sua vita per salvarle. Leggiamo nel vangelo di oggi queste parole di Gesù: Io do alle mie pecore la vita eterna, non andranno mai perdute e nessuno può rapirle dalla mia mano.

TRE AFFERMAZIONI DA NOTARE

* Io do loro la vita eterna: Gesù ci fa figli di Dio! Per la morte e resurrezione di Gesù la vita di Dio è in noi, l’amore del Padre ci accoglie, la vita ha un nuovo senso.

* Non andranno perdute: non è il dono di un momento, è un dono per sempre, per l’eternità. Per sempre, nonostante le vicissitudini terrene, potremo vivere nell’abbraccio di Dio.

* Nessuno le strapperà dalla mia mano. E’ evidente il riferimento al Maligno. E’ Satana che ci vuole strappare dalla mano di Dio e ci vuol allontanare dall’amore del Signore per farci ripiombare nella morte e nella disperazione. Gesù morto è risorto ha strappato le sue pecorelle dalle grinfie di Satana per darci una vera e piena libertà.

CHI APPARTIENE AL SIGNORE RISORTO?

Ma Chi sono le pecorelle del Signore Risorto? Il vangelo di oggi ci insegna che le sue pecorelle hanno delle caratteristiche ben precise, per cui sono riconoscibili e noi possiamo sapere se siamo in questo numero: Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono.

* Ascoltano la mia voce. In mezzo a tutte le proposte e a tutte le voci di questo mondo sanno riconoscere quella di Gesù perchè è una voce che ascoltano continuamente: infatti hanno dimestichezza con la sua Parola, la meditano e la accolgono con amore.

* Io le conosco. aggiunge Gesù. Le amo, ne ho cura, non le abbandono, vivo in pienezza con loro;

* Ed esse mi seguono, conclude Gesù. Io vado avanti con decisione, indico la strada ed esse mi seguono. Mi imitano, mi obbediscono, fanno la mia volontà, percorrono la mia strada di croce e di glorificazione, crescono e maturano nell’obbedienza.

A questo punto possiamo sapere se siamo di questo gregge che nessuno può rapire dalla mano del Risorto, oppure se già ci siamo allontanati, siamo come pecore sbandate. Per concludere che se ci stessimo allontanando è urgente ritornare la Pastore grande delle pecore.

LA PREGHIERA PER LE VOCAZIONI

Oggi poi celebriamo oggi la 50^ Giornata di preghiera per le Vocazioni. Giornata di preghiera perchè il Signore ci doni tante vocazioni, ma soprattutto non lasci mai il suo popolo senza degni pastori. Ma chi accetterà di accogliere l’invito del Signore a mettere la vita a servizio del Vangelo? Una risposta ci viene dal tema di questa giornata che suona così: Progetta con Dio, abita il futuro. E già: Soltanto chi ha incontrato veramente il Signore, soltanto chi si sente amato da lui e sa di appartenergli, può costruire la sua vita sulla Parola di Dio e avere coscienza che con il Signore la vita è più bella e il futuro più radioso. E soltanto chi progetta con Dio poi sente in sé l’urgenza di portare a tutti la bella notizia che il Signore è vivo, ci ama e ci salva.

Sì, chiediamo il dono di sacerdoti santi che con entusiasmo sappiano raccontare che la loro vita appartiene al Signore, con lui la costruiscono e di questo sono felici.



Mons. Gerardo Rocconi, Vescovo di Jesi

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-04-2013 alle 18:43 sul giornale del 22 aprile 2013 - 3660 letture