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Gli Onafifetti portano la satira a scuola e si preparano a festeggiare i loro 45 anni di carriera

Gli Onafifetti al Cuppari 2' di lettura 02/05/2013 - Per la prima volta il gruppo di cabaret gli Onafifetti (Giovanni Filosa, Piergiorgio Memè, Mario Sardella) - che festeggeranno quest’anno i 45 anni di carriera - hanno coinvolto le scuole superiori della città di Jesi in una serie di incontri mirati, nel corso dei quali hanno proposto ai giovani studenti i valori culturali della satira attraverso i secoli, da Orazio ai giorni nostri, e quanto siano diverse, seppur con le stesse finalità, le strade percorse dalla comicità e dalla gag.

Alle “lezioni”, tenute di fronte agli alunni delle ultime classi, generalmente nell’aula magna dei vari Istituti, gli Onafifetti hanno aggiunto la presentazione “pratica” di alcuni pezzi classici del loro repertorio e cenni del nuovo spettacolo in corso di preparazione. I vari incontri sono stati molto apprezzati dagli alunni delle varie Scuole, dal Liceo Classico Vittorio Emanuele II come dall’ITIS di Jesi e, a seguire dal Liceo Scientifico e dagli studenti di Ragioneria del Cuppari. Una novità, l’hanno definita i ragazzi che non avevano quasi mai avuto modo di frequentare il mondo della satira e dell’ironia. Il titolo dell’incontro era “Castigat ridendo mores”. Si parlava del nuovo spettacolo, che si intitola “Avanti, c’è posto?”, e che gli “Onafifetti”, accompagnati al pianoforte dalla giovane Marta Tacconi, metteranno in scena il 28 e 29 maggio al Teatro Moriconi di Jesi. Quest’ultima fatica è completamente nuova ed affronta, come sempre con molta ironia, quella realtà politica e sociale con cui quotidianamente ci confrontiamo, in ambito locale e nazionale. Nello spettacolo come sempre saranno esaminati fatti e tic della nostra Società, sotto l’occhio attento della satira. Si passerà, quindi, dal cambiamento radicale ed epocale dell’Amministrazione jesina al governo Monti ed a quello nato in questi giorni, per finire con il nuovo Papa Francesco ed il rinnovato presidente della Repubblica. Il tutto, condito da un insieme di “caratteri” che, oggi, hanno una parte sostanziale nella quotidianità: dal disoccupato (da qui il titolo dello spettacolo) al precario, dal trapianto di un cuore nuovo nel PD che fino a pochi mesi fa ha governato la città al potere dei farmaci, dall’ibernazione alla sempre meno facile identificazione dei caratteri genetici. Per concludere, dopo una lunga cavalcata, con l’esame del cambiamento avvenuto nell’Amministrazione comunale jesina.








Questo è un articolo pubblicato il 02-05-2013 alle 14:12 sul giornale del 03 maggio 2013 - 2417 letture

In questo articolo si parla di cultura

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