Romano: 'Basta coi politici 'parcheggiati' a Bruxelles, più potere e decisioni ai cittadini'

Dario Romano 2' di lettura 08/05/2013 - In occasione del 9 maggio, Festa dell’Europa, è necessario fare alcuni ragionamenti sullo stato dell’Unione Europea.

Penso a questi ultimi anni dove l’UE è stata vista da molti cittadini come un limite e non come un’opportunità. Il tutto è stato causato, in larga parte, da una disinformazione diffusa che ha creato dei veri e propri pregiudizi nei confronti dell’architettura istituzionale europea.

E’ vero, questa Unione Europea ha molte limitazioni: abbiamo una Banca Centrale Europea che decide la politica monetaria dell’area €, ma non abbiamo una politica fiscale comune. Non esiste politica monetaria senza quella fiscale, purtroppo: se viene a mancare uno di questi due pilastri coordinati, vengono a crearsi situazioni di crisi come quella che stiamo vivendo e che sta mettendo i cittadini europei a dura prova.
Non c’è una sola persona che parla, quando parliamo di UE: abbiamo il presidente del Parlamento Europeo, quello della Commissione e infine quello del Consiglio. Purtroppo, ci sono delle contraddizioni che si sono venute a creare nel corso degli anni a causa delle difficoltà dei singoli Stati membri a cedere la propria sovranità su alcuni temi, come ad esempio la fiscalità.

Se pensiamo, poi, agli eurodeputati italiani che si sono susseguiti negli anni, nell’immaginario collettivo dei cittadini chi viene mandato a Bruxelles o è un “trombato” oppure un personaggio politicamente scomodo, che deve essere parcheggiato in Belgio per cinque anni. Questo è un ragionamento che va cambiato alla radice, non possiamo più permetterci di avere deputati inattivi o incompetenti, soprattutto al Parlamento Europeo. E’ quella la sede che avrà sempre un maggior peso nei prossimi anni, volenti o nolenti, e dobbiamo capire quanto sia fondamentale avere una delegazione di deputati che sia pronta a tradurre le esigenze dei cittadini italiani in atti di emanazione europea.

Vorrei ricordare che l’Unione Europea, in questi anni, ha portato un grande valore aggiunto anche al Comune di Senigallia: basti pensare alla Biblioteca Comunale e alla Rotonda a mare, due edifici simbolo della nostra città. Sono stati recuperati grazie a fondi europei, e sono la prova lampante che l’Unione Europea non è da buttare via, anzi. C’è da spingere sull’acceleratore, c’è bisogno che i cittadini si interessino sempre di più delle questioni europee di interesse comune. Dall’altra parte, invece, c’è un impellente bisogno di delegare ancora più poteri al Parlamento Europeo, e quindi ai cittadini. O si fa l’Europa sul serio o si affonda tutti insieme, e non ci sarà una seconda possibilità: lo capiscano tutte le forze politiche, invece di pensare a come spartirsi le poltrone delle commissioni parlamentari.


da Dario Romano
Consigliere Comunale Vivi Senigallia




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-05-2013 alle 17:16 sul giornale del 09 maggio 2013 - 1286 letture

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