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Un incontro pubblico promosso dai comitati per fare chiarezza sull’esternalizzazione delle mense

mensa biologica 3' di lettura 20/04/2013 - Quali risparmi dall’esternalizzazione delle mense scolastiche? La decisione dell’amministrazione di dismettere servizi e patrimoni pubblici regalandoli ai privati è stata presa senza una reale discussione con gli stessi fruitori del servizio e con la cittadinanza, né si può parlare di vera “partecipazione” dei genitori comunque attenti al processo di creazione del bando.

Si tratta dunque di un’esternalizzazione “ideologica”, non supportata da un piano industriale ed in netta contraddizione con le precedenti e recenti promesse elettorali.

Il risparmio annunciato dall’amministrazione, apprendiamo dalla stampa, già frutto di calcoli approssimativi, viene ulteriormente “messo a dieta” da costi immediati – le spese per rendere adeguato un centro unico di cottura alla casa di riposo di via Gramsci, quelle per la viabilità per l'uscita dei mezzi in via Gramsci e maggiori esborsi per il ricollocamento del personale – che però non sono stati posti a confronto con quelli, liquidati come ingenti, ma mai veramente indagati, derivanti da un miglioramento organizzativo per l’utilizzo e la valorizzazione delle cucine esistenti, che avrebbero potuto cucinare tutti i pasti delle scuole jesine.
La presente amministrazione ha proseguito dunque la via delle precedenti, segnando una continuità disarmante lungo il percorso della dismissione di strutture funzionanti e i cui costi, anche di ammodernamenti recenti, sono già stati affrontati dalla collettività.
Tutti i documenti prodotti dai comitati dei genitori – disponibili nel sito del Comune alla sezione “tutto sulle mense” - sono stati ”accolti” con sufficienza, né è dato sapere se l’eventuale recepimento di alcuni suggerimenti sarà, ancora, questione di forma o, come più volte richiesto, di
sostanza.
Snobbato anche l’appello di oltre mille cittadini, oggi all’amministrazione non resta che vantarsi sui giornali di un eventuale risparmio sulle rette di fatto impossibile da calcolare, stante il dubbio sul costo di produzione del pasto, di cui strutture e personale fanno la parte maggiore.
Tutti gli argomenti a favore dell’amministrazione sono dunque caduti uno dopo l’altro: i bambini già serviti da servizi esterni non vedranno migliorare la propria situazione, i risparmi che dovrebbero essere destinati alla sicurezza delle scuole si vedranno – forse- con la lente d’ingrandimento; non così per le cucine e le attrezzature dismesse, non così per i lavoratori e l’utenza. Fumosa rimane anche la situazione di Jesi Servizi, che nella bozza del bando dovrebbe essere l’interlocutore dei genitori. Le dimissioni dell’attuale amministratore non hanno fatto che gettare ancora più dubbi su una situazione non chiara.
Infine, tiepido riscontro anche per le garanzie di qualità proposte dai genitori: il biologico, o ancora, la filiera corta e la preferenza per i prodotti locali si trasformano, per il sindaco, in “paletti probabilmente insostenibili per le aziende di ristorazione”. Le stesse aziende che, nei dintorni di Jesi e non solo, possono viceversa darsi da fare, impegnarsi e riuscire sul fronte del rispetto delle normative locali e nazionali, della qualità dei pasti e dell’efficienza organizzativa. Perché non richiederlo per Jesi?
Per questi motivi, i genitori dei comitati restano contrari a questo disegno di gestione esterna delle mense cittadine ed annunciano un imminente incontro con la cittadinanza per fare il punto della situazione e valutare gli strumenti utili a garantire controlli serrati ed efficaci sia sul servizio di refezione, sia sull’operato dell’amministrazione. Data e orari dell’incontro verranno comunicati prossimamente.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-04-2013 alle 18:51 sul giornale del 22 aprile 2013 - 928 letture

In questo articolo si parla di scuola, attualità, mensa biologica

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