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In tre mesi chiuse 62 imprese artigiane in Vallesina

Giuseppe Carancini 2' di lettura 22/04/2013 - 62 imprese artigiane hanno cessato attività nella Vallesina dall’inizio dell’anno. 20 chiusure al mese, quasi una al giorno. Il ritmo produttivo continua a calare, secondo quanto riferiscono i dati elaborati dall’ufficio studi di Confartigianato e aggiornati al primo trimestre 2013.

Questo il commento di Giuseppe Carancini Segretario Confartigianato Jesi, che analizza nel dettaglio: al 31 marzo di quest’anno risultano registrate nella Vallesina 2.113 imprese artigiane. Dall’inizio del 2013 ne sono nate 49 e 62 hanno cessato attività per un saldo di nati-mortalità negativo a -13. Continua questa flessione che già si registrava nell’analogo periodo del 2012 quando erano 48 le aziende iscritte nei primi tre mesi e 70 le cessazioni con un deficit a -22. Riportiamo perciò in base a questi dati quanto le difficoltà del territorio non sembrano conoscere sosta e si trascinano ormai dall’inizio della crisi ad oggi. Nel Comune di Jesi il saldo è di -8 con 20 imprese artigiane iscritte dall’inizio di quest’anno e 28 cessate. Segnali negativi che si distribuiscono purtroppo su tutto il territorio.

Una pressione fiscale non più sopportabile, la burocrazia crescente e asfissiante, la carenza di liquidità unite alla drastica riduzione della redditività d’impresa, stanno costringendo molte imprese a chiudere.

Il distretto produttivo è vasto e diffuso e le difficoltà della micro e piccola impresa si moltiplicano su tutta l’area. La situazione occupazionale, con la chiusura di molte aziende, sta seriamente rischiando di mettere a repentaglio la coesione sociale di tutto il nostro territorio. Ciò che più attanaglia tutti i comparti produttivi è la pressione fiscale che sta “spremendo” le risorse a disposizione degli imprenditori che pur di onorare il dovuto arrivano a intaccare i propri patrimoni personali e familiari. E se a questo aggiungiamo l’aumento di tutti i costi, materie prime comprese, abbiamo un quadro di forte preoccupazione. Eppure molte imprese vantano crediti con le Pubbliche Amministrazioni, come con altre aziende, per lavori già svolti in passato e, data la recente approvazione del Decreto che “sblocca” il pagamento dei debiti della PA verso le imprese, auspichiamo – conclude Giuseppe Carancini Segretario Confartigianato Jesi - che questo possa avvenire in tempi rapidi e che possa passare il principio della compensazione secca e diretta tra i debiti degli enti pubblici verso le imprese e i debiti fiscali e contributivi delle imprese verso lo Stato.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-04-2013 alle 19:06 sul giornale del 23 aprile 2013 - 1183 letture

In questo articolo si parla di confartigianato, economia, giuseppe carancini

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