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Confesercenti riapre a Jesi in vista dell'Assemblea regionale di domenica

Albonetti, Sartini e Plebani 4' di lettura 11/05/2013 - In vista dell’Assemblea elettiva di Confesercenti Marche che si terrà domenica 12 maggio all’Hotel La Fonte di Portonovo a partire dalle 9.30 per l’elezione degli organismi associativi, l’associazione torna a presentarsi attivamente a Jesi.

Si è tenuta infatti nei giorni scorsi presso la Cantina del Porticello il primo incontro che testimonia il ritorno in città dell’Associazione che riapre un Confesercenti Point in via Garibaldi 83/a davanti ad un nutrito numero di commercianti venuti ad ascoltare le proposte della Direttrice regionale Ilva Sartini, del Presidente Regionale nonché Presidente Nazionale, Claudio Albonetti, del Presidente jesino Alberto Plebani e Teobaldo Giuliodori.

Il momento di crisi del commercio richiede azioni concrete e immediate di supporto alle piccole attività presenti sul territorio da attuarsi da tutti gli organi istituzionali e finanziari, da un lato, impegno a riqualificarsi e formarsi per affrontare la sfida di un mondo che cambia da parte degli esercenti. La Confesercenti si propone di affiancare e sostenere le aziende del commercio e dei servizi nell’affrontare queste sfide e risolvere i problemi che sono stati discussi più e più volte in molte occasioni: eccessivo peso fiscale e burocratico, difficoltà di accesso al credito, mancanza di attenzione alle piccole imprese, necessità di fare rete per affrontare insieme la competizione dei mercati esteri.

Jesi sta soffrendo in particolar modo la crisi che ha colpito pesantemente la vocazione manifatturiera, ma ha punti di forza su cui poter contare: territorio adatto ad accogliere un turismo di qualità, posizione strategica dal punto di vista logistico, vicinissima a porto, interporto ed aereoporto, eccellenze produttive, se solo si potesse riprendere un percorso di programmazione dello sviluppo degno di questo nome, a cui prendano parte tutti gli attori del territorio.

“In questo momento non serve litigare e dividersi, ma unirsi; non servono slogans, ma fatti” sintetizza Albonetti. “E’ intollerabile un livello di tassazione del 68,6%, che non lascia più risorse per investire, per la ricerca e per i consumi: dopo il panda e l’orso marsicano ora occorre salvare l’imprenditore autoctono. Credo che i commercianti debbano acquisire la consapevolezza che per essere ascoltati debbano cominciare a fra politica ed eleggere suoi rappresentanti”.

Le priorità sono molte, la prima in assoluto ridurre il carico fiscale e del costo del lavoro con la compressione del cuneo fiscale su di esso: difficile essere competitivi se in Italia un lavoratore a cui rimangono 1200 euro in busta paga pesa sull’azienda per 2500 euro, mentre nella vicina Serbia ad esempio lo stesso lavoratore costa all’impresa 600 euro lordi. Occorre urgentemente ridare alle aziende la possibilità di essere competitive, anche combattendo seriamente l’evasione fiscale, quella delle grandi aziende e quella del lavoro nero, eliminare gli sprechi di denaro pubblico, puntare decisamente sullo sviluppo turistico: negli Usa ogni 33 turisti si produce un posto di lavoro e 1 lavoratore su 9 è impiegato nel settore turistico.

“Ma per ottenere questo i commercianti devono smettere di essere ossequiosi nei confronti dei politici, debbono alzare il tono della protesta e del confronto, anche a livello regionale: va fermata la GDO in una regione già sovraccarica, perché sta mettendo in ginocchio la rete commerciale dei piccoli, quella che regge le sorti e rivitalizza i centri cittadini. La grande distribuzione sta monopolizzando il commercio, contribuendo spesso a mettere in difficoltà anche i produttori locali: i prodotti tipici compaiono nella GDO solo come prodotti civetta, usati per attirare i clienti, ma sviliti nel loro valore con vendite a prezzi sottocosto”, continua Albonetti, che ricorda anche le battaglie della Confesercenti contro l’articolo 62 dell’ultimo decreto sulle liberalizzazioni, che obbliga al pagamento delle fatture nel settore alimentare entro 30 giorni per i prodotti deperibili e 60 giorni per gli altri; obbligo che pesa ancora una volta solo sui più piccoli, perché né i grandi né la pubblica amministrazione la rispettano, avendone gli uni la forza per imporsi e l’altra l’esenzione a farlo.

Due parole Albonetti le dedica anche a Rete Imprese Italia, che riunisce le categorie imprenditoriali: “è uno strumento importante a livello nazionale per affrontare insieme i tavoli di discussione sui problemi comuni, come ad esempio l’eccessivo carico fiscale, ma anche a livello locale è necessario ricostruire una corretta relazione operativa”.

Domenica a Portonovo si eleggeranno gli organismi associativi, ma sarà anche un importante occasione di incontro e discussione non solo tra gli associati, ma anche con i rappresentanti della Regione, delle Province, delle Camere di Commercio e dei sindacati.

Momento centrale dell’evento è la Tavola Rotonda “Il Turismo e il Commercio nelle Marche – un’opportunità di ridisegno e ripresa dell’economia”. Alla Tavola rotonda interverranno l’Assessore Regionale al Commercio Antonio Canzian, il Presidente di CCIAA di Pesaro e Urbino e delegato al Turismo nell’organo di Presidenza di Unioncamere Marche, Alberto Drudi, e il Preside della Facoltà di Economia G. Fuà di Ancona Gian Luca Gregori, alla presenza del Presidente di Confesercenti Marche e Assoturismo Nazionale Claudio Albonetti. Durante l’incontro tutti i partecipanti potranno intervenire e dare il loro contributo.








Questo è un articolo pubblicato il 11-05-2013 alle 00:01 sul giornale del 13 maggio 2013 - 1576 letture

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