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Il Sindaco Bacci fa il bilancio di un anno di amministrazione cittadina

Massimo Bacci 8' di lettura 21/05/2013 - E’ tempo di bilanci, non solo nel senso economico del termine, per il Sindaco di Jesi, Massimo Bacci, dopo 365 giorni alla guida dell’amministrazione comunale.

Era il 21 maggio 2012 quando, a sorpresa, la lista civica Jesiamo, appoggiata da Patto per Jesi e Insieme Civico, vinceva le elezioni amministrative ed insediava Bacci alla guida del Comune, interrompendo una tradizione ultratrentennale della sinistra.

A distanza di un anno da allora Bacci convoca una conferenza stampa per un’analisi del lavoro svolto e di quello ancora da completare partendo da un’osservazione: “credo sia indiscutibile l’impegno ed il tempo dedicato da ogni membro della Giunta all’amministrazione della città e lo spirito e coraggio con cui tutti noi abbiamo affrontato quest’avventura. In Giunta abbiamo creato un ottimo clima di collaborazione, ora dobbiamo porci obiettivi precisi e stabilire priorità per i progetti da realizzare. Il percorso in maggioranza è stato quasi sempre condiviso negli obiettivi con solo un paio di eccezioni, la questione delle mense cittadine ed ora quella del registro delle coppie di fatto”.

A seguire una lunga carrellata che ripercorre l’attività svolta in questi 12 mesi: “avevamo promesso di risistemare i conti del comune e ci stiamo impegnando a fondo su questo obiettivo perché credo sia un aspetto fondamentale, su cui concentrarsi. Abbiamo ridotto debiti e costi del personale, tagliato le spese correnti mantenendo i servizi prestati che sono stati razionalizzati. Entro il prossimo anno prevedo si possano raggiungere su questo fronte ulteriori importanti risultati. Siamo riusciti a far ciò senza intaccare la spesa sociale, che anzi è aumentata in percentuale essendosi ridotto il bilancio del Comune in valore assoluto. In controtendenza rispetto all’andamento generale in Italia le tariffe dei servizi a domanda individuale sono rimaste invariate ed addirittura ridotte nel caso della refezione scolastica in cui abbiamo eliminato il costo fisso e mantenuto le tariffe sociali per i redditi più bassi permettendo anche alle famiglie in questa fascia di continuare ad usufruire del servizio”.

Sul capitolo trasparenza, un punto presente nei programmi di tutti i partiti in campagna elettorale, il Sindaco ricorda come, nonostante il problema di aver dovuto oscurare nel sito l’archivio delle delibere e degli altri atti oltre il tempo previsto di pubblicazione nell’albo pretorio per adeguarsi alle indicazioni del Garante della Privacy ed evitare ulteriori sanzioni, promettendo che in tempi brevi verrà ripristinata la consultazione nel rispetto delle nuove normative, l’amministrazione abbia più volte realizzato incontri pubblici, anche molto partecipati, per illustrare le scelte fatte e condividerne per quanto possibile il percorso. Incontri che continueranno, visto che fra maggio e giugno ne sono previsti altri 3 in zone diverse della città, per parlare con i cittadini dell’attività di gestione dell’amministrazione, raccogliere opinioni e critiche, tastare il polso della città.

“Siamo intervenuti anche al fianco delle imprese, continua Bacci, avviando un fondo di garanzia a sostegno delle aziende facilitandone l’accesso al credito ed in collaborazione con le amministrazioni della Vallesina a cui abbiamo fatto da stimolo”. Un passo importante la battaglia, ancora in corso, per il mantenimento della territorialità di banca Marche: “è fondamentale che il territorio non perda il controllo della Banca, una risorsa fondamentale per lo sviluppo. Su questo l’amministrazione è riuscita a riunire gli intenti di molti: i comuni vicini e l’opposizione, ma purtroppo manca l’unione con la Fondazione cittadina che invece è ben forte sia a Macerata che a Pesaro, dove le fondazioni condividono gli interessi delle rispettive amministrazioni”. Proprio sulla Fondazione, vista l’attualità, il Sindaco lancia un appello “ai Santarelli ed ai Gianangeli, perché si chieda tutti insieme e con forza che si faccia, per la nuova dirigenza in fondazione, una scelta basata sul merito e sul cambiamento, rivolta a risolvere i problemi del territorio. Insieme si faccia anche un appello a rivedere i gettoni di presenza ed i compensi perché penso sia opportuno, in questa fase, che vengano equiparati a quelli di assessori e consiglieri comunali, lasciando le risorse a disposizione del territorio”. Non manca comunque, nei confronti della Fondazione, un ringraziamento per l’impegno profuso per le sale operatorie del Carlo Urbani, il cui iter di finanziamento dovrebbe concludersi a breve.

Altro capitolo toccato nell’escursus l’edilizia scolastica con l’intervento in fase conclusiva alle Mazzini e quelli in partenza alle Garibaldi, ritardato a causa del mancato arrivo dei fondi statali, e del Maschiamonte.

Sullo sport il sindaco ha ricordato le iniziative promosse dall’Assessore Ugo Coltorti, in particolare i successi riscontrati dalla Notte Azzurra e la recente candidatura di Jesi a città europea dello sport, da cui si spera di poter attrarre, grazie al turismo sportivo, risorse per gli impianti. Proprio in ambito turismo un cenno anche per l’accordo con le compagnie di crociera e con le agenzie per incrementare l’arrivo di visitatori dalla costa.

Nel capitolo dedicato all’ambiente il sindaco cita il regolamento sull’inquinamento atmosferico e l’intervento per la messa in sicurezza del Fiume Esino, che andrà completato ma mette mano ad un problema che si protraeva da oltre dieci anni.

Parlando di commercio invece il riferimento cade sulla vicenda legata al piano di riconversione dell’ex zuccherificio: “l’ho sempre detto e non ho cambiato idea. Secondo me il piano non porterà nulla di positivo né per il gruppo né per i dipendenti, ma anzi creerà danni al commercio esistente in città. Invito ancora il gruppo Maccaferri a trovare soluzioni alternative”.

“Jesi ha ripreso il suo ruolo di guida e di riferimento per i comuni della Vallesina. A dirlo sono gli atti: siamo riusciti ad essere di stimolo e raccogliere consenso sulla sanità, sui servizi sociali, sulle attività commerciali, sul fondo di garanzia per le imprese e sulla cultura con la Fondazione Pergolesi Spontini, il cuo ruolo va rafforzato. Purtroppo rimane un problema con la Regione, sia perché ovviamente non abbiamo un riferimento con nostri consiglieri di lista in regione, come possono averlo i partiti, ma soprattutto perché l’Amministrazione regionale va troppo diretta nel prendere decisioni senza coinvolgere i territori, come si vede nella sanità, ma non solo”.

Rimangono per la fine i problemi: manutenzione del verde pubblico e delle strade. “Sebbene alcuni interventi sono stati avviati sappiamo che deve far di più e meglio. La situazione di partenza era però disastrosa e stiamo cercando di avviare, condividendolo con dirigenti e maestranze, un metodo di lavoro che porti a programmazione. Il risultato quando si fanno interventi programmati poi si vedrà, come ad esempio si vede già con quanto fatto sulle mura, dove abbiamo risolto un problema che anche in questo caso andava avanti da moltissimi anni”.

Proprio alla complessità di problemi trascinati da tanti anni senza mai interventi risolutivi Bacci fa riferimento parlando del problema delle mense, l’unico episodio che ha creato un po’ di scompiglio in maggioranza: “tutti si rendevano conto che occorresse intervenire, ma nessuno ha avuto la capacità e la volontà di farlo, compresa l’attuale opposizione che in passato ha lasciato il problema aggravarsi ed ora ha solo saputo tentare di cavalcare la protesta, senza proporre soluzioni realizzabili. Noi abbiamo posto le basi per una soluzione definitiva del problema. Ora serve l’impegno dell’amministrazione e della ditta che verrà individuata a lavorare bene per garantire un servizio di qualità ad un costo ridotto rispetto al passato”.

Un altro problema da affrontare con più decisione nell’anno a venire: l’organizzazione della macchina comunale. “Abbiamo preso pienamente coscienza dei limiti della struttura. Sapevamo che fosse una macchina ferma che andava riorganizzata, ma probabilmente la nostra percezione iniziale ha sottovalutato l’entità del problema. Siamo l’azienda sul territorio con più occupati eppure non riusciamo ad esserne il motore, ma anzi siamo un freno allo sviluppo. Siamo entrati in punta di piedi cercando di concordare tutto con i dipendenti, ma ora serve un salto di qualità nell’approccio alla soluzione del problema e ne parlerò nell’incontro con i dipendenti che avrò già martedì per far anche con loro un bilancio dell’attività in questo primo anno. Un freno è venuto anche dalle incertezze sul piano economico. L’anno scorso il bilancio previsionale è stato fatto alla fine dell’anno, quest’anno sarà fatto entro fine mese. Ma è ancora tardi. Ritardo dovuto ai continui cambiamenti a livello nazionale, alle zone d’ombra ed incertezze. Ma attendere ancora non serve a nulla, visto che comunque le incertezze non si risolvono: non si ancora nulla sulle compensazioni del mancato introito dell’IMU sulla prima casa, come non si sa nulla della Tares. Ma attendere ancora produrrebbe solo ulteriore ritardo sugli interventi da fare anche per la manutenzione di strade e verde perché senza bilancio si può procedere solo per dodicesimi rispetto alla spesa dell’anno scorso e quindi senza poter programmare”.

Non poteva mancare, in conclusione, la domanda di rito, se, alla luce di quanto accaduto in questi dodici mesi, avendone avuta coscienza si sarebbe ugualmente candidato. “Si, perché sono una testa dura. Ma sono sicuro che quando avremo finito e usciremo avremo fatto qualcosa di positivo per la città, anche se allora pensavo che sarebbe stato meno complesso”, la risposta decisa del sindaco.






Questo è un articolo pubblicato il 21-05-2013 alle 01:35 sul giornale del 22 maggio 2013 - 1652 letture

In questo articolo si parla di attualità, paolo picci

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