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Ex Sadam: Latini, “abbiamo davvero perso tutti”

Dino Latini 3' di lettura 20/05/2013 - La Confesercenti aveva dato notizia, alcuni giorni fa, sull'incoerenza della Regione sullo stop al commercio su grandi superfici di vendita mentre si viene a conoscenza del parco commerciale in costruzione ad Ancona Nord.

Per la SADAM è necessaria una riflessione visti anche i recenti interventi della politica sulla questione.

Ma rimane il fatto che abbiamo perso tutti:
- ha perso la politica perché non ha saputo o voluto esplorare altre soluzioni (piattaforma ingrosso, centro per la cultura e valorizzazione agricola in tutte le declinazioni, parco verde, ecc....) e perché non ha saputo governare una riconversione che era industriale e tale doveva rimanere;
- hanno perso i lavoratori perché si vedranno " riconvertiti", speriamo tutti, in commessi e magazzinieri ma con dubbi e perplessità su un'occupazione stabile e duratura;
- ha perso il territorio e l'ambiante che vedono un'ulteriore consumo e deterioramento in un corridoio vallivo che meriterebbe ben altre attenzioni;
- ha perso il consumatore che dovrà aumentare la sua mobilità per fare acquisti e non avrà vantaggi da quell'eccesso di concorrenza che si profila (la concorrenza seria la si fa’ con regole uguali per tutti..);
- ha perso il commercio tradizionale e storico di Jesi che vedrà mortificato e deteriorato il suo ruolo anche sociale all'interno del centro storico e delle periferie residenziali;
- ha perso la pianificazione e programmazione del territorio che si è vista svuotata dei suoi contenuti;
- ha perso la tutela delle centinaia di micro e piccole imprese che con i loro dipendenti e collaboratori si sono viste classificare i lavoratori di serie B. Per la SADAM è stato riconosciuto un interesse nazionale al commercio, bastava un riconoscimento umile ma utile di servizio alla città;
- hanno perso le decine di sindaci della Vallesina che hanno sottovalutato l'insediamento che svuoterà ancora di più le funzioni ed i servizi nei loro centri storici;
- ha perso chi ha fatto il doppiogioco: da un lato criticava e contestava e sottotraccia valutava come poter trarre benefici economici da questo progetto;
- ha perso chi ipotizza una pioggia di milioni sul territorio perché la distribuzione organizzata raramente paga le tasse al territorio di insediamento;
- ha perso chi non ha capito che Jesi e la sua valle hanno bisogno di industria, agricoltura e cultura, che sono i veri motori della ripresa.
Abbiamo perso anche Noi perché la politica difende e stimola le micro e piccole imprese ma nei fatti le condanna ad un'agonia lenta e mortificante.
Se crediamo ancora nel nostro invidiabile modello di vita, nelle nostre città e paesi, nei loro centri, nella loro vitalità e funzione sociale e antropologica non cediamo alle sirene che invogliano a TRASFERIRSI in città artificialmente costruite e non luoghi di aggregazione.

Noi crediamo nei luoghi storici delle città e nei nuclei abitati delle frazioni e paesini, non abbandonateli, non sacrificate le relazioni, le emozioni, le quotidianità che solo quei luoghi fanno vivere.



da Dino Latini
Presidente della Commissione Bilancio
della Regione Marche




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-05-2013 alle 17:14 sul giornale del 21 maggio 2013 - 1393 letture

In questo articolo si parla di attualità, dino latini

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