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comunicato stampa

Filottrano: XXV Aprile, l'anniversario della Liberazione celebrato ricordando il partigiano Eraclio

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dalla Regione Marche
www.regione.marche.it

25 aprile

“Sono il giovane Cappanini Eraclio prigioniero dei tedeschi. Nulla può salvarmi dalla fucilazione. Chi trova il presente è pregato di farlo avere alla mia famiglia, sfollata da Jesi a Serradeconti presso il contadino Carbini. Cari genitori e parenti tutti: il mio ultimo pensiero sarà rivolto a voi e alla mia, alla nostra cara Patria, che tanti sacrifici chiede ai suoi figli.

Non piangete per me, vi sarò sempre vicino, vi amerò sempre anche fuori del mondo terreno; voi sarete la mia sola consolazione. Siate forti come lo sono stato io. Salutatemi tutti i miei conoscenti. Vostro per l’eternità Eraclio. Bacioni alla piccola Maria Grazie. Ringrazio perennemente il latore.” Questo il testo della lettera che il giovane Eraclio lasciò ai suoi cari prima di essere fucilato il 5 maggio del 1944 a Monte Sant’Angelo di Arcevia. Un testo che Paola Giorgi, Vice Presidente del Consiglio regionale, con profonda commozione, ha letto in occasione delle celebrazioni del 25 Aprile che si sono svolte oggi a Filottrano.

Un testo inedito – ha detto Paola Giorgi - che è la parte più intima del libro, scritto da Vittorio Graziosi, edito dall’Assemblea legislativa delle Marche con l’obbiettivo di trasmettere soprattutto ai giovani la forza degli ideali che hanno portato il nostro Paese a sconfiggere la tirannia e a conquistare la democrazia e la libertà.”

Il volume che fa parte della Collana del Consiglio regionale è stato presentato nel salone d’Onore di Palazzo Accorretti alla presenza del Sindaco Francesco Coppari e dell’autore, Vittorio Graziosi. In una sala veramente gremita si è parlato di Eraclio, della Resistenza e dell’importanza di ricordare avvenimenti importanti della storia marchigiana. Nato nel 1924 a Jesi, Eraclio, dopo l’8 settembre, si unisce alle formazioni partigiane della V Brigata Garibaldi, attiva nella provincia di Ancona e ne diventa Capo di Stato Maggiore. Il 4 maggio 1944, in un’imboscata è catturato dai tedeschi e imprigionato ad Arcevia. Sarà fucilato senza processo il giorno successivo, con i suoi compagni Giuseppe Lattieri, Giuseppe Militti, Marino Patrignani e Dedalo Scipioni. Il libro di Graziosi ricostruisce gli ultimi mesi di vita di Cappannini, dall’armistizio, che lo coglie soldato a Belluno, alle azioni partigiane, fino al sacrificio ultimo.



25 aprile

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-04-2013 alle 14:14 sul giornale del 26 aprile 2013 - 1125 letture