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Chiaravalle: lettera aperta al Presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca sull'ospedale

Ospedale di Chiaravalle 6' di lettura 08/05/2013 - Egregio Governatore, sono un Cittadino di Chiaravalle, seguo con interesse, così come tanti altri miei concittadini, il dibattito che accompagna in questo periodo la notizia della chiusura o trasformazione che dir si voglia dell’ospedale sito nella mia cittadina.

Cerco di informarmi, di seguire gli interventi dei vecchi politici chiaravallesi, a dir la verità quasi inesistenti in quanto forse hanno più ben poco da dire, e dei nuovi politici “in carriera” che, sebbene tirati per i capelli nel dibattito, ho l’impressione che abbiano un po’ tutti timore di lasciarsi andare a dichiarazioni che potrebbero essere smentite e frenare quindi la loro “carriera politica” e far perdere loro voti, oltre che “traspirare” scarsa conoscenza dell’argomento

Ho deciso quindi da comune Cittadino di farmi in maniera autonoma un “ragionamento” sul contendere, conoscendo però ben poco della materia, spero che lei possa darmi una mano in merito, dissipando analoghi dubbi che i miei concittadini hanno.

I volantini distribuiti dal Comitato a difesa dell’ospedale mi dicono che in esso sono contenuti vari servizi ed attività: laboratorio analisi, punto di primo intervento, day surgery, lunga degenza, medicina per acuti.

Personalmente ho avuto modo di utilizzare più volte alcuni di questi servizi, quali il laboratorio analisi, il punto di primo intervento e il day surgery trovando sempre qualità, competenza e professionalità nel servizio ricevuto, oltre che una discreta velocità di erogazione, cosa che non posso dire invece del punto di primo intervento o pronto soccorso di Torrette dove sai quando entri (se riesci ad entrare) e non sai mai quando ne esci.

Al di là di questa mia piccola considerazione personale, conoscendo ben poco in materia sia ospedaliera sia in termini di amministrazione della cosa pubblica, presupponendo che una “riorganizzazione” oggi come oggi ha sempre l’obbiettivo di risparmio della spesa pubblica, mi viene spontaneo fare i cosiddetti “conti della serva”.

Immaginiamo che la riorganizzazione dell’ospedale vada in porto così come la sua amministrazione sta cercando di fare, l’ospedale di Chiaravalle verrebbe quindi trasformato in Casa della Salute (contenitore non ben identificato) e si avrebbero quindi le seguenti ricadute:

  • I dipendenti attuali dell’ospedale di Chiaravalle verrebbero in parte trasferiti in altre sedi (Torrette, Osimo, Jesi) e pertanto non si avrebbe alcuna riduzione dal punto di vista dei costi del personale: ZERO RISPARMIO!
    Si avrebbe invece solamente un aggravio della crisi economica di tali persone costrette a fare decine e decine di Km in più per recarsi al lavoro.
  • Se al posto del laboratorio analisi si lasciasse un punto prelievi con la necessità di trasferire le provette al laboratorio analisi di Torrette o di Osimo, o ancor più distante, oltre che potenziare tali siti per offrire la stessa qualità di servizio si avrebbe la necessità di istituire un servizio di “pony express” giornaliero tra Chiaravalle e il sito di destinazione con aggravio quindi dei costi e non sicuramente un risparmio: ZERO RISPARMIO!
  • Mi risulta che il pronto soccorso o punto di primo intervento di Torrette sia già saturo, così come quello di Jesi e le attese per un codice di basso livello corrispondono anche a dieci ore e più (esperienza personale a Torrette), non vedo come togliendo l’ospedale di Chiaravalle non si debba per forza di cose ampliare tali strutture, il risparmio quindi anche in questo caso dove si porrebbe? ZERO RISPARMIO!
  • La stessa cosa dovrebbe avvenire per il day Surgery e per la lunga degenza.
    A fronte della stessa richiesta che oggi confluisce a Chiaravalle, tali servizi andrebbero potenziati in altri siti e quindi anche in tal caso il risparmio non lo vediamo: ZERO RISPARMIO!
  • I macchinari ad oggi situati nell’ospedale di Chiaravalle (dalla mia ultima visita della settimana passata mi sembra siano moderni ed efficienti) verranno trasferiti in altre sedi per il potenziamento delle stesse e rimessi in funzione, con conseguente mantenimento degli oneri di manutenzione (ZERO RISPARMIO!), o verranno abbandonati come si fa normalmente con le sedi chiuse ed in tal caso non si avrebbe quell’ampliamento delle strutture di destinazione necessarie al mantenimento degli standard qualitativi attuali (spreco e quindi aggravio dei costi)?
  • Lasciando aperta la sede di Chiaravalle come “Casa della Salute”, che qualcuno ci dovrebbe anche spiegare in cosa consiste, tutte le manutenzioni ordinarie e straordinarie dello stabile andrebbero comunque rispettate e pertanto non avremmo alcun risparmio di tipo economico: ZERO RISPARMIO!.

Egregio dott. Gian Mario Spacca, presupponendo che tali elucubrazioni in cui evidenzio “ZERO RISPARMIO” siano dettate da una mia ignoranza della materia, e di questo ne sono assolutamente certo, può spiegare ai Cittadini che usufruiscono dei servizi afferenti all’ospedale di Chiaravalle quali sono i motivi reali (economici e non) che spingono l’amministrazione a spegnere localmente tali servizi?.
Le sue spiegazioni potrebbero in qualche modo alleviare il disagio, oltre che la conseguente “incazzatura”, di circa 70.000 Cittadini (afferenti ai servizi ospedalieri di Chiaravalle) che saranno costretti a sorbirsi decine e decine di km, oltre che file interminabili per sottoporsi ad un piccolo esame o per assistere un proprio familiare ricoverato in lunga degenza post acuzie (in tal caso si parla di Cingoli).

Le attività dell’ospedale di Chiaravalle in un recente servizio di “è Tv Marche” visibile in rete, vengono riassunte in: “undici mila prestazioni nel punto di primo intervento, ovvero per i codici bianchi e verdi, duecentosessantamila prelievi nel laboratorio analisi del sangue, venticinquemila prestazioni in radiologia, oltre che nelle attività di Medicina per acuti e lunga degenza”.

Può spiegare ai Cittadini di Chiaravalle e delle cittadine che ad essa afferiscono per i servizi ospedalieri di base “dove e come” intende ridistribuire tali servizi, mantenendo lo stesso standard qualitativo che offre attualmente la sede di Chiaravalle?.

Qualcuno dei nuovi “politici in carriera” di Chiaravalle favorevole alla sua linea e profondo conoscitore della materia per essere un medico ha detto che un ospedale “non rende e consuma risorse” ed ulteriormente sempre lo stesso ha affermato che “se si possiedono 3 euro non se ne possono spendere 5”.
La nostra Costituzione recita testualmente: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”, pertanto l’esercizio della “salute dei Cittadini” non deve avere alcun scopo di lucro né di “resa”.

L’amministrazione di tale esercizio deve essere trasparente e da “buon padre di famiglia”, se si possiedono 3 euro se ne devono spendere 3 e non 5, ma se per la cura dei Cittadini ne servono 2 ed invece già 2 ne vengono spesi per gli stipendi dei manager ed in intrallazzi vari, come i TG nazionali recitano quotidianamente, qualcosa di più, prima di tagliare i servizi ai Cittadini, può sicuramente essere fatto: riduciamo gli stipendi dei manager ed i costi parassitari portandoli ad 1 e recuperiamo quell’1 che serve per la cura dei Cittadini.

Sicuramente questo non è il caso dell’esercizio della regione Marche, considerata “regione virtuosa per la sanità” in ambito nazionale, pur tuttavia qualcosa di più della chiusura indiscriminata di servizi può sicuramente essere fatta.






Questo è un articolo pubblicato il 08-05-2013 alle 18:00 sul giornale del 09 maggio 2013 - 1835 letture

In questo articolo si parla di attualità, chiaravalle, Giovanni Bufarini

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