Quantcast

San Paolo di Jesi: continuavano a ritirare la pensione dei coniugi e non solo già deceduti, scoperta truffa

soldi 2' di lettura 07/05/2013 - Sono trenta le persone scoperte per truffa allo stato in tutta la provincia di Ancona. Familiari o coniugi che continuavano a percepire la pensione di guerra anche dopo il decesso del beneficiario. Tra questi un anconetano e una famiglia numerosa residente a Sirolo, ma anche una jesina e tanti altri. Scattano i sequestri.

La Guardia di Finanza di Ancona ha denunciato sei persone alla locale Procura della Repubblica per truffa aggravata ai danni della Ragioneria Territoriale dello Stato, che continuavano a ritirare la pensione di propri congiunti già deceduti. Le indagini svolte dai Finanzieri hanno riguardato le cosidette “pensioni di guerra”.

Si tratta di quei trattamenti pensionistici elargiti dallo Stato alle persone che, durante la guerra, hanno subito menomazioni psico-fisiche, ai familiari di persone decedute o ai familiari di persone decedute che, quando erano in vita, ricevevano una pensione di guerra. I Finanzieri del Gruppo di Ancona, a seguito di specifica attività investigativa, hanno individuato 30 persone, beneficiarie del particolare trattamento pensionistico, ma che in realtà erano decedute da diverso da tempo. Mentre 27 di queste pensioni, mediante un’apposita procedura informatizzata, ritornavano nelle casse dello Stato in quanto non prelevate, le altre 3 venivano puntualmente ritirate dai congiunti dei reduci di guerra, in quanto cointestatari o delegati dai defunti.

In evidenza la posizione di un anconetano che continuava a ritirare la pensione della madre, morta nel 2003, prelevando la pensione di guerra attraverso un conto corrente postale cointestato. Altra situazione irregolare, con tanto di accrediti mensili, avvenivano su di un libretto postale e successivo prelevamento di contanti, a beneficio di 4 figli di una pensionata deceduta agli inizi del 2011 a Sirolo.

Ma il caso più rilevante riguarda una signora residente a San Paolo di Jesi che dalla morte della madre, titolare di pensione di guerra in quanto orfana del padre ucciso durante il primo conflitto mondiale, ha continuato per oltre un anno a beneficiare del trattamento pensionistico della madre per un ammontare complessivo di circa 5.700 euro, accreditati ed in gran parte ritirati da un libretto postale.

Ma ora per loro nulla da fare: dovranno restituire allo Stato circa 20.000 euro, somma indebitamente percepita con tanto di interessi. Su disposizione dell’Autorità giudiziaria di Ancona, inoltre, a garanzia del credito erariale, le Fiamme Gialle hanno eseguito il sequestro preventivo di tre mezzi, nonché delle somme depositate in un libretto ed in un conto corrente postale.








Questo è un articolo pubblicato il 07-05-2013 alle 10:47 sul giornale del 08 maggio 2013 - 2107 letture

In questo articolo si parla di cronaca, ancona, soldi, laura rotoloni, truffa allo stato, pensioni di guerra

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/MCQ





logoEV
logoEV