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Lettere: a Chiaravalle nasce OpenPD

7' di lettura 13/05/2013 - Gentile direttore,
mi chiamo Vitaliano Cosentino, sono un web designer che ha scelto le Marche e Chiaravalle per vivere e sviluppare progetti spesso di caratura internazionale. Il mio lavoro mi ha consentito di operare in mercati diversi e di poter analizzare alcune dinamiche economiche.

Desidero premettere che fino a qualche mese fa non ero tesserato ad alcun partito politico in quanto il puzzo del marciume che ha scritto pagine di politica Italiana mi ha tenuto lontano. La cattiva politica e le pessime politiche conseguenti, unite al rifiuto di accettare l’idea che appartenere ad un partito voglia spesso significare sposare in toto programmi di natura economica, sociale e ancor peggio etici, non possono appartenere ad una persona libera come sono certo di essere.

Poi è arrivato un giovane leader del PD che ha semplicemente acceso una passione politica, che non credevo di avere. Ho scoperto che esiste un partito veramente pluralista dove temi sociali possono fondersi ad altri liberali regalando una visione nuova e moderna della società. Ho scoperto di essere un “Piddino” e come prima azione mi sono recato nella sezione di Chiaravalle per richiedere la tessera.

Questa breve premessa personale era necessaria per arrivare al tema centrale di questa missiva. Domenica, è successa una cosa per alcuni versi straordinaria. La sede del Partito Democratico di Chiaravalle si è trasformata in qualcosa di estremamente diversa da OccupyPD, di cui sentiamo un gran parlare in questi giorni. Iscritti al partito, semplici cittadini e amministratori locali hanno incontrato, in un clima totalmente informale e amichevole, un parlamentare, l’ottimo On. Carrescia. Il tema centrale è stato ovviamente l’ospedale di Chiaravalle, ma non è mancata una sincera analisi su temi nazionali legati al governo e al nostro partito. All’analisi è seguita una discussione libera, ricca di proposte.

Il PD di Chiaravalle, anche se in forma embrionale, ha lanciato la vera alternativa all’idea di dover occupare le sedi.

A Chiaravalle nasce OpenPD.

Spero che il nostro segretario Falà, di cui apprezzo coerenza e passione politica, tracci questa strada per il futuro della nostra sezione.

Invito altresì l’On. Carrescia a sponsorizzare questa idea (OpenPD non è certo farina del mio sacco) pensando all’eventualità di un incontro periodico in sede e con i cittadini di Chiaravalle. Incontri che si possono allargare anche ad altri parlamentari che troppo spesso si rintanano nella capitale dimenticando il territorio.

Immagino le sedi di partito come piccoli laboratori che sviluppano idee nuove. Una banca dati per i nostri politici, a cui possono accedere liberamente, dove poter cercare risposte a problemi e situazioni in continua evoluzione. Il cittadino è una risorsa!

Vitaliano Cosentino

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Caro sig. Vitaliano,

i più assidui lettori del giornale sanno che per consuetudine e regola che mi sono imposto, anche in linea con gli altri giornali del network, non esprimo mai la mia opinione personale, ma visto che tu (possiamo darci del tu vero, come si usa fare sul web, visto che entrambi siamo persone avvezze alal comunicazione online?) indirizzi la lettera a me, mi sembrerebbe poco educato non risponderti.

Il tuo percorso credo sia, sebbene nuovo, originale, inatteso e sorprendente per te, credo sia un fenomeno avvenuto nella vita di molti giovani di tutte le generazioni: si potrebbe dire che dovrebbe essere la normalità di quanto dovrebbe accadere.

Quindi, se devo esser sincero, a sorprendere me è che si trovi sorprendente questo. Ma ciò, secondo me, dimostra, una volta di più, se fosse ancora necessario, la distanza siderale che si è venuta man mano a creare fra politica e cittadini, come se la prima fosse una cosa avulsa dalla vita quotidiana dei secondi. E' sorprendente, ed al contempo, deludente, vedere che oggi esiste un numero altissimo di giovani che pensino che per essere liberi non si possa appartenere ad un partito, come se questo dovesse essere non uno strumento previsto dalla democrazia per permettere ai cittadini di esercitare pienamente il proprio ruolo sociale, ma anzi come una gabbia che possa in qualche modo esecrabile soffocare il proprio pensiero affongandolo nella linea del partito stesso, agli antipodi del concetto di democrazia.

Difficile e complesso stabilire come vadano ripartite le colpe e le responsabilità di questo stato di fatto.

Ma, al punto in cui siamo, occorre che la protesta nonché la rabbia dei cittadini, trovi il modo di esaudire il desiderio di cambiamento, di un ritorno ad una 'normalità' democratica, di cui tutti sentiamo la necessità, ma di cui nessuno sa individuare un percorso da seguire per poterla ritrovare.

Ben venga il tuo impegno, come quello di altri tuoi coetanei in movimenti e partiti diversi dal tuo, perché il sentimento di questo cambiamento dovrebbe accomunare tutti, prima che la situazione degeneri ulteriormente. Ti sati assumendo una responsabilità nei confronti dei tuoi concittadini presenti e futuri e questo va rispettato, oltre che ammirato, da colleghi di partito, ma soprattutto dagli avversari; rispetto che invece, devo purtroppo dire, vedo oggi sempre meno manifestarsi nella vita quotidiana delle persone in generale e nel mondo della politica in particolare. E la campagna elettorale a Chiaravalle sta diventando in questo senso un esempio emblematico di un'evoluzione nazionale.

Proprio oggi, durante una passeggiata, stavo affrontando questa discussione con un interlocutore inserito nel mondo della politica da più tempo di te, che, come tanti, attribuisce la responsabilità dell'incattivimento della lotta politica di oggi al Movimento 5 Stelle, per i toni aggressivi che spesso usa. Sebbene a volte questo preoccupi anche me, lo dico sinceramente, riconoscendo un salto in avanti nel livello di violenza verbale usato, ho ribattuto che se ciò avviene è un'ulteriore responsabilità dei partiti, diciamo così, tradizionali, che hanno nel tempo sperperato un patrimonio di civiltà e democrazia condivisa, disinteressandosi dei problemi dei cittadini, allontandoli da sé, prima deresponsabilizzandoli e poi lasciandoli inascoltati, divenendo in sostanza inutili alla soluzione dei loro problemi ed incapaci di governare da cui si sono alienati e che è cambiato in maniera radicale senza che se ne siano neanche resi conto. Ho lasciato il mio amico dicendogli che quando i partiti diventano inutili penso sia normale che i cittadini si rivolgano altrove. Non sostengo sia giusto, semplicemente, la storia lo insegna, ritengo sia la via più semplice che si adotta in un meccanismo di causa-effetto. Se in tale meccanismo, da persona libera e razionale, dovessi andare a cercare un'attribuzione di responsabilità, sarei più propenso a cercarla fra le cause più che tra gli effetti.

Detto ciò ammiro ancor di più il tuo impegno perché hai scelto la via probabilmente più difficile, quella di chiedere il cambiamento dall'interno dei partiti tradizionali, il Pd nel tuo caso. Percorso come detto più difficile, forse impossibile, ma un tentativo è comunque probabilmente necessario. Molti prima hanno tentato, credimi, per lo più fallendo, forse perché i tempi non erano ancora maturi, visto che la necessità di cambiamento era meno evidente in un'illusorio pensiero comune che comunque la situazione fosse 'sotto controllo', forse perché davvero impossibile.

Non mi rimane che auspicare che questa idea di un partito OPEN, nel senso di chi come me e te, proveniente da una cultura web, dà a questo termine anglofono, ma che in italiano potremmo semplicemente definire aperto, o, meglio ancora, partecipato, possa davvero radicarsi e dare frutti e che tu, che non conosco assolutamente, possa trovare in questo percorso, il supporto di tutti, amici ed avversari politici, anzi soprattutto dagli avversari politici, perché tutti i partiti e movimenti, vecchi e nuovi, dovrebbero essere OPEN. A te l'onore e l'onere di dar un seguito, insistere mantenendo inalterato l'intento, e l'impegno a considerare a tua volta gli avversari come tali e non come 'nemici', ma anzi di aiutarli ad aprire anche i loro partiti e movimenti, pronti a collaborare quando l'interesse ed il bene comune lo richiede.

Paolo Picci






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-05-2013 alle 17:43 sul giornale del 14 maggio 2013 - 1869 letture

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