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Rocconi: il Vangelo di domenica 28 aprile

mons. gerardo rocconi 4' di lettura 27/04/2013 - Dal Vangelo secondo Giovanni
Quando Giuda fu uscito [dal cenacolo], Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito.


Figlioli, ancora per poco sono con voi. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.

Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri». Parola del Signore

LA GLORIA DI GESU’ STA NEL DONARE LA VITA

Nel Vangelo di oggi Gesù parla della sua gloria. Cos’è questa gloria che viene attribuita a Gesù? Lo spiega lui stesso quando dice: “E' giunta l'ora che io sia glorificato . In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna”.

E’ chiaro: Gesù è glorificato perchè dona la sua vita. Qui sta la sua gloria: donando la vita, Gesù mostra quanto è grande l’amore di Dio per l’uomo. E con la sua obbedienza Gesù glorifica il Padre perchè realizza il progetto di amore che dal Padre era partito.

LA GLORIA DELL’UOMO E’ IMITARE GESU’

E ora il discorso vale per noi: La vera gloria dell’uomo è nella imitazione di Gesù. E come è avvenuto per Gesù, l’uomo rende gloria a Dio obbedendo alla sua parola, amandolo con tutto il cuore. Chi vuol conservare la vita per le cose del mondo la perde, ma chi spende la propria vita nell’obbedienza al Signore, qui trova la sua gloria, la sua realizzazione e dà gloria a Dio.

E Gesù continua indicando la vera strada della gloria: “Vi do un comandamento nuovo, che vi amiate gli uni gli altri come io vi ho amati”.

E’ la novità che Gesù propone, è la strada per fare nuove tutte le cose, è il criterio di vita. Gesù ha percorso per primo questo comandamento ed è andato a finire sulla croce. E’ un comandamento difficile perchè a prima vista ci fa apparire sempre perdenti. E’ come il chicco di grano che muore. Ma come il seme che muore dà frutto abbondante, così il vivere questo comandamento, porta solo frutti di vita, di gioia, di pace.

IMITARE GESU’ E’ FONTE DI GIOIA E DI PACE….

E’ il rifiuto di questo comandamento che rende la terra invivibile. E’ una illusione e peggio ancora, una fonte di sofferenza, pensare di poter trovare la propria realizzazione nelle cose, nel possesso, nel prestigio ad ogni costo, nell’arroganza, nella sopraffazione e cose simili.

La gloria di Gesù è stata nel dare la vita, la gloria del Padre è stata nell’obbedienza di Gesù, la gloria dell’uomo sta nel vivere il comandamento dell’amore fino a dare la propria vita. E’ proprio attraverso il comandamento dell’amore che Dio vuole rinnovare la vita degli uomini. I credenti, ormai risorti con Gesù, sono chiamati a vivere in modo luminoso e bello fino ad essere capaci di affrontare ogni situazione, di risolvere ogni problema alla luce del comandamento dell’amore: senza paura di perdere anche la vita, certi della promessa di Gesù, che perdersi per lui in realtà è ritrovarsi per sempre.

… ANCHE QUANDO E’ TUTTO DIFFICILE

Certo, è tutto così difficile! E’ difficile amare sempre, è difficile essere dono, è difficile accogliere la parola di Dio. Ma non dimentichiamo che, come dice la Bibbia, “E’ necessario attraversare molte tribolazioni per entrare nel regno di Dio”. Quali sono? La fatica della fede, la fatica della lotta al peccato, la fatica della croce quotidiana, la fatica dell’amare tutti e, come il chicco di grano, la fatica di donare la vita in tutte le situazioni… é una tribolazione necessaria. Se il nostro essere cristiani non ci sta costando nulla, vuol dire semplicemente che non siamo cristiani o che viviamo una fede insipida. Ma noi siamo già risorti nel battesimo e quindi, anche se con fatica, ci è donata la possibilità di superare la nostra natura egoista e cattiva e vivere come Gesù, nel fare della nostra esistenza un dono. A questo il Signore ci chiama e per questa strada il Signore ci dona la sua pace.






Questo è un editoriale pubblicato il 27-04-2013 alle 15:25 sul giornale del 29 aprile 2013 - 1332 letture

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