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Ricordo della Panathleta Gilia Volpotti

3' di lettura 06/05/2013 - Con la morte di Gilia Volpotti, Gigliola per gli amici, se ne va una parte della storia della città di Jesi. Presidente del Panathlon dal 2000 al 2003, la Volpotti ha dato una svolta alla vita del club jesino. E’ stata, infatti, la prima donna nella storia del Panathlon della città, la quota rosa che si aggiungeva ad un panorama molto “maschile” e lei ne era tanto consapevole quanto poco interessata al fatto che questo evento sconvolgesse la vita di un insieme di persone che parlavano solo di sport e che, quindi dovevano essere, per antonomasia, assolutamente maschietti.

Lo diceva con una punta di orgoglio, si definiva “la socia che da più tempo firma il verbale delle presenze”. E, inoltre, era convinta che “la presenza femminile, anche se non numerosa, partecipa attivamente alle riunioni, alle discussioni, ha preso parte alle iniziative organizzate, ha accettato gli incarichi affidatigli. Il rispetto per i principi etici propri del Panathlon è sempre costantemente perseguito perché crediamo in essi”. Sotto la sua presidenza a Jesi tutti ebbero modo di conoscere Josefa Idem, la grande canoista oggi ministro della Repubblica, appassionarsi e poi familiarizzare col rugby al femminile, discutere con serenità con campioni del motociclismo come Falappa, chiacchierare con delle amiche come le campionesse jesine Giovanna Trillini e Valentina Vezzali. La professoressa Volpotti è stata preside di scuola media per oltre trent’anni, ha diretto la locale Pro loco con mano ferma e consapevole dell’importanza del matrimonio fra cultura e turismo, è stata anche presidente del locale Rotary club, da cui è stata insignita del Paul Harris Fellow, la massima onorificenza del club, ha collaborato al premio Vallesina nella scelta dei personaggi che vengono premiati per le loro capacità ed il loro curriculum. Una donna impegnata, che abitava in uno dei punti più caratteristici della città, lungo il Corso Matteotti, e dalla sua finestra vedeva arrivare i consiglieri del Panathlon quando, sino a pochissimi mesi fa, andavamo alle riunioni di Consiglio proprio a casa sua, come accadeva da alcuni anni ormai, perché la sua salute non le permetteva più di allontanarsi dalla sua casa. Aperta alle nuove idee, anche se da tempo aveva superato gli ottant’anni, era rimasta aggrappata al suo credo politico, che a fine degli anni sessanta le avevano fatto abbracciare le idee di una socialdemocrazia europea. “Libera, laica, socialista”, veniva così definita. Animava le riunioni, il suo esserci era un punto di riferimento per ogni decisione che venisse presa, spesso l’ultima parola spettava alla sua sensibilità. Gilia mancherà a tutti perché era un personaggio pubblico, che si nutriva delle sue migliaia di libri che ci facevano l’occhiolino durante le nostre riunioni, o anche dei quadri dei pittori jesini che lei tanto amava e che tappezzano i muri di casa sua. Ma mancherà anche la sua bonomia ed il suo saldo opporsi, con voce ferma e grave, a quello che non riteneva giusto. Un pezzo di storia, dicevamo, che ci ha accompagnato per un lungo tratto della nostra vita.


da Alberto Proietti Mosca
Presiedente del Panathlon Club di Jesi





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-05-2013 alle 23:02 sul giornale del 07 maggio 2013 - 2439 letture

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