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comunicato stampa

Chiaravalle: Morosini (M5S) risponde ad Agostinelli, “è il tuo certificato di residenza ad essere farlocco”

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da Pierpaolo Morosini
Lista civica M5S Chiaravalle


Pierpaolo Morosini

Vivere Jesi ha chiesto a Pier Paolo Morosini, candidato sindaco del M5S, di rispondere alle affermazioni del Deputato Donatella Agostinelli alla lista di Chiaravalle, da lei definita "farlocca".

Rispondo volentieri alla richiesta di chiarimenti in merito all’articolo della signora Agostinelli e tengo a precisare che il non statuto del M5S precisa che il movimento non è un partito e quindi non c’è individuo o gruppo di individui che possa affermare che sono il movimento e tanto meno affermare che sono certificati ovverossia che sono diventati i segretari del partito nelle Marche. Il movimento è ogni singolo cittadino in quanto uno vale uno.


Profilo di Morosini sul M5S


Io quindi sono il movimento ed allego alla presente il mio personale login. Sono il movimento tanto quanto la cittadina Agostinelli o il signor Gianangeli o il signor Stronati.

In merito poi al signor Bufarini che mi accusa di essere salito sul carro dei vincitori preciso che sono iscritto dal dicembre 2012, molto prima della strepitosa vittoria del movimento, mentre lui che non è iscritto ha iniziato a partecipare ai nostri meetup nel marzo 2013. La domanda è legittima:




Ciò premesso veniamo alla richiesta di certificazione della lista cinque stelle fatta il 19 marzo 2013 (si allega copia della ricevuta postale di spedizione).


In data 12 aprile 2013 ore 13 ricevo una mail dallo staff: Grazie la vostra lista è stata verificata. Io ho comunicato questo su FB ad una lista riservata di soli 32 iscritti che si riunivano per elaborare il programma locale, specificando anche che avevo dubbi che si potesse trattare di un hacker.

Al signor Stronati, unico non anonimo che telefonicamente mi chiedeva di visionare la documentazione, ho comunicato che avrei mostrato la mail, e ci siamo dati un appuntamento per mercoledi 17 aprile. In cambio chiedevo di mostrarmi l’autorizzazione che loro dichiaravano di avere all’uso del logo. Ho spiegato al signor Stronati che essendo ormai il movimento una forza politica nazionale ed avendo eletto parlamentari , l’uso del logo ufficiale presupponeva una liberatoria o del segretario del partito o del presidente del partito. E siccome Beppe Grillo è capo politico dal dicembre 2012, non potevano avere questa liberatoria. Mi ribadivano che loro avevano tutto ed io ero Fallocco. All’appuntamento il signor Stronati è venuto senza la documentazione da me richiesta e quindi me ne sono andato.

Con lettera personale avvertivo nei giorni seguenti Andrea Quattrini e Bruno Frapiccini (candidati sindaci di Ancona e Falconara) a cercare di avere questa liberatoria pena esclusione della lista dalla competizione elettorale. Comunicavo anche che erano in gioco manovre di partiti politici per far fuori il movimento con questo cavillo legale.

In data 19 aprile ore 20,15 lo staff di Beppe Grillo comunicava in via ufficiale che la nostra lista non era certificata a motivo di problemi nella documentazione inviata. Copie di queste mail sono in mio possesso e le potrò mostrare nelle sedi e nei luoghi opportuni. A questo punto mi domando io come i giornalisti potessero sapere, fin dalla fine di marzo, che noi non eravamo certificati e che non avremmo mai avuto questa certificazione.

Ancona e Falconara hanno avuto la liberatoria all’uso del logo, pochi giorni fa, non vorrei dire grazie al mio avvertimento, ma grazie al fatto che lo staff ha capito che le commissioni elettorali avrebbero potuto cancellare tutti dalla competizione.

Noi non abbiamo l’autorizzazione all’uso del logo (che ripeto nessuno di noi ha mai usato o cercato di usare) ma nessuno ci può impedire di fare una lista civica con il logo che intendiamo utilizzare e che la commissione elettorale deciderà se farlocco o meno. Non può essere né Agostinelli (tra l’altro dovrebbe pensare alla sua residenza farlocca) e tanto meno il signor Gianangeli o il signor Stronati a dire se abbiamo il diritto democratico a partecipare alle elezioni comunali con una lista civica così come le leggi Italiane sanciscono.

Quindi ribadisco un discorso è il logo, un discorso una lista certificata. Per la legge italiana la lista dei candidati consiglieri la certifica il prefetto e la cosiddetta certificazione di Grillo si riferisce ad una regola interna al movimento basata su tre punti non avere riportato condanne penali, avere la residenza nel comune sede dell’elezione e sottoscrizione dell’impegno etico.

Nei giorni di lunedi 22 e martedi 23 aprile sono stato a Milano per chiedere spiegazioni allo staff in che cosa consisteva la parola problemi di documentazione ed a quali nominativi in particolare l’errore di documentazione si riferiva. Gli uffici sono inviolabili, ed una segretaria con cui ho potuto parlare in quanto fuori dall’ufficio per fumare una sigaretta ci diceva solo che Casaleggio ed il suo staff non riceve nessuno e tutto può essere fatto solo via mail o telefono.

Difatti però le nostre mail venivano recapitate all’indirizzo ma non ci ritornava mai la ricevuta di avvenuta lettura. In quanto alla via telefonica ciascuno può provare direttamente che cosa succede a chiedere un appuntamento. Ritengo che un comportamento di questo genere non sia consono ad un gruppo di persone che si definiscono movimento cinque stelle. Nessuno ci ha comunicato perché non siamo stati certificati. Gli amici Jesini ci dicono perché non abbiamo i requisiti. Come detto sopra i requisiti sono tre, quindi loro che sono il movimento dovrebbero dirci se questi requisiti riguardano un singolo o l’intera lista. Riguardano la residenza o riguardano i certificati del casellario giudiziale o le firme apposte sul rispetto dell’impegno etico. Insomma noi non siamo stati ricevuti né abbiamo avuto risposte dal movimento cinque stelle. Gli Jesini che sono il movimento cinque stelle dovrebbero spiegare ai cittadini il perché non siamo certificati. Dire che non siamo certificati senza spiegare il perché è un modo di calunniare un gruppo di persone che valuteranno nelle opportune sedi legali come rispondere.

Nessuno quindi mi può impedire di firmarmi con nome cognome, M5S di Chiaravalle. Ricordando che per il movimento uno vale uno, Gianangeli non può valere per X e così l’Agostinelli , anche se cittadina temporaneamente prestata al parlamento italiano.

Spero di essere stato esaustivo.

Pierpaolo Morosini, candidato sindaco della lista civica 5 stelle per Chiaravalle farlocca tanto quanto il certificato di residenza della cittadina Agostinelli.



Pierpaolo Morosini

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-04-2013 alle 22:27 sul giornale del 27 aprile 2013 - 7190 letture