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I consigli della nutrizionista: mangiatori di carne, attenzione alle conseguenze!

Mangiatori di carne 4' di lettura 30/04/2013 - Recentemente i mangiatori di carne, rossa in particolare, sono sempre più spesso sotto i riflettori!

Chiediamo aiuto alla matematica e alla statistica per renderci bene conto di cosa stiamo parlando….

Dagli anni ’60 ad oggi il consumo di carne in Italia è cresciuto del 180%. Gli italiani mangiano 95 Kg/pro-capite/anno.

A questo si aggiungono considerazioni più squisitamente etiche: 1Kg di manzo richiede ben 15.500 litri di acqua, quella contenuta più o meno in 143 acquari! Secondo recenti dati FAO l’allevamento di animali da “bistecca” (circa 27 miliardi di capi) rappresenta sul totale delle emissioni serra una percentuale che va dal 14 al 18%. La dieta è quindi oggi una strategia di mitigazione. Il punto però NON è certo diventare vegetariani per salvare il Pianeta. L’alimentazione onnivora della nostra specie è il frutto di milioni di anni di evoluzione. La questione è piuttosto imparare a mangiare meno carne e a sceglierne di migliore qualità.

Buona parte dei professionisti che spaziano dall’ambiente alla salute, all’economia, alla sanità fino all’etica e alla filosofia – ma non forzatamente vegetariani/vegani come già detto (!) - sono unanimi nell’affermare che il consumo di carne rossa deve essere ridotto a vantaggio dei prodotti di origine vegetale quali frutta, verdura, ortaggi, legumi, cereali e derivati, erbe spontanee edibili, erbe aromatiche e spezie. Senza dimenticare che anche l’olio d’oliva ed il vino sono prodotti di origine vegetale!

Sfogliando l’ultimo numero di Nature Medicine ho trovato estremamente interessante il lavoro proposto dal gruppo di ricercatori diretto da Stanley Hazen della Cleveland Clinic in Ohio (Usa) e dunque ecco perché dove ho preso spunto per parlarne in questa rubrica che recentemente è diventata un ….. randomestrale (!!!).

Sappiamo ormai bene quali sono i principali capi d’accusa per il consumo di carne rossa: sviluppo di neoplasie, patologie cardiovascolari, iperuricemia queste le principali.

In questo lavoro si prende in esame un aspetto innovativo focalizzando l’attenzione su una molecola in particolare, un acido carbossilico a catena corta: la carnitina. Carnitina

Questa è in grado di convertire i grassi in energia. La sintesi di questo acido avviene nel fegato e nel rene partendo da due aminoacidi: metionina e lisina. La carnitina raggiunge la sua massima concentrazione nei muscoli (95%) e nel cuore mentre modeste quantità sono presenti anche nel reni, fegato e nei testicoli. Sicuramente ben nota agli atleti per il suo effetto sulla performance sportiva, in quanto capace di ossidare gli acidi grassi (la cui concentrazione plasmatica aumenta durante l’attività) e di risparmiare glicogeno. Al contempo è anche ben nota a chi vuole perdere qualche chilo. La comunità scientifica, nonostante i 20 anni di studi, rimane però ancora scettica riguardo a tali effetti. Corale è invece il monito che un eccesso di carnitina ha effetti negativi sulla salute ed in particolare sulle patologie cardiovascolari.

Nello studio in questione, i ricercatori hanno evidenziato come i batteri presenti nel tratto gastrointestinale siano in grado di metabolizzare la carnitina, presente in diversi tipi di carne, causando l’aumento dei livelli ematici di trimetilammina-N-ossido (TMAO) che ha effetti sul metabolismo del colesterolo. Tale composto infatti ne rallenta la rimozione, favorendone l’accumulo sulle pareti delle arterie favorendo così l’aterosclerosi nell'uomo.

"I batteri che vivono nel nostro apparato digerente sono dettati dalle nostre abitudini alimentari a lungo termine - ha detto Hazen – pertanto una dieta ad alto contenuto di carnitina sposta la nostra composizione microbica intestinale e rende chi mangia carne ancora più suscettibile alla formazione di TMAO, i cui effetti portano all'ostruzione delle arterie. Nel frattempo, i vegani e i vegetariani hanno una capacità notevolmente ridotta di sintetizzare TMAO da carnitina. E questo può spiegare i benefici per la salute cardiovascolare di queste diete".

In chiusura, dunque è bene a mio avviso limitare il consumo di carne rossa e carne trasformata, facendola tornare “l’arrosto della domenica”! Questo in considerazione sia degli effetti sulla salute che del suo impatto sulla “contabilità ambientale” in termini di consumo di acqua e suolo, emissioni serra, dispendio di energia.

nocciolinoCome sempre… per essere pratici, ecco i nocciolini!

L’apporto medio di carnitina /die - grazie ad una alimentazione equilibrata, variata e moderata - è pari a 60 e i 180 mg.

Le principali fonti alimentari sono riportate in tabella:



tabella del contenuto in carnetina






Questo è un articolo pubblicato il 30-04-2013 alle 12:27 sul giornale del 02 maggio 2013 - 8546 letture

In questo articolo si parla di attualità, letizia saturni

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