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L'Asp si aggiudica progetto e fondi dall'INPS per offrire prestazioni in denaro e servizi a dipendenti o pensionati pubblici

Pesaresi e Cingolani 2' di lettura 07/05/2013 - Le risorse economiche delle amministrazioni pubbliche come si sa sono sempre più scarse, eppure la richiesta di servizi ed assistenza da parte dei cittadini non solo non cala, ma anzi, è in continua crescita. Per questo anche l’Azienda Servizi alla Persona, deve inventarsi nuove strade per finanziarsi.

“L’obiettivo delle amministrazioni che partecipano all’Asp”, spiega Paolo Cingolani, Presidente dell’ente, “è quello di mantenere il livello qualitativo e quantitativo dei servizi offerti alla popolazione. Per questo occorre andare ad intercettare progetti e finanziamenti per poter continuare ad offrire servizi ai cittadini”.

In quest’ottica un primo successo si è avuto con l’ottenimento di un finanziamento di 315mila euro da parte dell’INPS, ex INPDAP, che permetterà all’ASP, con il progetto “Home Care Premium” di offrire nuovi servizi e potenziare alcuni di quelli già forniti. Il finanziamento proviene dal “Fondo Credito” alimentato dai prelievi obbligatori dalle retribuzioni dei dipendenti e dei pensionati pubblici, perciò, sebbene si sviluppi su un arco temporale di un anno è possibile immaginare venga in futuro rifinanziato.

A usufruirne potranno essere 70 beneficiari appartenenti alle categorie dei soggetti non autosufficienti rientranti nelle categorie di dipendenti o pensionati pubblici, i loro coniugi conviventi, familiari di primo grado (genitori o figli), figli minorenni orfani.

Le prestazioni nei confronti dei beneficiari potranno essere sotto forma di denaro, con contributi da 600 a 1300 euro al mese, per badanti o assistenti familiari, in rapporto allo stato di bisogno ed al livello di reddito, oppure sotto forma di servizi, illustrati dal Direttore Franco Pesaresi.

Tra questi verrà istituito un registro delle badanti, che comprende già circa 70 nominativi, ma che verrà incrementato, consulenza alle famiglie, potenziamento dell’assistenza domiciliare, invio di volontari dell’Avulss a domicilio per ore di sollievo alla famiglia, servizi di accompagnamento e trasporto, pasto a domicilio (solo per Jesi) o contributi all’acquisto di ausili o domotica. In caso di prestazioni di servizi il tetto massimo è per un valore di 3.200 euro mensili.

Le domande possono già essere presentate rivolgendosi ai servizi sociali del proprio comune di residenza.



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Questo è un articolo pubblicato il 07-05-2013 alle 00:36 sul giornale del 08 maggio 2013 - 1043 letture

In questo articolo si parla di attualità, paolo picci

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